Domani la marcia per Alika, Corvatta: "doverosa la presenza del sindaco, ma da tempo segnaliamo la mancanza di sicurezza"

4' di lettura 05/08/2022 - Vigilia della manifestazione organizzata per domani (ritrovo ore 14 nel piazzale dello stadio, il corteo arriverà fino in piazza XX Settembre) dalla Comunità nigeriana delle Marche per chiedere giustizia per la morte di Alika Ogorchukwu.

Parteciperà anche il sindaco Fabrizio Ciarapica e «è il minimo che un amministratore debba fare», sottolinea l’ex primo cittadino Tommaso Corvatta. «Nonostante l’orrore di quello che è successo venerdì scorso, si sono susseguite molte altre aggressioni ed episodi di vandalismo in una città che ci si sarebbe aspettati fosse attonita a seguito dell’accaduto – aggiunge il leader di Futuro in Comune, presente anche al sit-in di mercoledì scorso organizzato dai sindacati – non è bastata una morte orrenda avvenuta sotto gli obbiettivi dei telefonini e che ha fatto il giro del mondo, per placare gli animi di alcuni che già nella stessa serata di venerdì hanno dato vita ad un altro atto di violenza, e poi a seguire altri ancora nei giorni successivi. Dobbiamo riflettere tutti ed in primo luogo il sindaco che la morte di Alika è purtroppo solo l’episodio peggiore di un rosario che si va dipanando dall’inizio dell’estate e che purtroppo continua anche ora. Probabilmente il razzismo non è la motivazione dell’omicida, ma venature razziste si ritrovano in commenti a tutti i livelli, da quelli di alcuni politici, a quelli rintracciabili nei social fino ai discorsi tra conoscenti, oltre ad esso si associa una irritazione diffusa e palpabile tra la popolazione che talvolta sfocia in aggressività e che si apprezza per strada, in fila al supermercato come in qualsiasi occasione di incontro con gli altri; infine indifferenza, indifferenza verso gli episodi di vandalismo, di violenza diffusa, di degrado che soprattutto di notte sono divenuti continui in città ed il sindaco per primo non dovrebbe negare, ma affrontare. E’ necessario che vi sia un salto di qualità nella sicurezza, con ad esempio una maggiore integrazione delle forze dell’ordine, a partire dalla condivisione delle telecamere di sicurezza installate a partire dall’amministrazione Corvatta in poi. Una integrazione sulla sicurezza che coinvolga anche i cittadini, ai quali si diano alcune semplici e fondamentali istruzioni su cosa fare di fronte a delle emergenze, sula scorta di quanto già sperimentato dal controllo del vicinato, attivo in alcuni punti della città. In assenza di una reazione positiva e propositiva da parte dell’amministrazione pubblica, questa rischia di divenire un “generatore di indifferenza” da parte dei cittadini, perché la pubblica amministrazione influenza il comune sentimento e la sua inerzia autorizza il singolo cittadino all’imitazione».

Soffia ancora sul vento del razzismo, nonostante i fatti acclarati dicano altro e pure la presa di posizione della stessa comunità nigeriana, il Gruppo Immigrazione salute delle Marche: «Un omicidio commesso in piena strada, in un’ora centrale della giornata, davanti all’indifferenza dei presenti – rilancia l’associazione – una violenza che non è stata etichettata su base direttamente razziale, ma come “risposta esagerata ad una richiesta di elemosina”. Ma a noi che percorriamo da anni il mondo dell’immigrazione nelle Marche e che abbiamo una storia che parla da sola sull’antirazzismo, questa appare nettamente non solo violenza scellerata di un singolo, ma episodio di violenza sistemica, diffusa, sottostimata e troppo spesso negata. Nel caso di Alika è frutto senz’altro anche di una mancata integrazione sociale che lo portava a mendicare. Siamo preoccupati per il razzismo, ormai neanche più tanto larvato, che si è diffuso nella nostra regione e che continua ad identificare il nero, il migrante, il diverso come un nemico da cui difendersi, come qualcuno non degno di esistere in quelli che consideriamo i nostri spazi. Purtroppo vediamo alla base di questo, una strutturale mancanza di solidarietà umana e sociale verso tutti i più i più deboli, a prescindere, che precede e giustifica anche gli atteggiamenti razzisti e che resta uno dei suoi frutti avvelenati più evidenti oggi, anche nelle cronache che ricorrono della nostra regione. Siamo molto preoccupati per l’indifferenza e l’ignavia che questo episodio svela un combinato di crudeltà e malvagità, d’indifferenza e viltà, le une dell’omicida, ma le altre dei presenti. Condizioni tutte che debbono richiamare ciascuno alle proprie responsabilità umane e sociali».

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Questo è un articolo pubblicato il 05-08-2022 alle 17:33 sul giornale del 06 agosto 2022 - 245 letture

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