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Il rendiconto 2022 è "desaparecido", esposto al Prefetto del centrosinistra: "atto gravissimo, altro che trasparenza"

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Ma dov’è il rendiconto 2022? Doveva essere presentato entro il 30 aprile ma il documento non è ancora nemmeno passato dalla giunta comunale e allora i sette consiglieri del centrosinistra interpellano il Prefetto. Lunedì, infatti, Francesco Micucci, Lidia Iezzi, Yuri Rosati (Pd), Roberto Mancini (Dipende da noi), Piero Gismondi (La nuova città), Letizia Murri (Ascoltiamo la città) e Mirella Paglialunga (Per Civitanova) hanno presentato un esposto al Prefetto di Macerata affinché attivi la procedura acceleratoria prevista dal Tuel: primariamente dare un termine perentorio per la presentazione del bilancio, poi, eventualmente, se non ci fosse ancora l’adempimento di legge, procedere allo scioglimento del consiglio comunale.

«In un primo momento abbiamo pensato si trattasse di un ritardo tecnico, di qualche giorno – spiega Micucci, capogruppo Pd – ma al momento il rendiconto non è passato neanche in giunta e da quando questa lo approva devono passare almeno ulteriori 20 giorni prima di poter arrivare in consiglio comunale. Quindi, nella migliore delle ipotesi, non vedremo il bilancio prima della seconda parte del mese di giugno, ad andar bene oltre un mese e mezzo dopo il termine di scadenza. È una cosa molto strana, per il rendiconto si tratta di raccogliere tutti i documenti dell’anno precedente, non ci sono scelte politiche da fare. E siamo in un periodo di sostanziale calma amministrativa, con il consiglio comunale che non viene convocato da tempo e la giunta che sta lavorando principalmente su atti minori».

Realisticamente è impensabile immaginare che venga sciolto il consiglio comunale per motivazioni del genere (di solito accade soltanto per mafia o motivazioni di questa pesantezza), ma il centrosinistra vorrebbe vederci chiaro in quanto (non) sta accadendo. E Paglialunga già il 1° maggio aveva informato il Prefetto di quanto accaduto nel consiglio comunale dello scorso 4 aprile: «Si fa del male ai cittadini e ai consiglieri – rimarca l’ex candidata sindaco del centrosinistra – ma il metodo ormai lo conosciamo bene: non c’è nessuna trasparenza, non si dà alcuna informazione ed è grave visto che parliamo dei conti della cosa pubblica. Al momento noi non siamo in grado di valutare come sono stati spesi i soldi pubblici nel 2022. Il bello è che qualche amministratore ha anche la faccia di parlare di bilancio partecipato, quando non abbiamo nemmeno il rendiconto entro i termini di legge».

Tempestività, trasparenza, normalità: tre sono gli aspetti lesi da questa mancanza dell’amministrazione secondo Mancini. «Qui si va avanti ad eccezioni – aggiunge l’esponente di Dipende da noi – il rischio è che ci si assuefaccia alla non ritualità dell’operato di questa amministrazione. L’idea che mi sono fatto è che ci siano divisioni interne, divisioni che a volte si palesano anche a livello di votazioni in consiglio. Divisioni tra giunta e un consiglio comunale che viene spesso messo fuori tempo e fuori gioco. Divisioni tra chi amministra e la città, ancora più grave se si pensa che la maggioranza dei cittadini hanno votato loro. E divisioni tra la parte politica e quella dei dipendenti comunali: non credo che il ritardo sia addebitabile a lavoratori che non fanno il loro lavoro, per cui questo ritardo va per forza messo sul conto di chi amministra».

Non approvare il rendiconto ha però anche conseguenze pratiche. «Gli effetti immediati sono che non si possono stipulare contratti e non si può impiegare l’avanzo di amministrazione – dice Murri – la nostra speranza è che il Prefetto dia un termine perentorio al Comune per presentare il bilancio. Speriamo di non dover andare oltre».

L’opposizione (non tutta: SiAmo Civitanova non è parte di questa iniziativa) sta ricorrendo più volte al Prefetto, anche se finora di feedback se ne sono visti in realtà molto pochi, per non dire nessuno. «E’ triste dover arrivare a questo – finisce Iezzi – il problema è che però chi dovrebbe tutelare noi e i cittadini, ossia il presidente del consiglio e il segretario, preferiscono piegarsi ai voleri del sindaco. L’assessore al bilancio lo scorso ottobre aveva promesso che avrebbe portato il bilancio di previsione entro il 31 dicembre. Ovviamente non ci è riuscito, ma ha fatto anche peggio con il rendiconto. Abbiamo fiducia nel Prefetto, altri in chi altri possiamo averla?».

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Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2023 alle 15:20 sul giornale del 26 maggio 2023 - 326 letture






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