Regolamento mensa, volano stracci: Franco si dimette dal gruppo paritetico, per la Capponi "opposizione bassa e dannosa"

6' di lettura 06/03/2021 - Continuano a volare stracci sulla questione del regolamento mensa. La presa di posizione più dura arriva da Mirella Franco: la consigliera comunale Pd ha deciso di dimettersi dal gruppo consiliare paritetico, ovvero il novero dei consiglieri delegati a fare parte del comitato tecnico mensa

La Franco aveva parlato già in consiglio di forti limitazioni della democrazia all’interno del testo approvato nella discussione di giovedì sera. «Dopo quanto accaduto durante il consiglio comunale di ieri sera, nel corso della discussione del primo punto inerente l'approvazione del regolamento per il servizio di refezione scolastica, ritenendo gravissimo il rendere le riunioni del Comitato Mensa non pubbliche, mi dimetto – ha spiegato l’esponente dem – le mie dimissioni sono state ufficializzate tramite pec».

Dalla maggioranza è l’assessore ai servizi sociali Barbara Capponi a difendere il lavoro fatto e il documento approvato giovedì notte, peraltro senza pronunciare alcuna parola sulla decisione della Franco. «Esprimo la mia amarezza nel leggere e aver ascoltato da parte della opposizione dichiarazioni imprecise, raffazzonate e confezionate al solo scopo di una bassa e dannosa (per le famiglie) opposizione su un argomento che invece, come la maggioranza ha dimostrato, dovrebbe necessitare di trasversalità e spirito critico – rimarca Capponi – nella discussione del regolamento per il servizio di refezione mensa si è visto e udito di tutto, con Corvatta che si mostra stizzito perché gli viene ricordato che il loro mandato è terminato senza nemmeno impostare il nuovo bando, ergendosi a ruolo di cavaliere difensore del proprio lavoro sul tema, dimenticandosi che lui e la sua amministrazione hanno alzato le tariffe per i pasti, a differenza dell’amministrazione Ciarapica che al lavoro da anni su questo argomento con l’approvazione del nuovo bilancio le avrà ridotte gradualmente fino a 0.75 euro a pasto giornaliero. Rossi fa confusione su competenze di stazione appaltante e amministrazione relativamente a capitolato e bando, evoca normative sulla disostruzione bypassando la crucialità dell’argomento sicurezza a tavola o sulle molte migliorie apportate, scredita i riconoscimenti avuti solo da questa amministrazione per le scelte biologiche e, ancora, si sconvolge quando si dichiari che il Ctm non è obbligatorio ma una scelta politica. Lo ribadisco con forza: questa amministrazione crede nell’importanza del comitato mensa ufficiale, lo ringrazia e liberamente sceglie anzi di potenziarlo con una equipe di professionisti, tra cui certamente un nutrizionista per il menù, ma non solo, perché ne riconosce il ruolo principe di coordinamento tra utenti, cioè i bambini, e committente, cioè l’amministrazione. Rossi è intelligente e sa benissimo che quando parliamo di equipe parliamo anche di chi si occuperà del menù. A chi giova continuare a fare confusione, mala-informazione, terrorismo alle famiglie? Ho ascoltato con sgomento il consigliere Mei che parla di “non centralità del comitato mensa”, ho visto fare confusione coi suoi stessi emendamenti, presentati in fretta recentemente, a ridosso della discussione di un argomento su cui la commissione lavora da anni. L’ho sentito voler emendare questioni definite dal bando di gara: l’opposizione non conosce forse la differenza tra quali aspetti possano essere normati dal consiglio comunale e quali seguano criteri stabiliti dalla giurisprudenza? Il segretario generale Morosi ha dovuto giustamente illustrare con chiarezza questi aspetti, che dovrebbero essere basilari per chi ritiene di maneggiare con esperienza l’argomento. Infine, silenzio assoluto da parte dell’opposizione sul fatto che il rappresentante della All food in comitato mensa, dottor Fioriti, nell’ultimo Ctm si è detto disponibile ad aprire le porte della cucina allo stesso Rossi ed a Francesca Ercoli, presidente e rappresentante degli stessi genitori, come è nelle sue facoltà.

In tutto questo si invoca la poca trasparenza, fingendo che non esistano pareri e normative sulla privacy, pretendendo di aprire a tutti la frequenza a riunioni per cui lo stesso Ctm è stato istituito e omettendo che la registrazione è a disposizione tramite accesso. La stessa consigliera Franco pur partendo da posizioni differenti ha dovuto ammettere che, come lei stessa ha vissuto talvolta, le riunioni “abbiano creato fronteggiare situazioni assai difficili da gestire”. Insomma, come sempre dall’opposizione, poche e confuse idee, in cui ci si avvale di ogni mezzo comunicativo nel tentativo, piuttosto avvilente, di screditare il lavoro di molti, per primo del comitato designato, con l’obiettivo di offuscarne i traguardi concreti ed i piccoli grandi successi condivisi. Ho aperto la discussione onestamente, ricordando la complessità e delicatezza del servizio, legato a molteplici concause tanto più in periodo covid per le norme anticontagio, che ne rendono necessaria la condivisione e la necessità di un miglioramento costante. I rappresentanti dell’opposizione, votando, per fortuna a vuoto, contro l’approvazione dei regolamenti hanno ancora una volta dimostrato la loro ferma volontà di rifiutare ogni proposito di miglioria, a danno dei bambini e delle famiglie, colpiti da questo biasimevole atteggiamento, non certo portato alla collaborazione ed alla condivisione».

Niente di strano, per Capponi, anche sulla mancata approvazione dell’articolo 6, quello riguardante il gruppo consiliare paritetico, con la maggioranza spaccata e non capace quindi di approvare l’articolo. «Incomprensibile lo sdegno, credo e spero apparente, riguardo la mancata approvazione dell’articolo 6 – prosegue l’assessore – la mancata approvazione è frutto dell’attenzione prestata dalla maggioranza su un emendamento, l’unico meritevole di riflessione tra quelli proposti, proprio di Rossi. In questo caso la maggioranza ha dimostrato una grande maturità nel prendere in considerazione un emendamento che, seppur richiesto dall’opposizione, potrebbe comunque andare a beneficio della comunità, prescindendo dalle appartenenze politiche ed aprendosi al dialogo, cosa che non è, purtroppo, avvenuta a parti inverse. Ringrazio davvero infine tutti coloro che stanno lavorando con serietà e collaborazione realmente costruttiva sul servizio di refezione. Troveranno sempre in questa amministrazione la volontà ferma di chi ci mette la faccia e vuole garantire un servizio sempre migliore possibile, gestito nel rispetto delle norme, delle competenze, dei ruoli, e di chi pianifichi eventuali azioni programmate conoscendone i tempi reali, e non usato per favoleggiamenti da facile campagna elettorale fatta sui piccoli».

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Questo è un articolo pubblicato il 06-03-2021 alle 15:56 sul giornale del 08 marzo 2021 - 213 letture

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