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In scena il primo "vero" consiglio comunale del Ciarapica-bis: scaramucce su bilancio, Palazzo Ciccolini e antenna a Fontespina

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Dibattito prolungato (la seduta è terminata ben oltre l’1 nonostante si iniziasse alle 20), qualche strafalcione tra distrazioni ed inesperienza, ma alla fine il primo “vero” consiglio comunale del Ciarapica-bis è andato in porto senza grossi scossoni.

Piatto principale della serata era l’approvazione del bilancio consuntivo 2021, che arrivava sui banchi della sala consiliare (con almeno una ventina di persone tra il pubblico) con tre mesi di ritardo sulla scadenza del 30 aprile. Il documento è passato coi voti della maggioranza e a relazionare sul testo non è stato il nuovo assessore al bilancio Claudio Morresi ma il suo predecessore, Roberta Belletti, che aveva ovviamente seguito in prima persona il formarsi, mese dopo mese, del rendiconto. Come prassi in questi casi, Belletti ha rivendicato un bilancio in salute, battendo su alcuni punti caratterizzanti: un avanzo di amministrazione di poco superiore ai 400 mila euro «con i quali abbiamo chiuso il debito scoperto nel 2015 e che avremmo dovuto ripianare in 30 anni»; un sempre più efficiente recupero dell’evasione fiscale; un indebitamento pro-capite sceso dai 995 euro del 2020 ai 950 euro del 2021; il progressivo calo dell’addizionale Irpef nel corso del quinquennio precedente.

Le critiche dall’opposizione sono arrivate soprattutto nel metodo. Il Pd, con Francesco Micucci, ha sottolineato che «se si è scelto di far relazionare Belletti perché in continuità con il passato, ma allora perché non approvare il bilancio già nella vecchia amministrazione invece di finire fuori tempo massimo e dopo aver già dato l’ok al previsionale?», rimarcando poi che il taglio di pochi decimali dell’addizionale Irpef è «apprezzabile, ma più un intervento di facciata che qualcosa che ha vero impatto sulla vita della famiglie civianovesi». Mirella Paglialunga, assente durante la sera (come Yuri Rosati), ha lasciato un messaggio letto all’assise da Letizia Murri, la quale si è accodata alla posizione dell’ex candidata sindaco nel sottolineare il non ancora avvenuto insediamento delle commissioni consiliari «rendendo impossibile un confronto preventivo sul testo» e il respingimento della richiesta di rinvio del voto di qualche giorno. Anche Roberto Mancini (Dipende da noi) ha battuto sulla questione delle commissioni consiliari, aggiungendo che «troppo spesso tra previsionale e rendiconto ci sono grandi discostamenti», mentre più dura è stata la posizione del tandem di SiAmo Civitanova, con Silvia Squadroni e Lavinia Bianchi uscite dall’aula poco prima del voto. «E’ una bella responsabilità soprattutto per i nuovi consiglieri votare in questa maniera – ha tuonato Squadroni – non si capisce come si possa aver votato un previsionale senza aver prima vagliato il bilancio consuntivo a esso precedente, visto che poi le previsioni spesso si reggono sulle effettive riscossioni delle tasse comunali. E su queste ci sono enormi discrepanze tra quanto previsto e quanto effettivamente fatto. Inoltre c’è quasi un milione di fondi covid non spesi: cosa ne vogliamo fare? E come mai ci sono centinaia di migliaia di euro spesi per iniziative culturali e turistiche in maniera totalmente spot, senza un disegno complessivo?».

Alla fine, comunque, dopo una prova di voto per consentire sia al nuovo presidente del consiglio Fausto Troiani che ai nuovi consiglieri di capire il funzionamento, il bilancio passa con i 16 voti della maggioranza, compreso quello di Pierpaolo Turchi che, nell’annunciare il sì del gruppo Civitanova Unica, parla di “mozione” per definire il bilancio.

Dopo l’approvazione degli altri atti collegati al bilancio (assestamento, equilibri di bilancio e piano economico finanziario della raccolta rifiuti), la palla è passata al nuovo titolare delle deleghe finanziarie, Claudio Morresi, con la discussione su due debiti fuori bilancio. Il primo, da 33 mila euro, derivante dalla condanna, arrivata nel 2020, che il Comune ha subito per non aver fatto pagare la tassa governativa alla Wind per un ripetitore. «Vicenda risalente al 2009», ha precisato Morresi, scatenando il siparietto con la Squadroni. «Morresi minimizza, ma era assessore al bilancio anche all’epoca», ha rimarcato la capogruppo di Siamo Civitanova. «Sì ma c’eri anche tu in giunta…», ha ribattuto l’ex presidente del consiglio. Proprio su questo punto si è consumato il primo distinguo all’interno della maggioranza, che ha detto sì ma con “soli” 13 voti favorevoli visto il no di Paolo Nori e l’astensione di Maria Luce Centioni, entrambi di Fratelli d’Italia. Un distinguo particolare alla luce del fatto che invece nella votazione sull’altro debito fuori bilancio (2.828 euro derivanti dalla condanna del Comune al risarcimento di tre multe) la maggioranza è tornata compatta.

