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comunicato stampa

Sassi dal cavalcavia, la morte di Maria Letizia Berdini protagonista su Rai Play nella docu-serie "Ossi di Seppia"

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Venti anni fa, un masso lanciato dal cavalcavia della Cavallosa, vicino a Tortona, centra in pieno l’auto sulla quale viaggia la civitanovese Maria Letizia Berdini con il marito, sposato soli cinque mesi prima.

I due avrebbero dovuto raggiungere Torino, per poi volare a Parigi per trascorrere il Capodanno insieme ad alcuni amici. La giovane vita di Maria Letizia si spezza invece, a soli 31 anni, sull’autostrada Torino-Piacenza: un enorme sasso la colpisce alla testa, uccidendola. Ma poteva essere una strage, perché la banda di giovani killer, dopo aver riempito il baule della loro auto di grosse pietre, ne scaraventa almeno un’altra decina sulle auto di passaggio, colpendone altre.

Nella 15° puntata di “Ossi di Seppia, quello che ricordiamo”, da martedì 10 gennaio su RaiPlay, Maria Grazia Berdini, sorella della vittima, ripercorre quel delitto assurdo che, per emulazione, ha scatenato poi, altri analoghi gesti di follia. «Vi lascio immaginare un sasso di tre chili e mezzo, che viene scagliato dall’altezza del cavalcavia e che impatta sulla macchina che va veloce in autostrada, cosa può aver provocato alla calotta cranica di mia sorella». Un delitto assurdo compiuto «per scacciare la noia, non sapendo come trascorrere una serata d’inverno, durante il periodo natalizio» dice il pm durante il processo, che dopo tre anni, si concluderà con la condanna a 27 anni e sei mesi per i tre fratelli Franco, Paolo e Alessandro Furlan e per il cugino, Paolo Bertocco. Nessuno di loro, però, ha scontato interamente la pena: tra rito abbreviato, indulto e buona condotta, i giovani che all’epoca dei fatti avevano tutti fra i 18 e i 24 anni, dopo 11 anni di reclusione, dal 2009, sono nuovamente liberi. «A noi, però, la pena non la sconta nessuno – dice Maria Grazia Berdini – noi familiari, siamo quelli che hanno l’ergastolo per tutta la vita».

“Ossi di Seppia”, prodotta da 42°Parallelo, è la prima serie “non-fiction” pensata per riconnettere i Millennials e la Generazione Z con il senso della memoria, attraverso un linguaggio vicino ai giovani.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2023 alle 12:36 sul giornale del 12 gennaio 2023 - 520 letture






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