Tra risorsa e frammentazione della gestione: la Lega riflette sulla questione "acqua"

4' di lettura 04/06/2022 - Scarsità di risorse idriche nelle Marche in piena transizione climatica: il gruppo consiliare della Lega Marche ha avviato un dibattito propositivo sul tema del potenziamento ed efficientamento delle reti idriche grazie al confronto con le voci più autorevoli del settore, dell’Università e dell’amministrazione coordinate dall’onorevole Tullio Patassini, componente della Commissione Ambiente della Camera.

Venerdì 3 giugno il capogruppo Renzo Marinelli e il vice Mirko Bilò in rappresentanza del gruppo consiliare, sono stati gli anfitrioni per il ricco parterre di relatori composto da rappresentanti dell’ Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, della Fondazione Utilitatis, che realizza ogni anno il blue book, la fotografia del sistema idrico integrato italiano, del dipartimento di Geologia dell’Unicam, all’avanguardia in Italia e in Europa per gli studi sulle falde acquifere, dal direttore dell’Aato 3, dal presidente nazionale di Legambiente, da rappresentanti della politica e dell’amministrazione pubblica.

Un appuntamento qualificato che rientra in una programmazione di intervento più vasta come hanno sottolineato il commissario della Lega Marche Riccardo Augusto Marchetti e il collega Patassini evidenziando l’estrema attenzione che la Lega, con tutta la sua filiera di governo, sta ponendo alle problematiche ambientali ed energetiche da cui dipende il futuro dei territori.

Lo ha confermato nel suo saluto il presidente della provincia di Macerata Sandro Parcaroli che ritiene fondamentale il compito delle amministrazioni territoriali nella gestione dell’acqua che «deve restare pubblica».

Dalla dottoressa Francesca Mazzarella della Fondazione Utilitatis arriva la conferma che l’attuale forte frammentazione della gestione dell’acqua non consente di sfruttare al meglio le economie di scala, di scopo e di geografia facendo venir meno l’efficienza potenziale. Un dato per tutti: l’investimento medio per abitante sull’efficientamento idrico in Italia è la metà di quello europeo. Per questo una quota consistente dei miliardi del Pnrr riservati al settore idrico vede destinataria l’Italia che la grande opportunità di investire sulle reti intervenendo in primis sulle perdite, vero e proprio vulnus del sistema idrico nazionale.

Da Marco Materazzi del dipartimento di Geologia dell’Unicam, la certezza “tecnica” che le Marche con l’Appennino, nonostante le forti criticità frutto del terremoto, possono dare una forte spinta tecnica sia all’approvvigionamento che all’efficientamento.

Scenari, modalità di gestione e prospettive di breve e medio periodo sono stati oggetto degli interventi del direttore dei Sistemi Idrici dell’Arera Lorenzo Bardelli e del direttore generale dell’Aato 3 Marche Massimo Principi che hanno offerto più di uno spunto statistico e di metodo per affrontare il problema “acqua” nell’ottica della sinergia tra le varie realtà del territorio. Visione e metodo che dovranno attenzionare non solo la disponibilità, ma anche la qualità dell’acqua come ha tenuto a sottolineare il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani rimarcando la necessità di investimento nelle infrastrutture idriche.

Nelle conclusioni, affidate al dottor Gianni Castelli, componente del Collegio Arera, tra i maggiori esperti italiani, la sintesi tra analisi, previsione e interventi che ha riportato alle intenzioni espresse nell’apertura dai consiglieri regionali e dai parlamentari della Lega: il rilancio del territorio e la sua attrattività passano anche dal potenziamento ed efficientamento delle reti idriche per cui le Marche hanno tutte le potenzialità per mettere in campo competenze, sinergie e risorse. In sinergia tra i territori e secondo un modello a tutela dell’acqua gestita come risorsa dei cittadini, scevra da logiche speculative.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-06-2022 alle 09:21 sul giornale del 06 giugno 2022 - 147 letture

In questo articolo si parla di politica, comunicato stampa

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