Giornata della Memoria, il prefetto Ferdani premia tre reduci civitanovesi: "Abbiamo il dovere della memoria"

5' di lettura 27/01/2021 - Una Giornata della Memoria particolare e non solo per il covid-19. La sala del consiglio comunale ha ospitato il prefetto Flavio Ferdani, che ha insignito della medaglia d’onore del Presidente della Repubblica i familiari di tre civitanovesi reduci dei campi di concentramento: Concetto Cameli, Ulderico Ciccarelli e Celestino Massi.

Cameli, classe 1922, fu chiamato alle armi nel mese di gennaio 1942, destinato al 68° Reggimento Fanteria. Da subito impegnato sul fronte greco- albanese e successivamente in Francia come forza di presidio, nel marzo 1943 viene trasferito al Battaglione Allievi Carabinieri di Torino e dopo due mesi di permanenza inviato alla Legione Carabinieri di Bologna. Nel giugno 1944 viene catturato dai tedeschi e internato in un lager e destinato al lavoro coatto per l'economia di guerra. Nell'ottobre del 1945 viene rimpatriato dalla prigionia in Germania.

Ciccarelli, classe 1920, venne chiamato alle armi il 2 febbraio 1940 e assegnato con la qualifica di autista al 3° Centro Automobilistico in Bari. Il 10 febbraio dello stesso anno, parte per l’Albania dove è assegnato al 162° Autoreparto Mobilitato. Dall’ottobre del 1940 fino al 23 aprile del 1941 ha partecipato alle operazioni di guerra svoltesi alla frontiera greco-albanese. Nel settembre 1942 viene trasferito al 141° Autoreparto Pesante mobilitato di Bologna. Il 9 settembre 1943 viene catturato dai tedeschi ed internato in un capo di lavoro per la raccolta di patate in Germania. Fu rimpatriato il 25 luglio 1945.

Massi, classe 1917, chiamato alle armi ed inviato in territorio di guerra, l’8 settembre del 1943 è stato catturato dai tedeschi e deportato in Germania. In seguito la famiglia ha ricevuto la notizia della morte del proprio congiunto nel campo di prigionia, avvenuta il 16 febbraio 1945.

«Ogni Paese al dovere della memoria nei confronti di chi è stato espropriato della vita e di chi è sopravvissuto e ha portato nel proprio animo i segni e le ferite di quella sopraffazione della dignità umana – ha sottolineato il prefetto Ferdani intervenendo durante il consiglio comunale aperto, trasmesso anche in diretta streaming con ampia partecipazione da parte dei consiglieri sia di maggioranza che di opposizione – il segnale che vogliamo dare oggi è che la memoria venga coltivata quotidianamente da parte di tutti affinché queste tragedie non si ripetano più. È indispensabile in primis che questa memoria sia trasmessa ai cittadini di domani, quindi agli alunni delle scuole, che dovranno portare avanti i valori del rispetto, della dignità, del dialogo. Ripudiando ogni forma di violenza. Queste medaglie che consegniamo oggi hanno un valore simbolico, ma anche qualcosa di più profondo: il dovere della gratitudine nei confronti di chi, a differenza nostra, ha vissuto un periodo estremamente difficile. Grazie al loro sacrificio oggi in modo libero e democratico possiamo esprimere le nostre opinioni».

Durante la mattinata erano in collegamento anche gli alunni delle classi terze delle scuola secondaria di primo grado cittadine Pirandello, Ungaretti e Annibal Caro. «Seppur in forma ridotta e senza la presenza fisica delle scuole, abbiamo tenuto molto a commemorare questa ricorrenza – ha ribadito il sindaco Fabrizio Ciarapica – questi momenti sono fondamentali, perché solo ricordando il passato si può evitare di commettere gli stessi errori nel futuro. La Shoah si ripete ogni volta che qualcuno compie un atto barbaro nei confronti di un’altra persona. Per questo agire sulle nuove generazioni è fondamentale».

La mattinata si era aperta alle 8.30, come ormai consuetudine, da Civitanova Alta, in vicolo della Luna, dove un tempo sorgeva il ghetto ebraico. Qui lo scorso anno era stata installata una pietra d’inciampo e qui Ciarapica, affiancato dal presidente del consiglio Claudio Morresi e dall’assessore Barbara Capponi, ha deposto una corona di alloro su quello che era l’ingresso del ghetto. «Oggi sono in difficoltà perché si sente forte la mancanza di Annita Pantanetti – ha ricordato il presidente del consiglio – lei teneva tantissimo a questo luogo e a questa giornata e mi piace ricordarla con un aneddoto relativo all’ultima volta che ci siamo visti: mi scrisse su un foglietto il titolo di un libro che mi aveva regalato e che avrei dovuto ritirare in libreria. Lo feci e l’ho anche letto: si trattava di un volume che racconta del ghetto ebraico di Roma. È bello che suo figlio Claudio prosegua la sua opera alla guida dell’Anpi».

Alla cerimonia hanno infatti partecipato i rappresentanti dell’associazione dei partigiani civitanovese e delle forze dell’ordine, ma purtroppo, a causa del covid-19, non le scolaresche come negli anni passati. «Troppo spesso si parla di questa giornata come qualcosa di retorico – ha rimarcato il presidente dell’Anpi Claudio Gaetani – troppo spesso si parla di memoria, ma senza agire sulla coscienza la memoria diventa solo nozione da Bignami. Con questa amministrazione vorrei portare avanti proprio questo discorso, portando avanti attività che riescano a far capire che la Shoah non è semplicemente il genocidio di sei milioni di persone, ma un annichilimento della coscienza che purtroppo si ripete giorno dopo giorno».

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Questo è un articolo pubblicato il 27-01-2021 alle 14:08 sul giornale del 28 gennaio 2021 - 300 letture

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