La dottoressa Emanuela Lanfranchi in campo per La Nostra Città: "Al lavoro su tre progetti"

6' di lettura 17/04/2021 - Sono la dott.ssa Emanuela Lanfranchi, medico ospedaliero, dove mi occupo delle problematiche materno infantili. In vista delle elezioni comunali di Civitanova Marche, del 2022, ritengo che il gruppo civico La Nostra Città e Vinicio Morgoni, suo candidato Sindaco siano una seria proposta di governo, capace di realizzare, in sinergia con le Istituzioni mediche, interventi di aiuto concreto per le famiglie con bambini che mi sento di voler realizzare con il progetto di cui sono relatrice.

Come possiamo di fronte ad un periodo di così grande incertezza riprendere a costruire qualcosa di positivo, stabile e gratificante, che incontri i bisogni dei nostri cittadini? Innanzitutto mettendo al centro la persona e partendo da quelli che sono i bisogni reali, tenendo presente che la Salute non è solo l’assenza di malattia ma, come da definizione Oms uno stato di benessere psico-fisico-sociale: non vogliamo solo curare ma possibilmente prevenire. Vogliamo partire da un’analisi dei bisogni di salute dei civitanovesi, dei nostri anziani, dei giovani, delle famiglie, dei bambini, coinvolgendoli in prima persona e cercando insieme di realizzare un progetto che delinei il come fare oltre al che cosa fare. Abbiamo diverse idee da realizzare, in cantiere, con cui ci confronteremo insieme durante questo percorso.

Partiamo intanto da un sostegno concreto alla salute della mamma e del suo bambino, e per questo mutuiamo il progetto delle società scientifiche che da anni si occupano delle problematiche di salute dell’area materno-infantile, progetto in larga scala ma che può trovare la sua applicazione anche nella nostra città. Per garantire unità, efficienza e coerenza negli interventi dell’area materno-infantile e vista l’afferenza in essa di molteplici discipline tra loro omogenee, affini e complementari, si prevede l’organizzazione di tutti gli interventi utili alla realizzazione di un sistema integrato di servizi alla persona. Gli obiettivi strategici da condividere per garantire la salute del neonato, del bambino devono prevedere: la realizzazione di una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, tramite la presa in carico e la continuità assistenziale, con lo scopo di costruire una Rete Integrata di Servizi, organizzata su base aziendale, intesa come modalità di risposta ai fabbisogni della popolazione; la riorganizzazione di Servizi di emergenza-urgenza pediatrica; la riduzione di ricoveri inappropriati in età pediatrica; il miglioramento dell’assistenza ai bambini e agli adolescenti affetti da gravi patologie mediante lo sviluppo di modelli integrati tra Centri specialistici, ospedali, attività assistenziali territoriali, quali l’assistenza psicologica e sociale, la scuola, le associazioni dei malati e il privato no profit.

In merito alla promozione della salute, all’adozione di stili di vita salutari e all’assistenza dell’adolescente sul territorio, devono essere previsti modelli operativi che garantiscano una forte integrazione tra specialisti in pediatria e medici di medicina generale, non solo dell’area medica, ma anche psicosociale e del mondo della scuola.

Il modello per l’assistenza all’adolescente nell’area delle cure primarie dovrebbe prevedere che il PLS o il MMG, a cui sono affidati gli adolescenti, deve essere formato sui problemi di questa particolare fascia di età e conoscere i percorsi e le iniziative che possono essere messe in atto sia a livello individuale che collettivo ed identificare il modo migliore per affrontare i disagi psico-socio-comportamentali più importanti, i problemi mentali e le patologie neuropsichiatriche degli adolescenti.

Va implementata, quindi, una stretta integrazione con i Servizi ed i reparti dell’ospedale di riferimento di area e soprattutto vanno sostenuti e quindi finanziati i progetti di associazioni che si fanno carico del disagio giovanile, che li accolgono e propongono loro percorsi educativi (fatti di incontri, sostegno alla scuola, lettura, musica, teatro ecc...), integrandosi con la famiglia e la scuola.

Altro nodo importante e spesso sottovalutato è il Consultorio Familiare, presente nella nostra città: questo deve rivestire un ruolo primario nella promozione e tutela della salute dell’età evolutiva che, grazie al fondamentale raccordo con la scuola e con la famiglia, collabora per attuare gli interventi a tutela della salute dell’età evolutiva e delle problematiche familiari con particolare riferimento alle condizioni sociali più deboli; in questo ambito pensiamo anche all’ambulatorio sociale. Quindi disporre finanziamenti indirizzati al reclutamento di personale, alla formazione, a sostenere campagne educative, attività di sensibilizzazione e informazione nonché strategie di interventi congiunti con tutti gli operatori di salute a favore della prevenzione e della promozione di un corretto stile di vita.

Terzo progetto, che in questo periodo drammatico di pandemia, trova ancor più la sua motivazione di essere, è la possibilità di implementare la family centered-care. Il benessere del bambino è inestricabilmente legato al benessere della sua famiglia e della comunità in cui vive. La "Family Centered care" è una modalità di pratica assistenziale che riconosce la centralità della famiglia nella vita del bambino con problemi di salute e l'inclusione del contributo e del coinvolgimento della famiglia nel piano assistenziale.

Il concetto di fondo è che occorre prestare attenzione e cercare di soddisfare i bisogni non solo del bambino ma quelli di tutta la famiglia impegnata accanto a lui nel processo di recupero della salute e dell'autonomia. L'assistenza centrata sulla famiglia consiste quindi, nell'offrire alla famiglia la possibilità di prendersi cura del bambino ospedalizzato sotto la supervisione dell'infermiere attraverso un processo di coinvolgimento, partecipazione e collaborazione. L'obiettivo e mantenere e rinforzare i ruoli all'interno della famiglia e i legami tra di essa ed il bambino ricoverato, per promuovere la normalità del funzionamento familiare.

Le cure palliative a domicilio come pure l’assistenza dei piccoli pazienti affetti da malattie croniche, rappresentano una delle applicazioni della family-centered care e potremmo istituire, anche in collaborazione con liberi professionisti, dei nuclei operativi, con personale formato ad hoc, che si facciano carico di questo bisogno assistenziale, cosicché le strutture e gli operatori garantiscono la maggior flessibilità ed accessibilità possibile nell'erogazione dei servizi sanitari in particolar modo per le famiglie di bambini che necessitano di cure specialistiche e croniche.

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da Redazione Vivere Civitanova
redazione@viverecivitanova.it





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2021 alle 18:24 sul giornale del 19 aprile 2021 - 327 letture

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