Contributi non pagati, il Comune batte cassa troppo tardi: il Tar dà ragione al privato dopo vent'anni

soldi denaro 2' di lettura 15/04/2021 - Un caso giudiziario che arriva dal passato ma che presenta grandi analogie con il presente. Il Tar Marche, con sentenza pubblicata l’1 aprile, ha infatti dato ragione alla ditta Edilcostruzioni che il 28 febbraio 2002, quando ormai quasi vent’anni fa, si era vista recapitare un’ingiunzione di pagamento da 56.558.003 delle vecchie lire (circa 29 mila euro) a titolo di penalità per il ritardato pagamento di costi di costruzione per lavori eseguiti anni prima.

Il tribunale, infatti, ha ravvisato che la richiesta avanzata all’epoca dal Comune fosse arrivata fuori tempo massimo, quando era già scattata la prescrizione. L’ultimazione dei lavori in oggetto, infatti, risaliva al 18 dicembre 1996 e il termine di prescrizione è iniziato a decorrere dal sessantesimo giorno successivo all'ultimazione delle opere assentite, quindi dal 16 febbraio 1997. Ne consegue che la prescrizione quinquennale del credito è intervenuta in data 16 febbraio 2002, ma la sanzione, sebbene inviata il 15 febbraio 2002, è stata notificata solo il 28 febbraio, allorquando il credito era quindi già prescritto.

Così il Comune ha visto finire in fumo un discreto gruzzolo solo per aver atteso troppo al lungo prima di battere cassa. Situazione che si è riproposta più volte negli ultimi anni sul fronte della riscossione dei crediti relativi a tributi non pagati dai cittadini.

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Questo è un articolo pubblicato il 15-04-2021 alle 16:56 sul giornale del 16 aprile 2021 - 230 letture

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