Dieci maratone in dieci giorni, l'impresa di Simone Colombo per Energy Project Familiy: "Così aiuto i bambini con malformazioni"

4' di lettura 18/05/2021 - Dieci giorni, 420 chilometri, un obiettivo: accendere un faro su agenesia, amputazioni e malformazioni congenite tramite lo sport. Simone Colombo, personal trainer titolare della palestra Metropolis, e Alessio Alfei partiranno il 16 giugno da Portonovo con l’obiettivo di arrivare a Orbetello, in Toscana, il 26 giugno dopo aver percorso 42 chilometri al giorno.

Di fatto, una maratona al giorno per dieci giorni, roba da far tremare le gambe solo a pensarci. La Ultramaratona nasce come sfida sportiva, ma vuole anzitutto convogliare donazioni per l’associazione Energy Family Project, che aiuta le famiglie di bambini con disabilità legate appunto a malformazione genetiche o amputazioni.

«Sono un civitanovese “adottato”, ma ho voluto coinvolgere la città che mi ha accolto e che mi ha dato tanto – racconta Colombo – a livello sportivo, mai nessuno ha fatto una cosa del genere in Italia, ma tentare l’impresa non mi faceva sentire pienamente soddisfatto. Ho una nipotina con un problema di agenesia e tramite lei ho conosciuto la realtà di Energy Family Project. I problemi che vivono queste famiglie sono enormi e lo sport può essere un veicolo per aiutarli. Abbiamo aperto una campagna di raccolta fondi, ma fino ad ora è andata piuttosto a rilento, per cui con la nostra impresa speriamo di scuoterla un po’».

Civitanova non è nel percorso che toccheranno ora i due atleti, ma l’idea è quella di portare gli “ideali” ultimi 10 chilometri in città con un evento ad hoc a settembre-ottobre, sperando che la pandemia possa essere davvero alle spalle. «Ho potuto toccare con mano i problemi che affrontano le famiglie con bambini affetti da queste problematiche conoscendo i referenti dell’associazione, è molto importante star loro vicino – rimarca il sindaco Fabrizio Ciarapica – quella di Simone è un’impresa da Forrest Gump, mossa dall’amore per lo sport e per queste persone che fanno tante cose concrete per aiutare chi ne ha bisogno. Auspichiamo di sensibilizzare quante più persone su questo tema».

Energy Family Project è una realtà che in Italia aiuta 600 famiglie, una decina delle quali solo nelle Marche. «Sono molti gli obiettivi già centrati dalla nostra associazione – spiega Silvia Martella, referente regionale di Energy Project Family – il primo fu l’istituzione di un protocollo nascite. Prima di questo, non c’era un percorso che le famiglie potessero seguire dopo la nascita. Con la collaborazione dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, siamo riusciti a istituire questo protocollo che convoglia le famiglie all’interno di un percorso chirurgico o riabilitativo sin dall’età pediatrica. E la cosa bella è che tutte le spese sono coperte, è tutto gratis. Poi c’è anche l’aiuto psicologico: stiamo svolgendo dei corsi per poter aiutare le famiglie noi in prima persona, partendo dalle nostre esperienza ma avendo anche basi di tipo psicologico. Dopo il primo impatto emotivo di vedere nascere tuo figlio senza un braccio, pensi: qual è la strada da seguire per farlo stare bene? Io mi sono sentita dire che lui stava bene e potevamo lasciare l’ospedale. Ma non è così. Dare l’aiuto che è mancato a me è il mio obiettivo». Il prossimo obiettivo è l’aggiornamento del nomenclatore tariffario. «E’ fermo al 1992, il che vuol dire che le protesi fornite ai bambini hanno tecnologie degli anni Sessanta/Settanta quando in commercio ce ne sono di molto più avanzate ma a prezzi esorbitanti – finisce Martella – questi problemi sono sempre più sentiti dalla popolazione. Un bambino a settimana entra nella nostra associazione, c’è da fare sempre di più».

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Questo è un articolo pubblicato il 18-05-2021 alle 14:37 sul giornale del 19 maggio 2021 - 145 letture

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