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L'esplosione della cocaina, lo sterile muro contro muro: il consiglio comunale aperto sulla sicurezza fa centro a metà

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Doveva essere un consiglio comunale aperto sulla sicurezza a tutto tondo quello di oggi pomeriggio, è finito per focalizzarsi su uno degli aspetti della stessa: il disagio giovanile e il consumo di droga. Purtroppo, con dei grandi assenti: le forze dell’ordine, non convocate per portare il loro contributo alla causa.

Nonostante l’occasione sfruttata a metà per far dialogare i tanti attori coinvolti, è stato comunque un momento importante per toccare tante sfaccettature della realtà civitanovese. In primis un problema che sottolineato in rosso da Mario De Rosa, direttore del Sert di Civitanova, e Gianni Giuli, direttore del Dipartimento di dipendenze patologiche di Macerata: la cocaina. «Ormai oggi su 10 nuovi ingressi, nove sono per cocaina – ha sottolineato De Rosa – e la cocaina è molto diversa dall’eroina: se quest’ultima è un grande sedativo, la prima è un forte eccitante che determina, soprattutto in cervelli in formazione, forti stati di disregolazione emotiva e danni psicologici più difficile da sradicare. Siamo in una situazione di uovo e gallina: è venuto prima un modello di società che guarda all’eccitazione e all’individualismo o sono le persone sovraeccitate e individualiste a spingere verso questo modello che è spinto al limite dall’abuso di cocaina? Noi seguiamo circa 70 soggetti cocainomani che hanno problemi sociali, di aggressività e di assenza di critica, di giudizio, delle regole e dei limiti. I cocainomani non sentono di avere un problema, vengono trascinati al Sert dalle forze dell’ordine, dalla famiglia o dai servizi psichiatrici. L’età non è più una discriminante, si va dai giovanissimi ai 60enni, e poi aumentano le strane combinazioni tra coca, alcol e gioco d’azzardo patologico. Senza contare l’uso della cannabis, particolarmente problematico per i giovani il cui cervello è ancora in formazione. C’è una combinazione tra modello di vita e consumo di droga, un modello di continua eccitazione che illude dell’onnipotenza, di credersi sopra a tutto. E un Dio non chiede aiuto, è autoreferenziale e autosufficiente. Il Sert ha bisogno di implementare le sue funzioni, noi abbiamo seguito 85 inserimenti in comunità nel 2022 per 68 individui, 126 soggetti sono con noi per progetti alternativi al carcere, e poi abbiamo seguito 129 soggetti cui sono state ritirate le patenti. Serve un’educazione al rispetto del limite, delle norme, delle regole. E questo parte da casa e scuola».

Il grido è simile anche uscendo dalla bocca del dottor Giuli. «Civitanova è stata colpita psicologicamente da due eventi: il terremoto, avendo visto arrivare in città tanta gente che arriva dalla montagna, e il covid, come tutto il resto del mondo – ha evidenziato il direttore delle Dipendenze patologiche – come affrontare la complessità dell’attuale situazione? Ci sono 4 mila tipi di sostanze disponibili, tante sintetiche acquistabili in rete, e i ragazzi sono sottoposti a questi continui stimoli ogni giorno. Come facciamo a fare prevenzione? Dobbiamo anticipare l’inizio dell’età su cui intervenire. Non lo si può più fare dalle scuole medie, ma dalle elementari. Alle medie la droga la conoscono già tutti, il che non vuol dire che tutti la usino ma che tutti hanno possibilità di entrarci in contatto. C’è chi si fa le canne, chi si ubriaca, alle medie si fanno queste prime esperienze. Dobbiamo partire prima non per dire ai ragazzi che ci sono le droghe, ma per dar loro delle abilità psicologiche e relazionali per affrontare le situazioni. A Civitanova la droga arriva dalla rotta balcanica, quindi dal mare, e da Perugia lungo la direttrice della superstrada, che non porta solo i turisti. Di questi flussi, le forze dell’ordine intercettano mediamente solo un 5%. La disponibilità, quindi, è elevatissima, dobbiamo insegnare ai ragazzi a dire di no. Coi nostri progetti coinvolgiamo 33 classi e 536 studenti, 85 insegnanti e 172 familiari. Scuola e famiglie sono centrali. Serve una rete sempre più ampia, che coinvolga le istituzioni. Dove non c’è l’istituzione o un’attività, c’è qualcos’altro».

