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I balneari ripartono dall'Abc: ecco la nuova associazione, "una voce sola per contare di più"

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Scalda i motori, con l’estate all’orizzonte, la neonata Associazione Balneari Civitanovesi, il nuovo soggetto che mira a riunire gli operatori di spiaggia della città e che di fatto prende il posto della ormai defunta Abat. Al comando nel ruolo di presidente c’è Giacomo Mantovani, titolare dello chalet Arturo, dove si è tenuta la presentazione del neonato direttivo.

«Si è reso necessario cambiare struttura perché con l’Abat, complici le tensioni della Bolkestein, si è deciso di riformulare questo soggetto e crearne uno nuovo – spiega Marco Scarpetta, che ha il ruolo di vice di Mantovani nella nuova associazione – l’impostazione sarà simile all’Abat, con gruppi di lavoro divisi per temi, con interazioni con gli organi amministrativi locali e tutti i vari enti ed associazioni locali. Questa è un’associazione, per quanto possibile, ancora più trasparente e partecipata e a sforzo diffuso di come eravamo abituati prima. Tutti potranno dire la loro e fare le loro proposte. Siamo in 30 al momento su 43, speriamo di aggiungere qualcuno in più a breve: l’obiettivo è quello di rappresentare le istanze dei balneari sia per le questioni di carattere locale che per la Bolkestein, che non ci fa dormire la notte. Civitanova vive un bel periodo, per cui ci sentiamo caricati di responsabilità: dovremo essere bravi a gestire questo grande flusso di turisti e visitatori che abbiamo e saper ben collaborare con gli enti pubblici. Le intenzioni sono le migliori».

Non una scissione, ma una nuova storia: una scelta presa per la volontà della grande maggioranza dei balneari. Sui quali pende la spada di Damocle della Bolkestein, un’incertezza che «non ci fa dormire la notte», dice più di qualcuno. «Il contratto con lo Stato, fatto negli anni Cinquanta o Sessanta, vedeva una necessità da parte dello stesso di occuparsi della cura della spiaggia a 360°, per cui era molto facile ottenere terreni in concessione a prezzi irrisori – aggiunge Marusia Ciavattini dello chalet Il Veneziano, segretario di Abc – non veniva considerato un lavoro autosufficiente, tanto che spesso erano pescatori, cecchettari o altro che lo facevano come secondo lavoro. L’accordo diceva che c’era una prelazione alla scadenza della concessione, all’epoca addirittura si rinnovava anno dopo anno. Abbiamo fatto investimenti e creato una situazione appetibile. Una volta che ci hanno fatto investire e creare tutto un movimento, ecco la Bolkestein. Noi abbiamo sempre pagato ciò che lo Stato ci ha chiesto, dovremmo chiedere di pagare di più? Nessun affittuario lo farebbe. Noi abbiamo costruito tutto quello che si trova sopra la spiaggia, ci paghiamo l’Imu. Se mi avessero detto che mi avrebbero tolto lo chalet per un bene pubblico, l’avrei anche potuto capire. Ma perché dovrebbero togliere un bene a me per darlo a un’altra persona? Ma soprattutto: non c’è una certezza sui termini. Di che morte moriremo e quando?».

Al fianco del presidente, del vice e del segretario, ci saranno quattro responsabili di zona: per il lungomare centro Giuseppe Calza del G7, per il lungomare nord Gianbattista Lorenzetti de La Bussola e Isabella Mantovani di Re Sole, per il lungomare sud Aldo Ascani dello Shada. «Il lavoro dell’Abc sarà a 360°, dai listini del bar ai rapporti istituzionali – conferma il presidente Mantovani – siamo stati coinvolti nel progetto “Marche For All” per inserire nel mondo del lavoro dei soggetti disabili. Questo per dire che non siamo qui a pensare solo alla quotidianità. Priorità oggi è il poter partecipare oggi alla stesura del cartellone degli eventi, poter incidere su questo. Oggi il mare qui da noi fa la parte del leone, credo sia importante che possiamo dire la nostra. Non può bastare chiudere il lungomare per fare turismo. Servono sinergie per fare crescere il gradimento. Purtroppo siamo andati un po’ lunghi con la costituzione dell’associazione, speriamo di poter avere dei contatti non solo per subire ordinanze e scelte altrui, ma per partecipare alla loro stesura. Vogliamo contare di più, possiamo essere un altoparlante per la città e per questo domani ci confronteremo col sindaco e con i referenti della Regione».

La prima sfida sarà quella del 1° maggio, che sarà aperto visto lo spostamento degli eventi del Comune in centro. «Chiudere è un problema anche a livello di viabilità, l’abbiamo manifestato: servirebbe mantenere sempre almeno una corsia aperta – continua Mantovani – il sindaco si è detto possibilista, vedremo come si evolverà questa interlocuzione. Di parcheggi disponibili ce ne sono, pensiamo a quelli al molo o dietro la stazione che sono sempre vuoti: ma bisogna renderli fruibili, promuoverli. In generale, speriamo che il trend sia quello che si è visto con il pienone di Pasquetta».

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Questo è un articolo pubblicato il 17-04-2023 alle 17:41 sul giornale del 18 aprile 2023 - 3804 letture






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