Potenza Picena: i lupi sono buoni o cattivi? Il parere di due esperti, Nazzareno Polini e Richard Dernowski

6' di lettura 22/09/2021 - Ma il lupo è buono o cattivo? A questo interrogativo è opportuno rispondere con un’altra domanda: Fareste mai avvicinare il vostro bambino ad un cane di taglia media senza il consenso del padrone? La risposta all’atavico dilemma sulla presupposta “cattiveria” del lupo è semplice: il lupo è un animale selvatico come altri, né più, né meno.

Molto clamore sta suscitando un articolo apparso di recente nelle testate locali del Maceratese a proposito di alcuni lupi avvistati nel territorio di Potenza Picena e, con l’avvento dei media, ciascuno si avvale il diritto di dire quello che pensa ed è sacrosanto: ben venga la libertà di pensiero e parola. Tuttavia di fronte questioni così delicate è opportuno accedere ad informazioni vere e non legarsi alle favole, ascoltando anche pareri un po’ più autorevoli del generico “internet”. È giusto, quindi, ascoltare anche la voce di chi ha un po’ di conoscenza di questo mondo al tempo stesso oscuro e meraviglioso che è la natura.

La tradizione legata soprattutto alle favole e alle fiabe ci ha tramandato una paura innata per questo animale, perseguitato e portato quasi all’estinzione. Per fortuna, dagli anni ‘60 in poi, con le leggi di conservazione da pochissimi nuclei rimasti in Appennino i lupi si sono pian piano ripopolati naturalmente (non sono stati mai reintrodotti da nessuno, come qualcuno sostiene). Dai nostri monti e non solo, l’espansione lungo la catena dell’Appennino ha portato la specie ad arrivare fino alle Alpi, oltre il flusso verticale lungo le catene montuose poiché più ricche di vegetazione arbustiva. Con il passare del tempo i lupi sono giunti anche verso il mare poiché le sue prede, principalmente costituite da capriolo e da cinghiale, si sono appropriate dei luoghi lungo la costa. Per questo motivo trovare un lupo vicino agli ambienti marini è una cosa diventata comune nella nostra Regione.

Nonostante l’espansione e il forte aumento di popolazione del lupo in Italia, sono più di 200 anni che non si verificano attacchi da parte nei confronti dell’uomo: se si esclude un caso nel 1956, bisogna risalire al 1765 per avere notizia di aggressioni alla specie umana. Per amore di completezza, specifichiamo che si sono verificati anche dei casi particolari di attacchi all’uomo, come ad esempio quello avvenuto ad Otranto nel 2020 ad opera di un lupo addomesticato, ma in genere sono situazioni molto complesse, che esulano dalla natura della specie ed hanno la stessa incidenza degli episodi registrati di attacchi all’uomo da parte di gatti domestici, i quali hanno provocato la morte di ben due donne solo negli ultimi anni: una a Livorno nel 2018 e una in Giappone nel 2017.

Pericolosi e spesso scambiati per lupi, sono gli “ibridi”, meglio conosciuti come “cani-lupo”, che, più adattati alla presenza dell’uomo, appaiono meno timorosi e più aggressivi; anche su questi animali si sta effettuando da tempo un monitoraggio; tuttavia le analisi effettuate dagli enti preposti hanno individuato nel Lupo (Canis Lupus Italico) la specie presente nel territorio di Potenza Picena, escludendo, appunto, gli Ibridi.

Pur essendo un animale selvatico, da avvicinare con tutte le cautele del caso, i dati e le testimonianze ci dicono che il Lupo è un animale schivo e timoroso dell’uomo perché lo avverte come un suo predatore: in pratica, per i lupi, noi umani siamo i predatori da temere e da cui fuggire. Le uniche problematiche che i lupi possono dare sul nostro territorio sono legate alla eventuale predazione di gatti, cani e animali da cortile che sono lasciati incustoditi. Per quanto riguarda gli animali da reddito come pecore e altro bestiame, vi sono tutta una serie di accortezze che eviterebbero la predazione, come ad esempio recinzioni e cani da pastori “anti-lupo” certificati. È, inoltre, essenziale sapere che il lupo appenninico (Canis lupus italicus), sottospecie esclusivamente italiana, per la normativa di protezione è una specie definita come “vulnerabile”. Secondo tali normative gli interventi di cattura, uccisione e nutrimento di animali selvatici sono attività illegali di bracconaggio e, pertanto, attività penali, come altrettanto illegale è il disturbo dei siti di rifugio.

Esistono da tempo piani di tutela e monitoraggio, unitamente a linee guida su comportamenti da adottare per la tutela del lupo e della popolazione (oltre che degli animali da cortile e domestici). L’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), insieme a tecnici e figure specializzate, sta effettuando il censimento dei lupi in Italia; i dati saranno resi pubblici per i primi dell’anno 2022 e daranno una fotografia più chiara su tutto il territorio nazionale della reale distribuzione della popolazione del lupo. L’ente ha elaborato un piano di gestione finalizzato proprio ad attenuare i conflitti tra il predatore e le attività dell’uomo.

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Nazzareno Polini (naturalista zoologo e studioso di mammiferi)

Richard Dernowski (biologo senior ed esperto di progettazione)





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-09-2021 alle 09:55 sul giornale del 23 settembre 2021 - 562 letture

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