Uno dietro l’altro si sono susseguiti gli interventi dei rappresentanti delle associazioni che operano sul territorio, ognuna per portare la propria esperienza: José Berdini di Pars, che ha annunciato la prossima apertura di un ambulatorio in via Carducci per il sostegno del disagio adolescenziale; Andrea Foglia di Citanò alla Droga, che ha svelato la partenza del progetto di un Osservatorio permanente sui giovani; Barbara Moschettoni, direttrice della Caritas diocesana, che ne ha illustrato le attività; Tiziana Streppa di Civitasvolta, che ha rilanciato l’idea di un consiglio comunale aperto sulla gestione del demanio e della viabilità; Fernanda Recchi Ripani, che ha parlato della prossima nascita della Casa degli artisti per dare stimoli sul fronte artistico ai giovani che affrontano problemi di droga.

A contorno di tutto ciò, il dibattito è finito per politicizzarsi in maniera piuttosto prevedibile, con la maggioranza a difendere il suo operato snocciolando elenchi di numeri e interventi e l’opposizione sulle barricate a puntare il dito sia nel concreto del tema da trattare che rilanciando la richiesta di dimissioni del presidente del consiglio Fausto Troiani e dell’assessore Giuseppe Cognigni. Durissima, in particolare, la presa di posizione del gruppo SiAmo Civitanova, che ha lasciato l’aula all’inizio della seduta: «Abbandoniamo l'assise consiliare in segno di rispetto delle istituzioni, di tutte le donne, delle nuove generazioni e dell'intera città di Civitanova Marche, quella parte sana che non può più accettare di essere rappresentata dalla tracotanza del potere e l'onnipotenza dei governanti i quali oggi sarebbero chiamati a discutere in tema di sicurezza – ha tuonato Lavinia Bianchi – torneremo in assise solo quando verrà votata la mozione di sfiducia presentata nei confronti del presidente del Consiglio comunale. Oggi siederemo con i cittadini presenti in aula per ascoltare le loro preoccupazioni, facendone poi oggetto di azioni, richieste e mozioni come previsto dal ruolo da noi ricoperto».

«Abbiamo presentato la richiesta di consiglio comunale ormai 5 mesi fa, ci stavamo preoccupando non solo dei fatti più eclatanti ma per una situazione complessiva di insicurezza in città – ha detto la dem Lidia Iezzi in apertura di consiglio – forse è stato voluto rimuovere il problema, violando i regolamenti per la convocazione, magari perché l’argomento era scomodo. Civitanova è finita sulle cronache nazionali per due omicidi la scorsa estate. Dopo quello di Alika, Ciarapica a favore di telecamere disse che avrebbe istituito il lutto cittadino il giorno del funerale e invece neanche si è presentato alla cerimonia. Gli spacciatori stanno riempiendo la città con tutta la droga del mondo, per non parlare dei furti. Era importante avere le forze dell’ordine qui per avere un quadro più complessivo, le notizie di reato sono spesso carpite per conoscenze dirette dei giornalisti e poco altro. Come consiglieri di centrosinistra evidenziamo l’importanza di questo momento di confronto, ma esprimiamo il dissenso per il ritardo con il quale ci arriviamo ma anche e soprattutto perché la maggioranza non ha affrontato in alcun modo le situazioni di Troiani e Cognigni. Partecipiamo a questo consiglio solo per rispetto della cittadinanza e importanza del tema».

Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha evitato la questione, attenendosi alla tematica della giornata: «Dispiace che alcuni consiglieri abbiano provato a cambiare argomento per strumentalizzarlo politicamente – ha ribattuto il primo cittadino – ci sono stati fatti spiacevoli che hanno avuto teatro a Civitanova ma con persone che non sono di qua. La sicurezza è un tema che ci è caro, sin dal mio primo insediamento nel 2017. Ereditammo una situazione molto complicata, con fenomeni di nomadismo e commercio abusivo che creavano criticità in città, in primis insicurezza e concorrenza sleale. La situazione odierna molto diversa con grande lavoro e sacrificio, in relazione stretta con le autorità competenti Abbiamo circa 250 telecamere, un sistema che stiamo ampliando come abbiamo ampliato l’organico e le dotazioni della Polizia locale. Abbiamo riqualificato tanti spazi, sottraendo spazi al malaffare, e ci siamo riappropriati di tante aree problematiche come l’ex liceo scientifico di Fontespina. È limitante parlare del numero di reati per parlare di sicurezza. La discussione è ampia e tanti temi concorrono ad aumentare la qualità della vita e dare una percezione di sicurezza».

Alla fine della fiera, però, senza nessun documento vincolante da votare, cosa resta di un pomeriggio con tante parole? Sarà il futuro prossimo a dirlo.

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Questo è un articolo pubblicato il 14-01-2023 alle 20:13 sul giornale del 15 gennaio 2023 - 600 letture






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