Stop alle concessioni balneari: Intervista ad Aldo Ascani dello Shada Beach Club

2' di lettura 22/11/2021 - Desta molta preoccupazione la sentenza del Consiglio di stato in adunanza plenaria che blocca la proroga delle concessioni in riva al mare al 31 dicembre 2023 che, dal giorno dopo decadono tutte. È la direttiva "Bolkestein", che nel 2006 ha aperto alla concorrenza in ambito europeo.

Non è più una novità quindi, che nel 2023 lo stato ha dettato lo stop alle concessioni balneari creando interrogativi ai vari bagnini in quanto questi, verranno assegnati attraverso gara internazionale.

Per quanto riguarda la riviera adriatica, con particolare attenzione a quella civitanovese, ci siamo rivolti al noto imprenditore Aldo Ascani dello Shada Beach Club che, da oltre 40 anni fa parte del mondo dell’intrattenimento ed è uno dei principali rappresentanti di questo settore. Esso, assumendosi come portavoce dell’intero gruppo, dichiara che, almeno per quanto riguarda il settore balneare, sono novelli, in quanto la loro professione ha da sempre riguardato il settore della vita notturna e della ristorazione, toccando il settore demaniale dal 2013.

Strutture come le nostre, sono già vette al pagamento di somme onerose in quanto comprendono il demanio ed una maggiorazione per i 5.000 mq a nostra disposizione. Se dovesse riandare in concessione, riproporremmo all’acquirente la stessa cifra che stiamo pagando ora augurandoci però che questo non accada. L’errore da parte dello stato a nostro avviso, è quello di aver fatto pagare in maniera non equa e proporzionata (al fatturato ad esempio) il suolo demaniale. Due questioni ci premono in particolar modo, quella etica e quella della regolarizzazione. Ci sono molte persone e molte famiglie che ad oggi hanno investito denaro, tempo ed energie verso gli strabilimenti balneari e questo, eticamente è scorretto ed è giusto avere una tutela, mentre, per quanto riguarda la regolamentazione, noi siamo a favore delle regole, lavoriamo sui numeri e cerchiamo sempre di dare il meglio lavorando da professionisti ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, la nostra attività non è prettamente balneare e capiamo quindi, che è un discorso molto complesso.”

Una delle sue principali preoccupazioni, è la non valorizzazione dell’immagine rivierasca con la conseguente non curanza delle varie coste. “Lo Stato Italiano, deve in ogni modo, tutelare l’immagine di oltre 600 km delle varie riviere italiane; abbiamo coste bellissime e metodi gestionali da far invidia e sarebbe un gran peccato sminuire la cultura italiana balneare per una mera questione di business” Aldo Ascani quindi, si dice contrario alla direttiva Bolkestein, preferendo una logica affittuaria basata su altri paramentri reali e tangibili per tutelare anche, quelle realtà che vivono di questo.






Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2021 alle 08:29 sul giornale del 23 novembre 2021 - 4643 letture

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