Sgarbi a Civitanova Alta per presentare la mostra di Listri

3' di lettura 14/06/2021 - Toccata e fuga civitanovese per Vittorio Sgarbi, che nel pomeriggio, con la consueta ora di ritardo sulla tabella di marcia («Non sapevo che sarei stato rapito sui bellissimi colli di Treia per 4 ore anziché mezz’ora», ha poi spiegato scusandosi) è giunto a Civitanova Alta per presentare la mostra su Massimo Listri dal titolo “La solitudine delle cose”, curata da egli stesso.

Un evento sui generis quello che vedrà esposte delle foto molto particolari del fotografo fiorentino, che attualmente si occupa delle scenografie della trasmissione televisiva “Che tempo che fa” di Fabio Fazio ma che ha un passato come fotoreporter per riviste e studi di mezzo mondo. Un artista che con Sgarbi condivide però i primi passi nel mondo dell’editoria, all’interno delle rivista Fmr di Franco Maria Ricci. È stato lo stesso Sgarbi a ricordarlo. «Nel 1981 Ricci ebbe un’intuizione: quella di iniziare a parlare d’arte con poco testo e tante fotografie di altissima qualità, cercando così di avvicinarla sempre di più alla gente anziché allontanarla come si era fatto fino ad allora – ha rammentato Sgarbi, affiancato sul palco del teatro Annibal Caro dal sindaco Fabrizio Ciarapica e dello storico dell’arte Stefano Papetti – al fianco di firme enormi come Borges e Moravia iniziai anche io a scrivere d’arte in quella maniera, mentre della parte fotografia iniziò ad occuparsi un giovane Massimo Listri. Fu un bel laboratorio quella esperienza: la mostra che andiamo a presentare mi riporta a quei tempi».

In “La solitudine delle cose”, la cui inaugurazione è prevista per sabato 26 giugno alle 17 all’auditorium San Francesco, compariranno degli scatti “rubati” dal maestro Listri: foto scattate durante il corso della sua lunga carriera andando a cogliere il “dietro le quinte” di palazzi maestosi e stanze meravigliose. Stanze spoglie, locali abbandonati della palazzina di Stupinigi, dei Sassi di Matera, della Reggia di Versailles e altro ancora. «Mentre Listri visitava questi luoghi per i suoi reportage, negli anni ha immortalato anche quello che stava dietro, trovando in esso la poesia – ha rimarcato Sgarbi – da un lato un capriccio, dall’altro la scoperta dell’abbandono. Soffermarsi sulla perfezione non è sempre il modo giusto di approcciare l’arte: pensare a un teatro come questo, restaurato in maniera così precisa da dare quasi un senso “ospedaliero” al tutto. Invece nell’imperfezione c’è la vita».

«Volevamo una mostra che avesse un taglio nuovo e innovativo, come è Civitanova – ha evidenziato Ciarapica – ma anche che desse uno sguardo al passato, perché moderna e al contempo antica è la nostra città». Alla realizzazione della mostra hanno partecipato anche Sabrina Colle, compagna di Sgarbi, Enrica Bruni, direttrice della pinacoteca Moretti, Claudia Baiocco e Adolfo Guzzini, che ha messo a disposizione le illuminazioni delle foto che saranno esposte.

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Questo è un articolo pubblicato il 14-06-2021 alle 19:01 sul giornale del 15 giugno 2021 - 280 letture

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