"Rimuovere i cartelli di divieto di libero campeggio", la lettera aperta di CivitaNoi dopo la sconfitta del Comune nella causa contro una famiglia rom

3' di lettura 27/02/2021 - Lettera aperta al sindaco e al presidente del consiglio comunale. In relazione alla sentenza della Cassazione sulle vicende della famiglia Gonzales contro il Comune di Civitanova Marche esprimiamo il nostro disappunto nel constatare che, nonostante il Comune abbia perso, dopo otto anni i cartelli di divieto di campeggio sono rimasti al loro posto e il Comune dovrà pagare le spese legali.

La vicenda è collegata a quella di una famiglia rom che con una roulotte era situata presso un parcheggio pubblico nei pressi della scuola Anita Garibaldi nel quartiere Risorgimento. Quel luogo era stato scelto dalla famiglia per permettere alla figlia allora minorenne di frequentare la vicina scuola elementare. Una famiglia di cui i cittadini non hanno mai sollevato una obiezione perché aveva un comportamento corretto.

La stessa famiglia voleva diventare civitanovese e aveva richiesto la residenza a Civitanova. Una alterna vicenda con lungaggini burocratiche, dinieghi e ricorsi al Tar. La sostanza è che alla famiglia in forza di una sentenza del Tar venne rifiutata la residenza. Intanto la famiglia Gonzales venne spostata presso la zona Industriale di Santa Maria Apparente ma dopo poche settimane venne allontanata in forza di una ordinanza emessa dal sindaco Tommaso Corvatta.

A quello “allontanamento” la famiglia Gonzales fece opposizione presso il Tribunale civile di Ancona il quale ritenne illegittimo ostruzionistico l’allontanamento da Civitanova Marche. Successivamente a quella sentenza il Comune, ritenendo di far valere le sue ragioni, concretizzatesi con l’ordinanza, fece ricorso in Cassazione. Il risultato è stato che la Cassazione ha confermato la sentenza del tribunale di Ancona che condanna il nostro Comune al pagamento di 40 mila euro. Per quello che viene definita una discriminazione in atti amministrativi verso una famiglia rom.

Tutto ha origine da un atteggiamento sbagliato nel metodo e nel merito della amministrazione comunale di allora e quello che più addolora sul piano umano e su quello dell’immagine della città è che quella che allora era una bambina ha abbandonato la scuola e la famiglia inghiottita in qualche sperduto campo rom. A Civitanova in ogni suo ingresso principale resta affisso quel cartello stradale con alcuni divieti compresi in quella ordinanza del Sindaco ritenuta illegittima, persecutoria dalla massima espressione giudiziaria, un biglietto da visita non congruo al carattere democratico e inclusivo della nostra città, culturalmente per niente edificante.

La vicenda, se chiusa sul piano giudiziario, resta aperta a causa di quei cartelli cioè una ferita sociale, una pessima presentazione, come sottolineato da tanti amici di CivitaNoi che intendono limitare la povertà educativa dei giovani assicurando il diritto all'istruzione.

Facendoci interpreti di questo sentimento umano culturale e anti discriminatorio vi invitiamo, ora che la vicenda è conclusa, a rimuovere gli orribili e discriminatori cartelli.

Lista civica CivitaNoi

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2021 alle 14:58 sul giornale del 01 marzo 2021 - 191 letture

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