Dopo il rapido sì al programma biennale sugli acquisti di beni e servizi e la comunicazione dei prelevamenti dal fondo di riserva (18.300 euro per una consulenza legale in materia di urbanistica, 8 mila euro per l’E-Giro, 33 mila euro per la postazione bidirezionale al Pincio e i 95 mila euro destinati all’organizzazione della tappa della Bobo Summer Cup), il dibattito si è riacceso sull’approvazione della modifica al piano delle alienazioni e valorizzazioni, che vedeva come modifica principale la trasformazione della destinazione di Palazzo Ciccolini, a Civitanova Alta, per ospitare degli alloggi popolari. «Un edificio abbandonato da anni – ha rimarcato l’assessore ai lavori pubblici Ermanno Carassai – abbiamo 2,3 milioni di euro di contributo a disposizione, non basteranno per tutto il progetto complessivo, ma intanto cerchiamo di ricavarci più alloggi possibili. Un modo per portare gente nel centro storico e farlo vivere». Scelta contestata da quasi tutta l’opposizione (Piero Gismondi, però, si è unito alla maggioranza dando il suo ok). «Non si capisce la ratio di destinare a questo un palazzo in pieno centro, dove è soffocato e senza parcheggi», ha evidenziato Mancini. «Scelta senza condivisione con almeno la città alta, dove si trovano appartamenti da comprare a 20-30 mila euro», ha tuonato la segretaria comunale Pd Lidia Iezzi, mentre il leghista Giorgio Pollastrelli, sicuramente il più attivo tra i consiglieri di maggioranza, ha difeso il progetto: «non si può pensare all’edilizia popolare solo come a ghetti di periferia, bisogna cercare di integrarla all’interno del tessuto urbano e sociale», ha affermato Pollastrelli.

Nonostante alla fine sia arrivato il sì all’unanimità, la discussione si è accesa anche sul punto numero 10, quello relativo all’atto di indirizzo che dà mandato al Comune per acquistare un terreno di 100 metri quadrati in via Colombo: ci verrà installata l’antenna Iliad che doveva sorgere in via Caracciolo. Belletti ha precisato che il Comune acquisterà il fustolo di terreno da Eurospin, che ne detiene la proprietà, per circa 3 mila euro, ma è stato il sindaco Fabrizio Ciarapica in prima persona a fare chiarezza sull’operazione. «Iliad ci aveva dato 60 giorni per trovare una soluzione alternativa a quella di via Caracciolo – ha detto Ciarapica – siamo andati lunghi a causa delle elezioni, il termine è scaduto qualche giorno fa, ma abbiamo interloquito con Iliad e proprio la redazione di atti come questo sono importanti per far capire all’azienda che c’è la nostra buona fede nell’andare verso una soluzione che accontenti tutti. Partivamo da una posizione di debolezza, perché di mezzo c’era un legittimo accordo tra due privati, Iliad e il cittadino che gli concedeva il terreno per installare l’antenna. E su questo non c’era piano antenne che potesse reggere, anche se quello lo porteremo in consiglio alla prima seduta utile».

Fortemente critico soprattutto Micucci. «Una vicenda gestita male e in maniera confusionaria – ha evidenziato l’ex consigliere regionale – è apprezzabile lo sforzo del Comune, ma la delibera non dice nulla, visto che non si fissano ufficialmente prezzi né si prendono altri tipi di impegno. Senza un piano antenne il Comune su queste materie ha in mano giusto una pistola ad acqua».

In chiusura, da nominare c’era il nuovo collegio dei revisori dei conti. Dei tre che lo compongono, però, sono stati votati solo i due sorteggiati dalla Prefettura, Luana Mancinelli e Anna Maria Nori, mentre per il presidente, che deve essere scelto dal consiglio comunale, si è optato per il rinvio alla prossima seduta.

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Questo è un articolo pubblicato il 28-07-2022 alle 10:00 sul giornale del 29 luglio 2022 - 776 letture






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