Porto, sul progetto Eurobuilding battibecco Ciarapica-Micucci: "Il nostro un no definitivo", "Si rischia un caso Villa Eugenia-bis"

8' di lettura 22/05/2022 - Torna prepotentemente al centro del dibattito politico la questione porto, dopo la notizia del ricorso al Tar da parte di Eurobuilding sulla delibera del consiglio comunale che dice no al cosiddetto “progetto Dubai”.

Prende posizione il sindaco Fabrizio Ciarapica, che se la prende con Stefano Ghio, il primo a far emergere la notizia. «Leggo le dichiarazioni di Stefano Massimiliano Ghio, che torna di nuovo sul progetto Eurobuilding definendo la questione porto non affatto conclusa – dice il primo cittadino – le sue dichiarazioni altro non sono che l’ennesimo stucchevole tentativo, messo in piedi dalla sua compagine, di strumentalizzare ad arte ogni notizia, propria di chi è a corto di argomenti ed è costretto a raschiare il fondo del barile. Sono stato sempre favorevole alla riqualificazione e valorizzazione dell’area portuale, che rappresenta il volano di ripresa per l’economia locale. Al riguardo, anche grazie ai rapporti messi in piedi con il presidente Acquaroli, abbiamo ottenuto dalla Regione Marche importanti risorse stanziate per la messa in sicurezza del porto, cosa che ci è sempre stata negata in passato dal Pd. Sottolineo che sono sempre stato favorevole alla valorizzazione del porto nel rispetto della salvaguardia, sempre e comunque, delle concessioni e dei diritti dei lavoratori. A Ghio rispondo che la questione del progetto Eurobuilding è definitivamente chiusa. A riprova di questo la mia amministrazione ha agito per atti e per fatti. Ricordo a Ghio che sul progetto riqualificazione porto ed Eurobuilding si è espresso il consiglio comunale con le delibere del 28 luglio e del 3 marzo scorso. Il 28 luglio il Consiglio Comunale, nello specificare che il Comune detiene la governance sull’area demaniale, ha deliberato che lo studio di fattibilità dell’Università di Camerino rappresenti la base di partenza per qualsiasi sviluppo futuro sulla valorizzazione del porto. Nella seduta del 3 marzo scorso il Consiglio Comunale ha definitivamente ed irrevocabilmente bocciato la richiesta dell’Eurobuilding di concessione di spazi demaniali. La questione per noi è chiusa. Il privato è comunque libero di agire come meglio ritiene opportuno anche seguendo altre strade. Riguardo la Bolkestein, alla luce delle recenti notizie apparse sugli organi di informazione sulla contrarietà del Movimento 5 Stelle ad ogni tipo di proroga sulle concessioni degli stabilimenti balneari, chiedo a Ghio da che parte sta, considerata la presenza pentastellata nella sua coalizione. Dal novembre scorso mi sto battendo a favore degli imprenditori balneari, anche attraverso l’organizzazione di una serie di incontri che facilitino un confronto degli stessi titolari delle concessioni con alti rappresentanti delle istituzioni, nazionali e regionali. Tutto finalizzato a trovare azioni comuni per contrastare la Bolkestein. Lo sto facendo a tutela di nostri concittadini e delle loro famiglie. In politica, caro Ghio, si costruisce non si denigra».

