Sit-in della comunità nigeriana tra corso Umberto I e piazza XX settembre: "Vogliamo giustizia, è un omicidio razzista"

2' di lettura 30/07/2022 - «Non ce l’abbiamo con l’Italia e gli italiani, vogliamo solo giustizia». È stata una mattinata di tensione in corso Umberto I, dove la comunità nigeriana in mattinata si è radunata verso le 11.30 per un corteo spontaneo non autorizzato che ha paralizzato il centro cittadino, già di suo in grande sofferenza di sabato mattina tra traffico e bagnanti.

Alla testa della manifestazione, partita ovviamente dal luogo del delitto nel quale ha perso la vita Alika Ogorchukwu, la moglie Charity Oriaki, affiancata dal pastore della chiesa evangelica di Potenza Picena Amen Richwarrant e da una cinquantina di connazionali. In mano avevano bandiere nigeriane ma soprattutto foto stampate dell’aggressione in cui l’ambulante ha perso la vita. «E’ un omicidio a sfondo razzista, chissà che casino sarebbe successo se fosse morta una ragazza italiana, come è successo con Pamela Mastropietro», ha ricordato più di un presente.

Molti hanno lasciato dei fuori sull’albero che si trova proprio davanti al luogo del delitto. Molto toccante, in particolare, il messaggio scritto su dei mazzi poggiati lungo il marciapiede. «Mi vergogno per chi ti ha fatto questo levandoti la vita. Mi vergogno per chi ti ha filmato mentre venivi massacrato. Che la terra ti sia lieve e che la giustizia dia pene esemplari a chi massacra un essere umano in modo indegno».

Dal corso si sono spostati verso piazza XX Settembre e qui hanno incontrato il sindaco Fabrizio Ciarapica, che ha abbracciato la vedova e l’ha invitata a salire a Palazzo Sforza per un dialogo privato. La manifestazione è poi andata avanti fin verso le 14, sotto gli sguardi vigili delle forze dell’ordine, ma, a parte i rallentamenti al traffico, non si sono segnalati particolari problemi.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-07-2022 alle 15:08 sul giornale del 01 agosto 2022 - 994 letture

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