Porto Recanati: scontro Michelini-Croce Bianca sulla sede, "occupano dei locali senza averli chiesti al Comune"

6' di lettura 24/11/2021 - La Croce Bianca si è di fatto impossessata dei locali dell’ex Edificio Zanella senza neppure avanzare domanda di comodato d’uso all’amministrazione comunale. Trattandosi, come ammesso dagli stessi neo responsabili, di una organizzazione di volontariato di nuova costituzione, gli stessi avrebbero dovuto per lo meno avanzare richiesta al proprietario: ossia il Comune di Porto Recanati.

L’amministrazione comunale ritiene doveroso operare nel pieno rispetto della legge e, pertanto, preso atto che la Croce Azzurra ha di fatto cessato la sua attività di pubblica assistenza, non svolgendo più né servizio 118 né servizio di trasporto di disabili, è alquanto palese che siano venute meno le condizioni giuridiche minime per poter godere dei predetti locali in comodato d’uso gratuito con spese per acqua ed energia elettrica a carico dei cittadini di Porto Recanati. Il Comune, infatti, può sì concedere in uso locali ad associazioni o enti del Terzo Settore, ma a condizione che questi svolgano attività di pubblico interesse e per finalità che il Comune intende perseguire.

Proprio per questo motivo, nel mese di maggio 2021, la precedente amministrazione del Comune di Porto Recanati aveva intimato alla Croce Azzurra di restituire all’ente i locali di via Argentina, detenuti in base ad una delibera consiliare del 1999, anche in vista del fatto che la suddetta Croce Azzurra aveva trasferito la propria sede presso locali privati in via Bocci/Gramsci.

In data 20 luglio 2021, la Croce Azzurra comunicava però di esser tornata ad occupare i locali di proprietà comunale siti in Via Argentina in via temporanea, rappresentando l’intenzione di costruire un nuovo stabile e, soprattutto, annunciando di voler a breve procedere alla chiusura definitiva della Croce Azzurra.

Il 30 luglio 2021, l’amministrazione comunale era tornata a chiedere la restituzione dei locali e, a seguito di un incontro presso il Municipio, si era concordato che in data 4 agosto 2021 sarebbe avvenuta la riconsegna dei locali alla presenza di Michele Tetta e di un Tecnico comunale; senonché, il giorno prima della prevista riconsegna, la Croce Azzurra ci ripensava e scriveva una nota al Comune affermando di non voler lasciare i locali di Via Argentina, rinviando ogni decisione al mese di settembre.

In data 9 settembre 2021, invece di inviare comunicazioni circa la data di riconsegna dei locali da parte della Croce Azzurra, il signor Tetta inviava una nota al Comune in cui trasmetteva l’atto costitutivo della nuova Croce Bianca Porto Recanati che, incredibilmente, aveva fissato la propria sede nell’atto notarile presso i locali di via Argentina, senza alcuna preventiva autorizzazione o nulla osta da parte dell’ente proprietario, ossia il Comune di Porto Recanati.

Tale modus operandi contrasta con ogni tipologia di equo comportamento che una pubblica amministrazione è chiamata a mettere in campo per garantire pari dignità a tutte le organizzazioni di volontariato operanti nel territorio. Di fatto, l’automatico passaggio e conseguente godimento della sede dalla Croce Azzurra alla Croce Bianca doveva preventivamente essere autorizzato dall’autorità comunale, procedura che, come sappiamo, non è mai avvenuta. Sottolineiamo, quindi, che l’Amministrazione comunale, in perfetta continuità con la precedente, al fine di poter ripristinare una situazione di legittimità, ha diffidato il signor Tetta a proseguire nell’utilizzo di detta sede o comunque a considerare e/o utilizzare i locali di proprietà comunale di Via Argentina quale sede della Croce Bianca.

Dalle parole e dal tono dei membri del nuovo direttivo della Croce Bianca, infine, abbiamo di fatto preso atto di una volontà abbastanza evidente di porre l’amministrazione comunale di fronte a un fatto compiuto, essendo stata manifestata l’intenzione di non voler restituire al Comune i locali di proprietà, pur essendo evidente che la neo organizzazione di volontariato si sia appropriata di beni pubblici senza le necessarie autorizzazioni. Prassi che non solo condanniamo ma che non consentiremo in nessun modo di poter essere tramutata in condizionamento del pubblico agire, che deve solo sottostare alle normative e all’equità che uno stato di diritto deve garantire.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2021 alle 15:34 sul giornale del 25 novembre 2021 - 136 letture

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