Porto, ecco la "triplice" proposta targata Unicam: i dettagli dello studio di fattibilità approvato dalla giunta

4' di lettura 22/07/2021 - Tre proposte progettuali, una quella cui la giunta ha espresso il suo favore. Con la delibera di giunta (approvata all’unanimità ma con le assenze di Barbara Capponi e soprattutto dell’assessore al porto Francesco Caldaroni) che mette nero su bianco la linea dell’amministrazione sulla riqualificazione del porto si alza il velo sullo studio di fattibilità portato avanti dall’Università di Camerino, che secondo il sindaco Fabrizio Ciarapica sarà la strada maestra da seguire per arrivare a centrare il risultato.

Se la delibera, infatti, delinea le linee guida, in allegato tra i documenti pubblicati in albo pretorio c’è anche la proposta progettuale avanzata da Unicam a inizio gennaio, che si divide appunto in tre idee, tutte concentrate principalmente sulla riconfigurazione della cosiddetta “area di mezzo” («uno spazio piuttosto irrisolto e non particolarmente connotato dal punto di vista formale che si dispone tra viale Giacomo Matteotti e via Leonardo da Vinci», lo definisce la giunta), quella che di fatto fa da ponte tra il porto vero e proprio e il borgo marinaro e che costituisce appunto la piattaforma di interscambio tra i due.

Il primo “concept”, intitolato “Around”, prevede sostanzialmente il mantenimento della struttura attuale, ma con la costituzione di un sistema di spazi pubblici attraverso la riconfigurazione ad uso pubblico dell’area di mezzo e dei due moli e la loro connessione. L’idea di questa sorta di “parco lineare del porto” permette di separare funzionalmente l’area portuale, specializzata nel suo uso, dalla città e a questa di recuperare il proprio rapporto con il mare lungo tutto il perimetro del bacino portuale. In questo caso, il bacino portuale è destinato totalmente alle attività produttive portuali, senza alcuna interferenza con usi e servizi pubblici, diviso in due parti: a nord le attività della diportistica e della cantieristica; a sud le attività legate alla pesca. Tutte le attività pubbliche trovano collocazione lungo il sistema di spazi pubblici che definisce l’intero perimetro dell’area portuale e trovano nell’area di mezzo il naturale condensatore di servizi urbani, legati principalmente alla mobilità ed al commercio. Su entrambi i moli esistenti sono previste attività legate al tempo libero ed alla ristorazione, in stretta relazione con la valorizzazione delle risorse paesaggistiche e della tradizione marinara

La proposta numero 2, “Inside”, prevede la riconfigurazione dell’area di mezzo come uno spazio pubblico che si insinua nell’area portuale separandola in due ambiti specializzati nell’uso. L’idea di una “piazza d’acqua” che si inserisce in mezzo ai capannoni portuali in via Leonardo Da Vinci, in continuità con i principali elementi urbani del borgo marinaro, permette al nucleo storico di riconquistare il fronte d’acqua e di creare un sistema di spazi connessi tra loro. In questo caso, il bacino portuale si dividerebbe in tre parti: a nord le attività della diportistica e della cantieristica; al centro questo nuovo spazio pubblico che dalla città permette di arrivare alla linea d’acqua; a sud le attività legate alla pesca. Tutte le attività pubbliche trovano collocazione nella area di mezzo, che anche in questo caso mantiene il suo ruolo di condensatore di servizi urbani, legati principalmente alla mobilità ed al commercio, ma si proiettano all’interno del porto attraverso le possibilità offerte dalla nuova piazza.

La proposta numero 3, “Beyond”, prevede invece la demolizione dei capannoni portuali e la riconfigurazione dell’area come un grande spazio pubblico attraverso cui ridefinire radicalmente il nuovo waterfront del borgo marinaro. Così facendo, la gran parte della banchina portuale sarebbe convertita a spazio pubblico attraverso la delocalizzazione delle attività della diportistica e della cantieristica nelle aree generate dal previsto ampliamento del porto; mentre quelle legate alla pesca sarebbero confinate lungo il molo sud e nelle sue aree a terra. L’integrazione di attività e servizi pubblici, legati al tempo libero, al commercio, alla ristorazione ed alla ricettività turistica potranno caratterizzare funzionalmente le diverse configurazioni possibili del nuovo water front.

La giunta, nella delibera, parla di “soluzione di maggiore favore” per il concept 2, «che prevede la creazione di una prospettiva interattiva tra borgo Marinaro e waterfront e con la sostanziale prosecuzione di via Duca degli Abruzzi dalla stazione ferroviaria sino allo specchio acqueo del porto, senza soluzione di continuità e con le attività distribuite a nord e a sud della via», ricordando comunque che «il processo di riqualificazione dovrà prevedere una preliminare riorganizzazione delle aree in concessione, e una regolamentazione degli interventi distinguendo le azioni affidate all’ente pubblico da quelle affidate al privato, non escludendo la possibilità di un intervento unitario con il coinvolgimento pubblico-privato».

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Questo è un articolo pubblicato il 22-07-2021 alle 10:02 sul giornale del 23 luglio 2021 - 391 letture

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