Porto, vongolari a favore del progetto Eurobuilding: "critiche strumentali come al tempo della Quadrilatero, possiamo diventare una nuova Porto Cervo"

5' di lettura 14/07/2021 - Mentre gran parte degli operatori del porto affilano le armi, c’è anche chi si schiera apertamente a favore del mega progetto firmato Eurobuilding per il porto civitanovese.

Tra questi il presidente dei vongolari civitanovesi Nicola Paci. «Ben venga il progetto di sviluppo di Eurobuilding Group ma la viabilità deve andare di pari passo con le opere di rigenerazione urbana». Sono 25 le barche che rientrano nel consorzio civitanovese CoGeVo. «Sono molto favorevole a questo progetto, è fantastico, ambizioso, studiato nei minimi particolari, non sarà semplice da realizzare ma deve andare in porto perché riqualifica la zona e rappresenta un trampolino di lancio non solo per Civitanova ma per le Marche – rilancia Paci – farà sicuramente la differenza, sul turismo, a livello regionale. Secondo me la vecchia guardia del porto resterà critica fino alla fine perché ha paura, teme di perdere la concessione, ma io sono pienamente d’accordo perché bisogna guardare al futuro, non all’oggi. Io penso ai miei figli, a quello che Civitanova può diventare da qui a qualche anno. Abbiamo un potenziale clamoroso. L’unico appunto che mi sento di fare è al nostro sindaco Fabrizio Ciarapica perché bisogna strutturare una viabilità ad hoc, prevedendo il flusso di persone che continuerà ad arrivare».

I vongolari sono favorevoli a un incontro con la società Eurobuilding Group che ha realizzato il progetto, per discutere a tavolino di quello che sarà, nel dettaglio. «Possiamo diventare una nuova Porto Cervo – dice Paci – la strada per arrivare a centrare l’obiettivo sarà lunga e tortuosa, vedo già l’impegno di qualcuno sempre pronto a strumentalizzare la questione con attacchi politici che mi ricordano quello che successe con la Quadrilatero. Quando c’erano i lavori le critiche al progetto si sprecavano, oggi tutti questi criticoni hanno cambiato radicalmente idea e sono tutti d’accordo nel dire che la Quadrilatero si doveva fare. E non potrebbe essere diversamente perché la sua utilità è sotto gli occhi di tutti. Da quando si è aperta la strada statale 77 della Val di Chienti Civitanova ha fatto il boom. Quella strada, prima tanto avversata dai soliti pronti sempre ad attaccare l’avversario politico, ha fatto la differenza. Se Civitanova è intasata di turisti, oggi, lo si deve a quella strada. E ne guadagnano i centri vicini. I turisti che Civitanova non riesce più a contenere si spingono fino a Porto Sant’Elpidio. Ne guadagnano tutti. Il nuovo porto di Civitanova, come è stata la Quadrilatero, gioverà al nostro territorio. C’è solo da immaginare quante opportunità di lavoro si verranno a creare».

Per motivi diversi ma sulla stessa linea anche Stefano Sampaolesi, ingegnere per l’Ambiente e il Territorio, dottore di ricerca in Tecnica Urbanistica e Pianificazione Territoriale. Dal 2001 svolge attività di libera professione nel campo delle valutazioni ambientali, paesaggistiche, della pianificazione e progettazione edilizia e del territorio. Sul progetto di ampliamento del porto di Civitanova Marche dice che «è accompagnato da uno studio preliminare degli impatti ambientali attesi, che verrà approfondito nelle successive fasi di progettazione tramite procedura congiunta di Vas (valutazione ambientale strategica) e Via (valutazione di impatto ambientale). Dalla valutazione preliminare, che ha toccato tutti i temi e le matrici interessate, sia ambientali che antropiche, sono emersi i seguenti aspetti: il progetto in esame costituisce l’occasione indifferibile per sanare alcune situazioni che diversamente non troverebbero disponibilità economica per la loro esecuzione: il dragaggio e il disinquinamento del fondo del porto attuale, la sistemazione della foce del Fosso Castellaro, la dotazione del porto di adeguati sistemi di gestione acque e rifiuti (oggi assenti), la dotazione del centro urbano di un rilevante polmone verde; si tratta di un’occasione unica per dotare la città di un waterfront adeguato, un porto attrattivo, un cantiere unico per il bacino adriatico, nuovi posti di lavoro, una pista ciclabile e pedonale che costituisca un raccordo tra i due lungomare (oggi disgiunti); come ogni opera si prevedono degli impatti sia in fase di esecuzione (che per il tipo di opera sono perlopiù transitori) che in fase di esercizio. Per ogni impatto atteso si prevedono opere e interventi di attenzione, mitigazione e compensazione: la gestione del materiale dragato e il suo riuso dove possibile, l’abbattimento dei consumi energetici, il riuso delle acque, l’adeguamento delle intersezioni viarie per evitare criticità con il traffico urbano, la pulizia delle acque del bacino portuale, l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico, con un saldo positivo per buona parte del centro urbano, grazie alle rilevanti opere di piantumazione. Puntuali anche le misure di attenzione in fase di cantiere per minimizzare nello spazio e nel tempo il disturbo agli ecosistemi marini. Nelle fasi successive verranno infine attentamente valutate e vagliate con gli enti competenti l’inserimento paesaggistico dell’opera e le soluzioni architettoniche più idonee a tale scopo».

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-07-2021 alle 14:32 sul giornale del 15 luglio 2021 - 774 letture

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