Morrovalle: farmacia Trodica, il Consiglio di Stato conferma, è da annullare l'autorizzazione all'apertura dell'Asur

4' di lettura 07/12/2021 - Ora il rischio chiusura si fa decisamente più concreto per la farmacia Trodica. Lunedì, infatti, il Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza sul ricorso promosso dai titolari della stessa contro la sentenza del Tar che, in primo grado, aveva dato ragione al Comune sulla ormai nota vicenda del permesso concesso dall’Asur all’apertura dell’attività in una zona non prevista dal piano comunale di localizzazione delle farmacie.

Di fatto, la lettura data dal tribunale romano, presieduto dal giudice Giulio Veltri, ha confermato quella fornita alcuni mesi fa dal tribunale amministrativo di Ancona: la determina con la quale la dirigenza dell’Area Vasta 3, l’8 settembre 2020, dava il via libera all’apertura della farmacia è da annullare. Motivazioni? Fondamentalmente sempre le stesse. «emerge chiaramente la volontà dell’amministrazione di non includere, nell’area di pertinenza della nuova farmacia n. 3, l’intera zona est di Trodica lungo la direttrice Morrovalle-Civitanova, ma solo una porzione delimitata di questa, al fine di non interferire con l’area di pertinenza della farmacia comunale e ciò allo scopo di assicurare l’equa distribuzione, sul territorio, dei servizi farmaceutici e la loro accessibilità anche a persone residenti od occupate in località periferiche con densità inferiore rispetto alle zone urbane centrali». Quindi, è da ritenersi errata l’interpretazione estensiva di questo principio che avevano dato i privati, individuando l’attuale location in via Dante Alighieri 152 (a 450 metri dalla comunale, contro gli almeno 2 chilometri prescritti dal Comune), e l’Asur, dando il via libera all’apertura.

E adesso? In teoria, con il decadimento dell’autorizzazione dell’Asur, la farmacia dovrebbe chiudere. Ma dovrebbe essere l’Asur stessa a notificare la cosa ai proprietari, che non hanno alcuna intenzione di mollare. «Rispettiamo la sentenza e le leggi come abbiamo sempre fatto, ma andremo avanti per far valere i nostri diritti», fanno sapere. Ma andare avanti in che modo? L’ultima chance è il ricorso in Cassazione.

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Questo è un articolo pubblicato il 07-12-2021 alle 20:15 sul giornale del 09 dicembre 2021 - 1974 letture

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