Confronto tra i candidati sindaci sull'ambiente: Ciarapica e Gabellieri disertano, Paglialunga e Squadroni le più convincenti

8' di lettura 08/04/2022 - Doveva essere il primo confronto “plenario” tra i sette candidati sindaci quello proposto dalle associazioni ambientaliste Fiab, Legambiente, Lipu e Wwf, con il coordinamento del Tag Costa Mare, per questo pomeriggio in formato online.

E invece è stato un dibattito reso monco dalle assenze del sindaco Fabrizio Ciarapica e di Maika Gabellieri, assenza che Luigi Silenzi, di Tag Costa Mare, ha accolto con particolare disapprovazione. «Siamo dispiaciuti perché si tratta di assenza ingiustificate e dopo che avevamo chiesto e ottenuto il loro ok già da tempo – ha rimarcato Silenzi – segno che non amano il confronto democratico, specie su tematiche molto importanti come quelle che andiamo ad affrontare. Il Tag Costa Mare è un coordinamento tra le associazioni che si occupano del mare e della costa, per cui Civitanova ne è interessata direttamente. Saremmo felici di far nascere oggi un rapporto con i candidati che vada oltre l’incontro pre elettorale».

Al di là delle assenze, è stata comunque l’occasione per delineare le strategie in tema di ambiente degli altri cinque sfidanti della prossima tornata elettorale: Livio De Vivo, Vinicio Morgoni, Mirella Paglialunga, Paolo Squadroni e Silvia Squadroni. Chi ha vinto e chi ha perso? Giochino difficile da fare in un dibattito che è stato tale solo in via teorica, perché all’atto pratico ogni candidato aveva a disposizione 3 minuti per rispondere alle quattro domande previste, senza possibilità di interruzione. In generale, senza voler dare voti o promozioni/bocciature, le due più “sul pezzo” e più propositive in concreto sono parse le due donne, Paglialunga in primis e Squadroni in seconda battuta.

Molto evasivi i cinque candidati sulla prima domanda, posta da Fabio Vallarola di Fiab Marche: impegni concreti a livello temporale per il collegamento alla Ciclovia Adriatica della Ciclovia 77 e della ciclabile del Castellaro. Tutti favorevoli, a parole, ma nessuno si è voluto prendere un impegno sul fronte delle scadenze. La più convincente è parsa Paglialunga, che delineato la sua visione di città a misura di bici. «Sentiamo la richiesta forte della cittadinanza di limitare il proliferare delle auto e del traffico – ha evidenziato la candidata del centrosinistra – la mia idea è quella di collegare tutti i quartieri alla Ciclovia Adriatica, per far sì che le ciclabili non siano solo il luogo della passeggiata, ma anche quello della vita quotidiana, e di rendere i percorsi scuole-casa sicuri con collegamenti ad hoc». Interessanti le proposte di De Vivo («Ho già preso accordi con Porto Sant’Elpidio per implementare il percorso lungo il Chienti e poi si potrebbe pensare a un ufficio cicloturistico in piazza, nei locali dell’ex gelateria»), e Morgoni («Il Piano urbano di mobilità sostenibile ci sarebbe già, ma non è mai stato attivato, ripartiamo da lì»), più vaghi invece i due Squadroni.

Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche, ha invece posto sul piatto la questione dell’implementazione nella raccolta dei rifiuti, auspicando un passaggio alla tariffa puntuale o ad altri metodi simili entro il 2026. Anche in questo caso, impegni concreti pochi, ma risposte più “ficcanti”. Silvia Squadroni e Livio De Vivo hanno puntato forte sulla necessità di avere una Civitanova più attiva e presente all’interno del Cosmari, da cui dipende la gestione della raccolta dei rifiuti di tutta la provincia, mentre Paolo Squadroni ha parlato della volontà di ritornare all’utilizzo dei sacchetti con microchip o delle isole ecologiche “smart” la cui sperimentazione è già partita a Castelraimondo e in partenza a Monte San Giusto. Morgoni ha parlato invece dell’importanza dell’educazione delle famiglie e dei bambini, mentre Paglialunga ha rimarcato, oltre alla necessità di avere un confronto più serrato con il Cosmari, la volontà di arrivare gradualmente a una tariffazione puntuale e l’idea di creare un centro di riparazione di oggetti ed elettrodomestici al fianco del centro per il riuso.

Valentina Iesari della Lipu ha invece sottoposto ai candidati sindaci quale scelta farebbero per l’area naturalistica Tre Case, quella sulla spiaggia all’estremo nord della città, dovendo scegliere tra gestione diretta del Comune o affidamento a un’associazione. Favorevole a una gestione diretta del Comune Paglialunga. «Il compito delle associazioni è importantissimo, ma credo l’amministrazione debba gestire e magari ampliare quell’area in prima persona – ha evidenziato l’ex dirigente scolastica – sarebbe importante farla fruire con un turismo su misura, ben regolamentato, ma ancora più importante modificare il tracciato della ciclabile che dovrebbe lambire l’arenile in quel tratto». Decisamente a favore della concessione a una associazione Vinicio Morgoni («vorrei che in ogni quartiere della città ci fossero delle isole naturalistiche come questa gestite dalle associazioni locali»), in maniera più sfumata anche Paolo Squadroni («serve una partnership tra Comune e associazioni, queste ultime avrebbero difficoltà a veicolare risorse economiche, e si potrebbe pensare a studi in accordo con le Università»). Più ambigue le posizioni di Silvia Squadroni («questione complessa, va valutata, l’importante è cambiare a livello di sensibilità rispetto all’attuale amministrazione che ne ha avuta zero») e Livio De Vivo.

Ultima questione quella posta dal presidente di Wwf Marche David Fiacchini, che ha parlato dell’istituzione di un Piano operativo di resilienza ecologica per mettere in sicurezza il territorio dal rischio idrogeologico ad ampio raggio. Silvia Squadroni ha focalizzato il suo intervento sulla necessità di integrare il bilancio comunale con il bilancio ambientale per arrivare a un “bilancio di sostenibilità”: «Noi non siamo contrari alla cementificazione a prescindere, ma alla speculazione – ha ribadito – dobbiamo fermare i cambi di destinazione dei terreni, non stoppare i cantieri importanti come possono essere, ad esempio, la bretella di collegamento con Porto Sant’Elpidio o una complanare. Il tutto senza dimenticare che esiste un regolamento di polizia urbana che regolamenta molte delle cose di cui andiamo a parlare». Mirella Paglialunga guarda verso il mare: «Non possiamo pensare che nel 2022 d’estate, quando c’è un temporale, scatti un divieto di balneabilità perché le fogne sversano in mare – ha detto – serve un impegno forte sui fossi e guardare a esempi virtuosi come Rimini, che ha realizzato un grande lavoro sul sottosuolo per far sì che in acqua arrivino solo acque non pericolose. E poi vorremmo che ogni quartiere abbia il suo polmone verde». Per De Vivo è «fantascienza pensare a un piano del genere quando si fa fatica anche solo a fare le manutenzioni dei fossi, ma bisogna fare qualcosa con maggiori controlli e aumento degli allacci delle case alla rete fognaria», mentre Morgoni ha sottolineato come questa sia la grande sfida per il futuro prossimo, anche se poi non si è ben capito quale sia la sua visione in tale contesto. Fuori fuoco Paolo Squadroni, portato un po’ fuori tema nella sua risposta per un problema di collegamento.

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Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2022 alle 20:25 sul giornale del 09 aprile 2022 - 602 letture

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