Nella pancia del corteo per Alika: la politica che supera gli steccati, in marcia anche Zerocalcare

4' di lettura 07/08/2022 - Solidarietà e giustizia. Sono queste le parole più ricorrenti durante il corteo di oggi pomeriggio in memoria di Alika Ogorchukwu. Il grido di dolore della comunità di nigeriana rimbomba per tutta la città in un sabato torrido, dove il sole battente scioglie fiumi di parole e le lacrime della vedova Charity.

Alle 14, i manifestanti accorsi in città si radunano nel piazzale dello stadio. Sono circa 300 o forse qualche unità in meno e indossano magliette colorate: guidano il corteo la vedova e i propri familiari, tenendo in mano uno striscione bilingue italiano inglese: «Tutti abbiamo il diritto di essere vivi – giustizia per Alika”. Tra loro, presenti il sindaco Fabrizio Ciarapica e il suo predecessore Tommaso Claudio Corvatta, giunti in viale Vittorio Veneto si aggiungono Giulio Silenzi con gli onorevoli Matteo Orfini e Francesco Verducci. Succede di tutto in questa giornata, anche che si superino alcune divisioni politiche e che si vedano Ciarapica e il vice Morresi scherzare e passeggiare insieme al dem Giulio Silenzi.

La carovana, dalla cui testa parte uno slogan ridondante: «Cosa vogliamo noi? – ripetono a squarcia voce i manifestanti – giustizia per Alika” raggiunge piazza XX Settembre ed è qui che si accavallano le voci e i protagonisti del sabato civitanovese. A moderare gli interventi Samy Kuon, un attivista della comunità: «Che bella questa piazza – esordisce Ciarapica – siamo qui per condannare ogni gesto di violenza e lottare tutti insieme per la pace. Questa violenza ha sconvolto Civitanova. I civitanovesi sono ancora rattristati, questa vicenda ha segnato profondamente ogni cittadino di Civitanova perché la nostra città non si riconosce in quanto accaduto. E’ stata sempre una città accogliente, ospitale, pacifica, che ha sempre lavorato per la convivenza civile, che sicuramente non è razzista e questo lo vogliamo. Consideriamo i nigeriani nostri fratelli, qui ci sono 4000 persone che non sono di Civitanova, che vengono da tutte le parti del mondo. I loro figli vanno a scuola con i nostri e noi pensiamo che le diversità e le differenze siano veramente un valore aggiunto».

Preziosa la testimonianza di Helriette Nadaud, una ragazza che viene dal Congo. «Stiamo creando un esercito di gente che si sente rifiutata. Basta nascondere la sabbia sotto al tappeto, il razzismo è un problema che va affrontato seriamente. Di questo passo, che Italia consegneremo ai nostri figli?». Sua sorella Luce si scaglia contro l’odio riversato sui social: «Ogni volta che su facebook – dice – chiedo giustizia per Alika, c’è qualcuno che mi ricorda l’omicidio di Pamela: ma cosa c’entra? Perciò dico che dobbiamo lavorare tutti insieme e smettere di dire che il razzismo non esiste».

Viene accolta in un tripudio d’applausi l’anziana “Mamma Africa”, una donna 83enne di origine nigeriana ma che vive e lavora in Italia da circa 50 anni: «Siamo qui perché non vogliamo essere invisibili. Ci sono immigrati che si comportano male, ma non è per colpa loro che io devo avere paura ad andare in giro. Dobbiamo ringraziare Alika che ci ha dato la possibilità di stare insieme». Infine, il fratello di Alika, Ewere Wisdom: «Vogliamo giustizia e che il governo italiano ci dia il tempo per fare tutto il necessario prima di seppellire Alika. Preghiamo che nostro fratello riposi in pace».

Alla fine, il corteo si sposta sul luogo del delitto con la vedova che scoppia in un bagno di lacrime alla vista dei fiori, dei bigliettini e dei cartelli che ricordano il marito. Nel frattempo, in piazza XX settembre sopraggiunge un altro gruppo di manifestanti, molto più politico. Qui c’è poco spazio per il garbo e il bon ton del primo e la politica, destra o sinistra che sia, è vista come il male: sono circa un centinaio gli attivisti, per la maggior parte collettivi universitari, antifascisti e qualche nigeriano, comunque molti di meno rispetto al primo raduno.

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Questo è un articolo pubblicato il 06-08-2022 alle 19:29 sul giornale del 08 agosto 2022 - 482 letture

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