"Colpevole silenzio da parte del consiglio comunale sul caso della famiglia rom Gonzales", l'affondo di Civitanoi

3' di lettura 06/03/2021 - Nel consiglio comunale del 4 marzo si è discusso sia del regolamento delle mense scolastiche sia dei debiti fuori bilancio e tra questi uno riguardava la vicenda della famiglia rom Gonzales e la figlia minorenne.

Si è trattato di un consiglio comunale egemonizzato per circa quattro ore dalla discussione sulla mensa. Una approvazione preceduta da forti polemiche e proteste del comitato di genitori che arriva, colpevolmente, dopo qualche anno.

Tante ore di discussione potevano essere contenute? Probabilmente sì se, oltre che al regolamento del consiglio comunale che stabilisce tempi e modalità di votazione, si fosse fatto prevalere il buon senso anche per dare spazio all’altro punto in discussione

Anche la vicenda della famiglia rom, come la questione mense, è stata preceduta da articoli sulla stampa locale e nazionale e sui social che informavano della sentenza della Cassazione che confermava la condanna del Comune di Civitanova da parte del Tribunale di Ancona. La scuola univa i due punti in discussione. In entrambi i principali protagonisti sono i ragazzi. Ragazzi che meritano, dalle istituzioni, Comune compreso, tutte le attenzioni possibili che, se carenti o assenti, potrebbero creare gravi e negative ripercussioni sul piano culturale, materiale e psicologico. Ovviamente ed è noto che queste ripercussioni negative ricadono maggiormente su soggetti sociali deboli soprattutto se discriminati. Nel merito il risultato di quello sgombero è stato che la bambina di quella famiglia non ha più frequentato la scuola elementare.

Poi possiamo dire tutto e il contrario sul ruolo della famiglia, sull’obbligo della scuola, sui diritti costituzionali, sui bambini, sulla condizione femminile, sulla inclusione ma la sostanza è il ruolo delle amministrazioni comunali che hanno affrontato il caso definito dai tribunali di Ancona e dalla Cassazione segnato da “ostruzionismo… e indirettamente discriminatorio” quando invece il diritto, compreso quello internazionale, parla di inclusione.

Le iniziative dell’ex sindaco Tommaso Corvatta furono apprezzate. Quando venne messo alle strette, mise in campo misure positive e umanitarie non solo di carattere personale ma anche istituzionale. Però deluse molti civitanovesi il comportamento dilatorio dell’apparato, dalla delibera anti campeggio della giunta e dal conseguente sgombero. È per questo che la discussione in consiglio comunale, anche nei tempi infinitamente sfalsati dedicati ai due punti all’ordine del giorno, non ha saputo o voluto cogliere la portata sociale, istituzionale e politica immergendosi in un imbarazzante silenzio quando invece aveva la possibilità di rimediare almeno in modo postumo su un tema quali i diritti così importante ai progressisti di ogni colore. Era così difficile comprendere che in entrambi i due punti in discussione si parlava di bambini di cui uno purtroppo senza garanzie?

È attivo il servizio di notizie in tempo reale tramite Whatsapp e Telegram di Vivere Civitanova.
Per Whatsapp aggiungere il numero 348.7699158 alla propria rubrica ed inviare un messaggio allo stesso numero.

Per Telegram cercare il canale @viverecivitanova o cliccare su t.me/viverecivitanova.

È attivo anche il nostro canale Facebook: facebook.com/viverecivitanova/






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2021 alle 15:36 sul giornale del 08 marzo 2021 - 231 letture

In questo articolo si parla di attualità, redazione, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bRo8





logoEV