A Misura di Giovani si confronta con i quattro schieramenti alle politiche del 25 settembre, ecco il resoconto

12' di lettura 22/09/2022 - L’iniziativa A Misura Di Giovani organizzata per un confronto elettorale tra i 4 poli che si presentano alle prossime politiche del 25 Settembre, era stata annullata a causa del lutto che ha colpito le Marche negli ultimi giorni ma la fondatrice di Futuro Giovani, D.ssa Natalia Conestà, ha raccolto gli interventi di tutti i candidati invitati e confrontato i programmi elettorali al fine di rispondere alle domande elaborate assieme a Evelin di Lupidio, coordinatrice di Futuro Giovani. Gli organizzatori ringraziano tutti i candidati che hanno voluto aderire al confronto anche se maggiore sforzo è stato fatto da Mirella Emiliozzi e da Fabio D’Erasmo, che hanno anche incontrato, a posteriori e separatamente, gli organizzatori.

1. Perché secondo voi i giovani non si interessano di politica e partecipano molto poco? Che misure intendete prendere nel prossimo futuro per il coinvolgimento dei giovani in politica e nelle amministrazioni locali?

«Non parlerei esattamente di disinteresse per la Politica», ci dice la Emiliozzi. Molti di questi ragazzi avevano militato tra i giovani democratici, altri collaborano attivamente nel terzo settore. Non possiamo non notare però che a seconda delle città i giovani sono più o meno coinvolti e questo dipende soprattutto dalla storia dei circoli locali, alcuni letteralmente «occupati» da over 70 che non lasciano spazio.

2. Perché la politica si occupa poco dei giovani?

«Questo andrebbe chiesto a chi ha governato negli ultimi 20 anni», ci dice la Emiliozzi.
E l’attuale programma elettorale continua su questo solco e rilancia con la pensione di garanzia per i giovani, introducendo il riscatto gratuito della laurea e incentivi e semplificazione per l’imprenditoria giovanile per le start up, sgravi per l’acquisto della prima casa agli under 36 e molto altro». «Da parte mia c'è una disponibilità piena ad ascoltare le istanze dei giovani» ci dice Fabio D’Erasmo. «In Italia tutti parlano di giovani ma rimangono la categoria complessivamente più svantaggiata». - Vincenzo Galasso - secondo cui per ogni euro speso negli over 65 un euro va speso per gli under 35. Secondo il PD a troppi giovani viene negato il diritto di diventare adulti, tappa naturale fino a pochi decenni fa che ad oggi risultano conquiste faticose e non sempre alla portata di tutti, dalla carriera alla possibilità di acquistare una casa e farsi una famiglia.

3. I giovani vogliono veder fruttificare i loro talenti. Hanno idee e voglia di fare. Il reddito di cittadinanza è una misura adatta ai giovani? L’attuale misura “garanzia giovani” non basta ed è molto burocratica. Noi proponiamo un reddito di avviamento al lavoro per almeno 3 anni dove i giovani scelgano cosa vogliono fare. Perché non ottimizzare l’App 18? E oltre ai libri perché no un computer?

«Il reddito di cittadinanza è una misura per tutti, ci dice Mirella Emiliozzi, ed era stato pensato anche e soprattutto come reddito di avviamento al lavoro. Il beneficiario poteva avere fino a 3 proposte, dopo di che, in caso di rifiuto, avrebbe perso il reddito. Per la parte delle politiche attive, abbiamo stanziato un miliardo alle regioni per circa 12mila nuove assunzioni e la riorganizzazione dei centri per l’impiego, ma dopo tre anni le assunzioni sono appena 3400 e molte Regioni hanno deciso di non potenziare queste strutture, di fatto boicottando la misura del RdC . Per quanto riguarda la App18, innanzitutto va detto che abbiamo reso strutturale il bonus cultura e di 500 euro, poi è chiaro che, implicando la creazione di un’identità digitale del titolare, da quel momento si apre un canale di comunicazione ufficiale straordinario tra possessore e Stato e questo in una Smart Nation, come quella che il M5S ha pensato e iniziato massicciamente a costruire, dà infinite possibilità di applicazione soprattutto per i nostri nativi digitali. Anzi, proprio loro potrebbero indicare le forme di utilizzo più aderenti alle loro necessità!»
Renderemo l’apprendistato il principale strumento di ingresso nel mercato del lavoro e prevederemo l’abolizione degli stage extra-curriculari salvo quelli attivati nei 12 mesi successivi alla conclusione di un percorso di studi, comunque retribuiti e della durata massima di 12 mesi, così da assicurare che lo strumento torni a rappresentare un’occasione di formazione. I tirocini che siano effettivamente parte integrante dei curricula di studi. Aree attrezzate per fare sport nei parchi in tutti i Comuni italiani. Creare strutture dove praticare agevolmente musica, arte, teatro, danza.

