Morrovalle: no del consiglio comunale al suolificio insalubre, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune dopo un decennio

2' di lettura 16/04/2021 - Si è chiusa con una vittoria piena per il Comune l’annosa querelle legale con l’Euroinga Group. Il Consiglio di Stato, nelle sentenza pubblicata lo scorso 12 aprile, ha infatti accolto il ricorso presentato dall’ente dopo che il Tar, nel 2011, aveva dato ragione all’azienda di Porto Sant’Elpidio riguardo l’impugnazione del diniego formulato dal consiglio comunale in merito alla variante urbanistica necessaria per la realizzazione di un suolificio a Trodica.

La storia è nota e affonda le sue radici nell’ultima amministrazione Acquaroli. Siamo nel 2008, l’Euroinga presenta la richiesta di permesso a costruire per la realizzazione di un suolificio in via Donatello, all’estremo nord della zona produttiva Terzo Millennio. In base al piano regolatore, però, il terreno di proprietà dell’azienda è destinato a “impianti industriali e artigianali” e deve essere convertito in “industrie nocive”, vista la previsione di emissioni di solventi nell’aria nella quantità di 181 tonnellate all’anno. La questione mette in subbuglio la cittadinanza, si mobilita anche un comitato di cittadini e, nonostante i pareri favorevoli di Asur, Vigili del Fuoco e Provincia (con prescrizioni), la proposta di variante arriva il 20 febbraio 2009 sui banchi del consiglio comunale, che, come annunciato nelle assemblee pubbliche che precedono il voto, respinge la proposta visti i dubbi sulle emissioni e la vicinanza ad alcune abitazioni e a un parco giochi per bambini. Di fatto, l’iter si stoppa qui e allora Euroinga impugna la delibera di consiglio e porta tutto al Tar, che dà ragione al privato annullando la delibera di consiglio con sentenza del 20 aprile 2010.

Al solito quando si entra nei meandri della giustizia italiana, la questione va per le lunghe, ma la novità più importante arriva il 17 agosto 2020, quando l’Euroinga, che ormai aveva desistito da tempo alla realizzazione dell’impianto, viene dichiarata fallita dal Tribunale di Fermo. Automaticamente, anche il procedimento al Consiglio di Stato si stoppa, senonché a portare avanti la causa è la curatela fallimentare dell’azienda. Il 9 marzo scorso, ecco la sentenza: era perfettamente nei poteri del consiglio comunale dire no alla variante urbanistica senza il rispetto di pareri e prescrizioni precisi.

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Questo è un articolo pubblicato il 16-04-2021 alle 20:13 sul giornale del 17 aprile 2021 - 719 letture

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