Ma intanto alla carica di Ciarapica dal fronte dem va Francesco Micucci. «Antonelli fa ricorso al Tar per il porto Dubai: "nihil sub sole novi" verrebbe da dire – commenta il capolista del Pd alle prossime comunali –non è il primo né l'ultimo imprenditore che vuole tenere in scacco una città sotto la "spada di Damocle" del ricorso al Tar. La novità invece sta nel fatto che questo ricorso a differenza di altri in passato ha un responsabile ben preciso: il sindaco Ciarapica! Non nel senso che egli abbia spinto Antonelli a fare ricorso (almeno me lo auguro), ma nel senso che il suo sostegno dato fin da subito al progetto, con tanto di interviste a tutta pagina, rinnegato solamente in "zona Cesarini" di fronte al no deciso della città prima e del consiglio comunale poi, ha dato manforte all'imprenditore. Il quale è andato avanti con studi ed investimenti e quindi chiede conto di questo ora alla città. Antonelli però dovrebbe prendersela non con il consiglio che legittimamente ha bocciato il piano (quale altro organo dovrebbe esprimersi a tutela del proprio territorio?) ma con Ciarapica e con se stesso per un progetto che non ha senso di esistere a Civitanova. Era parso strano in effetti il silenzio del privato dopo la deliberazione del consiglio: era chiaro che qualcosa bolliva in pentola! Che la vicenda non fosse finita lì... Il timore che ora i cittadini hanno è su cosa succederà ora. E soprattutto cosa succederà dopo le elezioni. Il timore che si possa ripetere quanto già avvenuto con Villa Eugenia. Abbiamo già un precedente di quello che possiamo chiamare il "metodo Ciarapica": a pochi mesi dal verdetto di un giudice dopo un ricorso durato anni Ciarapica in quel caso si accorda col privato restituendo alla città l'equivalente di un piatto di lenticchie e perde per sempre (salvo i ricorsi in essere) un bene prezioso per la città: Villa Eugenia. Come si comporterà se fosse riconfermato sindaco? Anche in questo caso anziché tutelare un bene della città, il porto, scenderebbe a patti col privato per un piatto di lenticchie con la scusa di chiudere un ricorso milionario pendente? Anche in questo caso la città si troverebbe "cornuta e mazziata" dall'avidità del privato e dalla ignavia di un amministratore? Il timore è ancor più forte rileggendo le interventi di Ciarapica che sponsorizzano il progetto Antonelli. Meglio allora togliersi ogni dubbio e approfittare delle elezioni imminenti per cambiare amministrazione e dare fiducia a chi, come il Pd e Mirella Paglialunga, su questo tema si è già espresso con la raccolta di firme e con un programma che mette nero su bianco l'opposizione a qualsiasi scelta impattante sul porto che non tuteli gli operatori e tutta la cittadinanza».

Sulla vicenda intevengono anche gli Ecologisti Confederati, che parlano di “caos fuoricontrollo”. «Gli attori politici di Civitanova Marche si ritrovano in mano una patata bollente, che coinvolge l’intero panorama dei partiti, impegnati alle elezioni comunali - scrivono gli Ecologisti Confederati in una nota - tutto questo succede quando si fanno e si prendono decisioni senza un confronto, senza interessare le associazioni e i portuali, senza ascoltare la gente di Civitanova. Il caos politico sta deflagrando, i consiglieri comunali che si sono ribellati alla bocciatura (vedi Monia Rossi) ora è sostenitrice della candidata sindaca Silvia Squadroni, alleata con l’ex consigliere comunale Ghio che è contrario alla Dubai, almeno a parole, di cui noi non abbiamo dubbi nel merito, ma la variegata compagine non sembra molto limpida nel merito, se non per le divergenze personalistiche con gli esponenti della maggioranza uscente. L’opposizione che propose la votazione a scrutinio segreto, si ritrova ad aver così, inconsapevolmente, ad aver avvallato giustificazione al ricorso della Eurobuilding, ottenendo si un attacco politico a Ciarapica, ma mette nei guai i civitanovesi in caso di una sentenza a favore della ricorrente Eurobuilding. Bisogna ritornare ad un dialogo e confronto serio, altrimenti il caos diventa fuori controllo. A tutto questo si aggiunge il tema delle concessioni balneari, la bolkestein è un problema per Civitanova, il 50% dell’economia locale e dell’occupazione è legata alle decisioni del governo nazionale. Qui il caos dei partiti favorevoli alla Bolkestein è ancora più evidente, continua Quattrini, il M5S e Italia Viva sono alleati della Squadroni, il Pd altro partito sostenitore della Bolkestein è l’espressione della candidata Mirella Paglialunga, poi abbiamo un altro candidato, il sindaco uscente Ciarapica che ha e fa parte lui stesso di Forza Italia, con la Lega che votano per attuare le direttive Bolkestein del governo Draghi. Chi potrà mai prendere le difese e cercare di salvaguardare i balneari di Civitanova? Come potrà essere attiva in difesa dei civitanovesi e dell’interesse della città, una amministrazione che dovesse avere come sindaco uno qualsiasi dei tre? Solo i cittadini possono dare una giusta risposta e soluzione al caos, mettendo fuori dal governo della città i partiti. Ma non i partiti in quanto tali, ma questi partiti locali che eseguono asserviti, le imposizioni dei leader nazionali».

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-05-2022 alle 09:35 sul giornale del 23 maggio 2022 - 204 letture

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