La maggioranza va in frantumi sulle nomine per l'Asp Paolo Ricci: Fratelli d'Italia lascia l'aula, Forza Italia si spacca

6' di lettura 01/10/2022 - La maggioranza va in frantumi sulla nomina dei componenti del cda dell’Asp Paolo Ricci. Con Fratelli d’Italia e, a sorpresa, Forza Italia a lasciare l’aula, l’opposizione resta al suo posto per l’elezione dei cinque nuovi membri dell’azienda, poi abbandona i suoi banchi facendo così saltare il numero legale e con esso tutta la seduta del consiglio comunale, che si apriva proprio con il punto più insidioso della serata. Ma è meglio andare con ordine, perché sono stati minuti convulsi e surreali in sala consiliare.

All’apertura della seduta dell’assise civica, verso le 21.30, sono quattro in tutto gli assenti: tre sui banchi della maggioranza (Gianluca Crocetti di Civitanova Unica, Paolo Nori di Fratelli d’Italia e Piero Croia di Forza Italia), uno su quelli dell’opposizione (Roberto Mancini di Dipende da Noi). Al primo punto c’è subito da votare per i membri del cda dell’Asp Paolo Ricci, elezione già rinviata nella scorsa seduta per il mancato accordo interno alla maggioranza. Lo schema sembra ripetersi alla stessa maniera quando, dopo l’appello, prende la parola il consigliere forzista Nicolò Renzi: «Chiediamo il rinvio per la mancanza di unità di intenti e di condivisione sui nomi da eleggere». La proposta viene messa ai voti ed ecco la sorpresa, visto che a dire sì sono solo in sette: il sindaco Fabrizio Ciarapica, lo stesso Renzi, i tre meloniani presenti Roberto Pantella, Roberto Tiberi e Maria Luce Centioni e, dall’opposizione, Mirella Paglialunga e Letizia Murri (secondo i sussurri, perché a loro volta non convinti del nome messo sul piatto dal centrosinistra, ossia Pier Paolo Rossi). Il capogruppo di Vince Civitanova Marino Mercuri si astiene, mentre tutti gli altri, ovvero Lega, Civitanova Unica e il resto di Vince Civitanova per quanto riguarda la maggioranza e Pd, La Nuova Città e SiAmo Civitanova per l’opposizione dicono no: 13 contro 7, si dovrà votare regolarmente.

Pantella prende la parola per annunciare che Fratelli d’Italia lascerà l’aula perché non c’è condivisione sui nomi da votare, dall’altro fronte esce Paglialunga, ma il resto dell’opposizione resta ai suoi posti: il numero legale è infatti già stato accertato prima di votare il punto, per cui non avrebbe senso uscire visto che significherebbe lasciare strada libera ai pochi presenti rimasti. E allora si va al voto con chi c’è. I sei consiglieri di opposizione (Lidia Iezzi, Francesco Micucci e Yuri Rosati per il Pd, Letizia Murri per Ascoltiamo la città, Silvia Squadroni e Lavinia Bianchi per SiAmo Civitanova) votano in blocco Pier Paolo Rossi, mentre ciò che resta della maggioranza (il sindaco più i leghisti Giorgio Pollastrelli e Fabiola Polverini, Pier Paolo Turchi Paola Fontana e Paola Campetelli di Civitanova Unica e Marino Mercuri e Pierluigi Capozucca di Vince Civitanova) converge su questo quartetto: Paolo Piccinelli, candidato alle ultime elezioni con Vince Civitanova; Alfredo Perugini, esponente di punta di Civitanova Unica; Andrea Venanzoni, in quota Lega; infine, a sorpresa, Monica Rendina, candidata di Forza Italia alle ultime amministrative, votata dai presenti nonostante i berlusconiani si ritrovassero senza Renzi, uscito dall’aula, ma con Ciarapica (e anche il suo vice Claudio Morresi) rimasti dentro e senza che fosse stata indicata formalmente dal partito (potevano essere depositati in anticipo i curricula dei potenziali candidati). Insomma, un bel caos e a rimetterci, alla fine della fiera, è solo Fratelli d’Italia, che si ritrova senza alcun rappresentante all’interno del cda del Paolo Ricci, figuriamoci pensare all'agognata presidenza. Uno schiaffo in piena faccia, considerando che solo qualche giorno fa il consigliere regionale di Fdi, Pierpaolo Borroni, aveva ribadito la necessità di tener conto della performance elettorale del partito alle ultime politiche a livello comunale, lasciando intendere di voler incassare qualche nomina pesante per rafforzare il suo peso in città.

I “rivoltosi”, a questo punto, potrebbero tornare ai loro posti per garantire la prosecuzione della seduta, che aveva sul piatto diversi punti importanti. Su tutti il bilancio consolidato, che aveva scadenza proprio il 30 settembre: la conseguenza della mancata approvazione, minimale ma pur sempre significativa, è il blocco delle assunzioni. Ma c'era da votare anche per il via libera all’accordo di programma per la realizzazione del ponte ciclopedonale sul Chienti, che aspetta l'ok per poter andare celermente verso la realizzazione dell'opera. E invece tanto il gruppo Fratelli d’Italia quanto il forzista Renzi non ne vogliono sapere e a questo punto l’opposizione, fiutando l’occasione dello sgambetto, esce a sua volta in blocco. In sala consiliare sono rimasti solo otto consiglieri quando ne servirebbero almeno 13: non c’è il numero legale, seduta sospesa per un’ora.

Il tassametro parte alle 21.50, alle 22.50 ci sarà il nuovo appello per verificare la situazione. Ciarapica, affiancato dall’assessore leghista Cognigni, non si alza dal suo banco neanche per un attimo, cioè che resta della maggioranza fa praticamente altrettanto, mentre gli altri si danno alla macchia. Allo scoccare dell’ora di tempo, a riaffacciarsi sono solo gli esponenti dell’opposizione, che cercano di capire le intenzioni dei dirimpettai. Ma all’appello non cambia nulla: il numero dei presenti è il medesimo della conta precedente, seduta conclusa.

E ora? Tutto da rifare. Politicamente, ne esce male Fratelli d’Italia, che resta a bocca asciutta e fa la figura di chi vuole monetizzare qui ed ora il grande risultato elettorale delle politiche di domenica scorsa. Ne esce male Forza Italia, di fatto spaccata visto che il gruppo consiliare lascia l’aula mentre i suoi due esponenti di punta, sindaco e vicesindaco, restano ai loro posti. Ma a fare una brutta figura è tutta la maggioranza, che per due sedute consecutive non è riuscita a trovare la quadratura su una questione legate puramente alla spartizione di poltrone onerose. Ma se Atene piange, Sparta ride fino ad un certo punto. Perché, sul fronte di sinistra, c'è una Paglialunga che si smarca di nuovo dalle scelte del Pd, nello specifico su quella di Rossi come rappresentante dell’opposizione nel cda del Paolo Ricci: un’altra certificazione della spaccatura consumatasi nel dopo-ballottaggio dello scorso giugno.

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Questo è un articolo pubblicato il 01-10-2022 alle 00:20 sul giornale del 03 ottobre 2022 - 1822 letture

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