Giornata della memoria, il ricordo dei soldati civitanovesi deportati in Germania, "affinché non accada mai più"

7' di lettura 27/01/2022 - Mai più. Anche quest’anno il Comune di Civitanova ha scelto un luogo simbolo, l’ex ghetto ebraico di Civitanova Alta, per aprire la Giornata della memoria. Alle 9 in punto il sindaco Fabrizio Ciarapica, affiancato dal presidente del consiglio comunale Claudio Morresi, ha deposto una corona d’alloro su quello che era l’ingresso del ghetto civitanovese, dove, a perenne ricordo dello sterminio nazifascista, due anni fa fu posta una pietra d’inciampo

Con i rappresentanti dell’amministrazione comunale, presenti anche le forze dell’ordine e l’Anpi. «E’ importantissimo essere qui oggi, dispiace soltano che a causa della pandemia non possiamo avere anche le scolaresche come negli anni passati – ha rimarcato Ciarapica – è fondamentale non dimenticare quei fatti successi in un passato ancora recente affinché non succedano mai più. La giornata di oggi deve rappresentare un no a ogni forma di violenza e di sopruso. Come amministrazione non siamo mai mancati in questi anni, abbiamo sempre ritenuto questa commemorazione importante e abbiamo affiancato l’Anpi nelle sue attività. Da questa collaborazione nacque l’idea di posizionare una pietra d’inciampo in questo luogo, testimonianza della nostra volontà di non dimenticare. È la nostra ultima volta Giornata della memoria come amministrazione, la speranza è che comunque il prossimo anno ci si possa ritrovare qui in forma più ampia, alla presenza dei ragazzi delle scuole».

Dopo il ricordo della già presidente dell’Anpi Annita Pantanetti, scomparsa ormai due anni fa, da parte del presidente del consiglio comunale Morresi, è stato Amedeo Regini a rappresentare l’Anpi nella mattinata civitanovese: «Devo ringraziare l’amministrazione comunale con la quale la collaborazione è stata sempre fruttuosa, ma devo dire che anche con le altre c’è stato sempre un buon rapporto a prescindere dai colori politici – ha evidenziato Regini – speriamo di essere degni continuatori del lavoro che Annita aveva portato avanti negli anni. Quest’anno vorrei ricordare qualcosa di diverso rispetto al solito. Tutti noi conosciamo la Shoah, uno sterminio che ha interessato milioni di persone per questioni razziali o ideologiche. Oggi però vorrei ricordare i soldati italiani deportati nei campi di lavoro tedeschi dopo la caduta del regime nel ’43. Militari che avevano giurato prima alla monarchia e poi alla nuova repubblica nascente e che si sono rifiutati di essere collaborazionisti dell’esercito invasore. In quei campi non si moriva col gas, ma di stenti e malattie e anche diversi civitanovesi vi furono rinchiusi. Noi ne abbiamo contati una decina e vorrei ricordare la memoria almeno di alcuni di loro, visto che la ricerca su questo è ancora in corso: Mario Beruschi, Mario Baldassarri e Luigi Macellari di Civitanova Alta, Guido Valentini e Mario Capozucca di Porto Civitanova. Questi cinque sono tutti riusciti a tornare a casa, ma in condizioni drammatiche. Capozucca era un 21enne marinaio della Regia Marina, quando tornò dal campo di Hannover pesava 40 chili. Dobbiamo ricordare anche queste persone, che hanno difeso con onore la loro coerenza, a costo della vita».

Le celebrazioni sono continuate alle 10 con un consiglio comunale aperto in videoconferenza. «La partecipazione attiva di ragazzi è per noi uno stimolo ulteriore nella celebrazione di questo giorno – ha dichiarato l’Assessore Barbara Capponi nel suo intervento – il mio ricordo odierno va a Mario Martella, civitanovese di adozione, “Giusto fra le Nazioni” che ha salvato una famiglia ebrea dai rastrellamenti nazisti nascondendoli nella sua casa di campagna. Sofocle nell’Antigone scriveva che le leggi non scritte reclamano l’uguaglianza di tutti gli uomini, concetto che rappresenta il valore della giornata odierna. Desidero anche riportare una citazione ripresa da Harry Potter che sottolinea l’importanza di scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è facile, esortando tutti noi a ricordare che i gusti non hanno mai scelto le cose facili, ed a rendere omaggio chi ha dato la vita per le cose giuste».

«ll riconoscimento dei diritti umani occupano il posto più alto nella nostra cultura – ha affermato la professoressa Rita Baldoni, docente della 5^ E del liceo linguistico Iis Leonardo da Vinci – mi sto dedicando alla raccolta ed alla traduzione di testi, diari, piccole poesie, perfino di fumetti scritti dai deportati, al fine di alimentare e restituire la memoria e con essa la dignità. Al riguardo ho assegnato ai miei studenti di tradurre il diario di Hilda Stern, ragazza deportata in un campo di concentramento, dove ha visto lo sterminio di tutta la sua famiglia. Il nostro liceo ha partecipato al concorso nazionale del Miur “I giovani ricordano la Shoah”, presentando il progetto dal titolo “Fortezza Europa”, classificatosi al primo posto con valutazione massima a livello regionale».

E’ quindi seguita la proiezione del video del progetto “Fortezza Europa” che ha commosso i presenti. «Per la realizzazione del Manifesto – ha dichiarato l’autrice Angelica Pioli studentessa della 5^ A dell’Iis Bonifazi settore grafico – ho voluto rappresentare la figura assai triste del Bambino con il pigiama a righe posto accanto all’immagine di un orsacchiotto con cui ho voluto evocare la speranza. La parte finale della seduta del Consiglio è stata riservata agli interventi di studenti e docenti degli istituti scolastici che hanno presentato loro video e rappresentazioni.

Hanno partecipato gli studenti della 3^ C della scuola Luigi Pirandello (I.I.S. Via Regina Elena), dell’I.C. Via Tacito, della scuola secondaria di primo grado A.Caro (I.C. Ugo Bassi), della 2^ G della scuola secondaria di 1° grado “G. Ungaretti” (I.C. Sant’Agostino), dell’I.I.S. V. Bonifazi (5^ A e 5^ B settore grafica e 5^ settore moda).

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Questo è un articolo pubblicato il 27-01-2022 alle 09:51 sul giornale del 28 gennaio 2022 - 367 letture

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