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Disturbi specifici del linguaggio: caratteristiche, sintomi e quando fare la diagnosi

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La DSL la si può identificare già all’età di 3 anni.

Da qualche anno, per fortuna, si ha una maggiore conoscenza della DSA, cioè dei disturbi specifici nell’apprendimento. Gli stessi istituti scolastici cercano di identificare queste situazioni e perfino i docenti sono più a conoscenza di alcuni segnali che dimostrano un problema di DSA. La dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia sono dunque più veloci da identificare. Nell’ultima ricerca di identificazione di questo disturbo si è notato che oltre l’8% della popolazione nazionale, ne soffre. Diciamo che quando si crede che i propri figli non hanno voglia di studiare, ma cercano comunque di impegnarsi, forse il problema non è la “volontà”, ma è DSA.

Però c’è un'altra patologia che colpisce lo sviluppo cognitivo e di apprendimento dei bambini, che si può correggere come le DSA, cioè la DSL. Questo è il: disturbo specifico del linguaggio!

ANOMALIA DEL NEUROSVILUPPO

Precisiamo che non si tratta di avere la “erre dolce” dove si pronuncia “L” invece di “R” oppure della balbuzie. La situazione è molto diversa.

Il bambino/a dimostra 4 problemi principali che iniziano con la fonetica. Praticamente il soggetto non comprende i suoni e tantomeno riesce a replicarli precisamente. Non identifica le parole dette o che ode con gli oggetti di riferimento, in questo caso facciamo un esempio. Se dite: palla, indicando la palla, il bambino/a non capisce a cosa vi state riferendo. A seguire c’è l’incomprensione del significato di una parola o di un’espressione. Nonostante le impari a memoria, non ne comprende il significato. Infine c’è il sintomo di non replicare le parole in senso compiuto perché semplicemente non le comprende.

Facciamo anche in quest’ultimo caso un esempio. Dire al bambino/a di prendere dall’armadio una tutina blu. Il soggetto potrebbe non capire cosa sia un armadio poiché non lo riconosce la parola e l’oggetto. Oppure potrebbe portare una tutina di altro colore perché non associa il colore blu.

La DSL viene spesso associata ai tipici problemi di cui soffrono soggetti che hanno ritardi mentali gravi, sindrome di down e autismo. Tuttavia, nelle ultime ricerche effettuate, si nota che esso è diffuso anche tra i normodotati che però hanno un rallentamento nel proprio neurosviluppo. Inoltre essi possono indicare altri problemi, come: danno uditivo, epilessia, anomalie del foro uditivo, otiti gravi e addirittura paralisi celebrali parziali.

Per modificare questa situazione e quindi “curarla” come gli i disturbi DSA, occorre una diagnosi e poi una modificazione nell’insegnare. Una sorta di rieducazione del cervello che avviene con determinati metodi.

Sintomi e quando fare la diagnosi

La DSL la si può identificare già all’età di 3 anni. I genitori debbono fare attenzione ai primi sintomi, come: assenza di movimento della bocca nel riproporre i suoni, scarso vocabolario (a 3 anni i bambini conoscono almeno 200 vocaboli). Continuiamo con: pigrizia nel riproporre le parole appena udite, nessuno stimolo musicale, come ad esempio canticchiare una qualche canzoncina.

Inoltre non si formano frasi di senso compiuto o il bambino rimane con frasi a metà. Dissocia gli oggetti alle parole che dite, come nell’esempio della palla. Infine non prova alcuna curiosità verso i giochi in cui si compongono parole o che sono schematizzati.



Questo è un articolo pubblicato il 15-05-2024 alle 19:24 sul giornale del 15 maggio 2024 - 14 letture



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