4. La politica si sofferma più sui problemi dei giovani che sulle sue opportunità. I salari sono molto bassi e i lavori offerti ai giovani sono lavori che un giovane farebbe nei fine settimana, non per tutta la ita. Oltre al salario minimo, quali sono le politiche giovanili per un lavoro che li edifichi, che li realizzi e non giusto per sopravvivere?

«Ai giovani intendiamo dedicare una misura contrattuale specifica, che a fianco all’apprendistato, incoraggi le imprese a costruire percorsi di carriera e stabilizzazioni, vietando tirocini gratuiti e stage a basso costo che spesso nascondono sfruttamento di manodopera. Vuol dire disintegrare il merito e la possibilità, per i giovani, di realizzare le loro aspirazioni. Noi pensiamo che chi fa impresa crede nel futuro del Paese. Ecco perché vogliamo aiutare chi vuol proporre qualcosa di nuovo, vogliamo aiutare i giovani che vogliono fare startup». Fabio D’Erasmo, «sogno un Paese in cui, soprattutto per i giovani, non ci si domandi se sono necessari permessi burocratici, ma ci si domandi se quell'idea può contribuire al futuro del Paese, creando posti di lavoro. Ci impegniamo alla piena realizzazione delle misure previste dal PNRR sulle politiche attive».

5. La formazione è alla base di tutto. Ci sono dei politici che propongono la scuola fino a 18 anni. Noi crediamo ad una scuola ben organizzata più che forzata e soprattutto che qualifichi alle professioni richieste dal mondo del lavoro.

«Sono perfettamente d’accordo», dice Mirella Emiliozzi. «Il M5S vuole una scuola di qualità e organizzata in modo aderente alle necessità della nostra società. Per questo il tempo pieno su 5 giorni deve essere per tutti, così come le comunità educanti, , che prevedono una stretta collaborazione tra le scuole e le reti del terzo settore».
Irene Manzi, mostra come il PD abbia tutto un capitolo del programma dedicato alla scuola. Investire in istruzione e formazione di qualità è la leva più efficace per ridurre le diseguaglianze e costruire una società più equa, che valorizzi i talenti individuali e il potenziale di tutti gli studenti e le studentesse. Raggiungimento dell’obiettivo della piena padronanza della lingua inglese per tutti gli studenti, anche incentivando lo svolgimento di una parte del percorso di formazione all’estero.

6. Parlando di Università in questi giorni ci sono esami di ammissione a varie Università per cui continua il numero chiuso. Di fronte alla carenza di tanti professionisti tra cui i medici, quali sono le misure che intendete prendere?

«Noi 5S crediamo che il numero chiuso sia obsoleto e anzi, dannoso e controproducente e vada completamente rimodulato e nel caso abolito. Per la carenza di personale sanitario, abbiamo consentito l’assunzione degli specializzandi del quarto e quinto anno e abbiamo assunto 37000 tra medici e infermieri, ma è necessario anche aumentare loro gli stipendi e attivare politiche che disincentivino questi professionisti a lavorare per la sanità privata. La sanità tuttavia è di competenza regionale, il governo può solo indicare norme generali a cui non sempre poi le varie regioni si allineano. Per questo vogliamo l’abolizione del titolo quinto della Costituzione: i cittadini italiani devono avere gli stessi diritti!». Alle Regioni si riconosce la funzione di erogazione e gestione dei servizi, con il conferimento di accreditamento in base a criteri oggettivi ed esigenze territoriali. Su Università e Ricerca FdI parla di favorire l’incremento del numero di laureati in Italia con una riforma della didattica: studenti laureati prima e università più interattiva.

7. Giovani e sostenibilità ambientale. Quello che è successo nel Nord delle Marche è frutto di decenni di incuria del territorio e di sradicazione di alberi per costruire ma anche nell’agricoltura. Eppure i giovani manifestano da anni. Perché li si ascolta poco? Come intendete coinvolgere e sostenere i giovani?

«L’ambiente per la politica del M5S è uno dei pilastri fondamentali, anzi, possiamo dire che il M5S è nato per la difesa dell’ambiente. In questi 4 anni al governo abbiamo introdotto il ministero della Transizione Ecologica, fatto inserire in costituzione la tutela dell’ambiente, degli animali e della biodiversità, introdotto la Legge Salvamare, bloccato nuove concessioni di trivelle, agevolato in ogni modo lo sviluppo e la ricerca delle fonti di energia rinnovabile, lottato per l’acqua pubblica e misure come le Comunità energetiche e il Superbonus con l’obiettivo di rendere i nostri edifici sempre più indipendenti dalle fonti fossili e ecocompatibili. » Energia ed ambiente vanno di pari passo per il 3zo polo, dalla transizione ecologica alla crisi energetica e crisi idrica, all’economia circolare. Per il PD la transizione ecologica rappresenta una grandissima occasione per ammodernare l’Italia e reindirizzarne la traiettoria di sviluppo in uno scenario di sostenibilità. Realizzare gli obiettivi della transizione ambientale ed ecologica del Pnrr salvaguardando il sistema produttivo colpito da anni di crisi, con particolare attenzione alle filiere industriali di difficile riconversione.

