Porto, Futuro in Comune mette sotto la lente il progetto Eurobuilding: "alcuni elementi condivisibili, ma progetto che non si sposa con la città"

5' di lettura 22/02/2021 - L’idea dell’architetto Viola presenta degli elementi condivisibili: la necessità di riqualificare l’area portuale e quella di migliorare il passaggio dal lungomare sud a quello nord. Tutto questo basta per giustificare l’ennesima mega speculazione edilizia a favore del privato che ci viene proposta da questa amministrazione?

Ogni volta Ciarapica tira in ballo una giustificazione, una foglia di fico per propinarci il guadagno di pochi a svantaggio di tutti gli altri. Stiamo appena uscendo dall’incubo di un’area verde convertita a speculazione degli amici, l’area Santini, che subito ce ne propone una più grande. La riqualificazione viene ipotizzata infatti svendendo l’anima marinara della città, che viene relegata al molo martello mentre la cantieristica addirittura cacciata in periferia. Questa riqualificazione si vede di fatto composta da ulteriore commerciale, di cui la città non ha bisogno e soprattutto tanto residenziale inutile viste le attuali esigenze abitative, data l’altezza dei palazzi previsti, che chiuderebbe la visuale a mare a buona parte del centro a vantaggio dei pochi ricchi proprietari della lottizzazione.

L’architetto Viola fa un paragone con Baltimora, città di oltre 600 mila abitanti che negli anni Settanta ha subito lo spopolamento del centro divenuto preda del crimine. Tutto questo che c’entra con Civitanova? Il nostro centro storico non è spopolato ed il porto non è luogo di criminalità, non abbiamo la necessità di stravolgere il nostro tessuto urbano, semmai di migliorarlo. Una cittadina di 40 mila persone, con un indotto a voler essere ottimisti di 200 mila persone, dove trova la sostenibilità di un tale progetto se non nella pura speculazione? Perché dovremmo perdere la storia marinara del porto, quando il diportismo può essere valorizzato comunque affiancando le attività di pesca senza “vendere l’anima al diavolo” della speculazione edilizia?

Come tutte le altre volte, Ciarapica non si preoccupa dei risvolti sulla viabilità di un tale mega progetto, che se fosse sostenuto dal successo porterebbe al collasso la viabilità cittadina. Non spiega come riesce a coniugare il Dpr 509/97, che interessa esclusivamente la nautica da Diporto e le strutture ad esse ammesse con le nuove costruzioni abitative che si vorrebbe realizzare. Parla di durata delle concessioni fino al 2033 affermando che è il tempo necessario per predisporre il tutto, dando come scontato che la sua cordata divenga concessionaria demaniale – volutamente dimenticando i dettami del codice della navigazione art 49, art. 58 e della Normativa Europea 2006/123/CE. La norma europea dice che al termine della durata della concessione la stessa deve essere messa all’asta, tramite bando europeo. “L’art.58 afferma che sono parimenti applicabili alle zone portuali della navigazione interna le disposizioni stabilite per le concessioni di beni del demanio marittimo dagli articoli 36 a 49; 53, limitatamente alle concessioni attinenti al servizio della navigazione. Per le concessioni e per l’utilizzazione in genere di beni compresi nelle zone portuali da parte di altre amministrazioni dello Stato per fini non attinenti al servizio della navigazione, è richiesto il consenso dell’amministrazione della navigazione interna”.

Si parla d’indennizzo che verrà data ai concessionari ma non si comprende cosa intenda per indennizzo. Forse voleva affermare l’acquistare il ramo d’azienda dei concessionari. In quanto ai sensi e per gli effetti dell’art.49 ai concessionari non aspetta nessun indennizzo al termine della concessione per le opere non amovibili mentre le opere facilmente amovibili devono essere rimosse dal concessionario. Ricordo al progettista che l’Italia è stata sottoposta ad infrazione dalla comunità Europea per la proroga delle concessioni demaniali ed in nostro governo deve rispondere entro breve tempo per giustificare tale proroga pardon continuità delle concessioni demaniali.

Forse il signor Antonelli con il sindaco non la hanno informata che da anni si sta discutendo su come rivalorizzare la zona portuale con un piano adeguato coniugando la città non creare zone faraoniche ed altre ghettizzate. Che il nostro mercato ittico è tra i tre più importanti della Regione Marche è lo vorrebbe relegare sul molo a martello. Nel proporre lo spostamento della cantieristica nella nuova con la creazione di una nuova darsena a discapito dei due chalet che fanno parte della storia di Civitanova a parte il romanticismo i concessionari già esistente oltre ai due chalet saranno disposti a concedere le proprie concessioni? Nella nuova darsena è parso di comprendere ci andrebbe la nostra marineria a completo? Si è posto il problema dell’impatto della nuova darsena che avrà sull’ambiente e le problematiche ad essa connessa?

Dopo quanto sopra espresso noi di Futuro in comune concludiamo che il suo progetto è quantomeno da rivedere profondamente in quanto non si sposa con il resto della città.

Nicola Lelli

Futuro in Comune

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2021 alle 16:33 sul giornale del 23 febbraio 2021 - 423 letture

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