8. In alcuni Comune dei dintorni, non so nel resto dell'Italia, c’è un assessorato alle Politiche Giovanili. Secondo noi l’educazione alla bellezza, alla pace e alla non violenza, viene prima, oltre ad un maggiore ruolo della famiglia che va facilitata con gli orari di lavoro. Come intendete sostenerli? Perché non attivare una casa delle associazioni in tutti i Comuni con sale multimediali?

La prima parte della domanda era indirizzata al Vice Sindaco di Civitanova Marche nonché candidato di FI alle prossime politiche, che ha dato disponibilità a parlarne inclusa la necessità di sostenere oratori e associazioni a cui, di fatto, oltre alla famiglia e la scuola, è delegata l’educazione dei nostri giovani ai valori che ci sono trasmessi da decenni. «Il volontariato è una risorsa formidabile per il nostro Paese, perché riesce a intercettare, spesso prima di tutti, i bisogni, le esigenze, le paure e le sofferenze. È necessario favorire la riproduzione di buone pratiche, il recupero di immobili pubblici inutilizzati per destinarli al volontariato sociale, digitalizzare i processi, facilitare l’accesso delle imprese sociali ai finanziamenti. Si deve puntare sul riconoscimento dello schema dell’impresa sociale di comunità e su un vasto piano di emissione da parte dello Stato di social bond, titoli di Stato i cui proventi vengono utilizzati per programmi sociali e di cui naturalmente potrebbero beneficiare le associazioni di volontariato che operano nel Terzo settore. E questo, per far sì che anche tramite il lavoro di associazioni di volontariato chiunque si trovi in una condizione di povertà estrema e grave marginalità sociale possa essere messo nelle condizioni di essere considerato parte attiva di una comunità ed evitare di diventare un possibile problema per la sicurezza. Infine, ovviamente, le associazioni di volontariato dovrebbero agire in sinergia soprattutto con le istituzioni scolastiche, in più ambiti possibili, al fine, tra l’altro, di promuovere e diffondere fra i giovani la cultura della legalità e i valori connessi alla cittadinanza e alla democrazia». Al contrario la generazione di valore sociale e occupazionale si declina in un’ottica sussidiaria in molti ambiti di interesse generale dove la cura e la presa in carico si manifestano in attività di assistenza sociosanitaria, educazione e formazione, inserimento lavorativo, cultura, sport, ricerca, ambiente e valorizzazione del territorio e dei beni comuni. Stessa attenzione al terzo settore da Irene Manzi per cui occorre completare il percorso per la realizzazione del RUNTS .Semplificazione e «adempimenti zero» per le associazioni piccole e i gruppi meno formali, che dovranno comunque garantire di tenere verbali e rendiconti a prova della loro democrazia e attività non profit, pur senza dover obbligatoriamente fornire documentazione specifica oltre a un’autodichiarazione. Sul programma di FdI invece non si trova un capitolo ad hoc sul terzo settore mentre si legge molto di sicurezza e di promozione di stili di vita sani per contrastare il disagio e le devianze giovanili, come droga, alcolismo, gioco d’azzardo patologico, bullismo e la diffusione delle baby gang.

FUTURO GIOVANI consiglia a giovani e meno giovani di leggere i programmi dei vari schieramenti e di farsi una idea sulla base dei contenuti. Ma non poteva mancare un commento di Evelin Di Lupidio che dice «mancano le ricerche e i sondaggi tra i giovani per capire di cosa abbiano realmente bisogno e di come accedere ai bandi per il finanziamento di start up giovanili. «Oserei dire, osa Natalia Conestà, che occorre parlare con il linguaggio dei giovani, e fare progetti per l’Estate, quando i ragazzi non vanno a scuola, affinché anche a 14 anni possano fare qualche lavoretto» . «Aiutateci ad avere voglia di futuro» , conclude Evelin, «a poter sognare di avere un qualcosa di nostro come una casa che ad oggi sembra quasi surreale, concentratevi sui temi invece di fare a gara a chi alza piu la voce perché come diceva mio nonno: le chiacchiere se le porta via il vento. Servono i fatti e servono subito».

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-09-2022 alle 15:19 sul giornale del 23 settembre 2022 - 308 letture

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