Fermo: Monte Urano: avviato dal Comune l’iter per il riconoscimento dell’IGP al distretto calzaturiero

3' di lettura 19/01/2021 - Il Comune di Monte Urano ha avviato a fine dicembre l’iter che potrebbe portare, entro fine 2021, all’ottenimento del marchio IGP per il distretto calzaturiero fermano-maceratese e, di conseguenza, per i suoi prodotti.

La crisi che da anni logora il distretto calzaturiero del fermano-maceratese è ormai un dato di fatto: molti i tentativi di risollevarne le sorti, pochi i risultati concreti e, più di recente, una pandemia mondiale che ne ha esasperato la drammaticità. Un nuovo tentativo di sostegno al settore arriva ora da uno dei centri al cuore del distretto, il Comune di Monte Urano. A fine dicembre, infatti, quest’ultimo ha risposto a una call della Comunità europea sulla possibilità di creare un’IGP per i prodotti non alimentari, suggerendo il riconoscimento dell’IGP per il distretto calzaturiero del fermano-maceratese e, di conseguenza, per i suoi prodotti. L’IGP (Indicazione Geografica Protetta) è un riconoscimento attribuito dall'Unione europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un'altra caratteristica dipende dall'origine geografica; ora, grazie a un’iniziativa del Parlamento europeo, potrebbe diventare concreta la possibilità di attribuire tale riconoscimento anche ai prodotti non alimentari. “L’iter è solamente a una fase molto iniziale, in un percorso rallentato ulteriormente dalla pandemia” spiega Federico Lazzari di Acuitas Communications, che da Bruxelles ha seguito il Comune nelle varie fasi della presentazione del feedback alla Commissione; “se la Commissione accoglierà la proposta, dopo la fase di consultazione pubblica che potrebbe chiudersi a maggio, si passerà a legiferare e, ottimisticamente, entro fine anno si potrebbe arrivare ad avere una legge ad hoc”. Il percorso è comunque in salita, e l’esito è incerto perché se da un lato molti enti nazionali (CNA, Confartigianato) ed europei (camere di commercio francesi, enti belgi e portoghesi) si sono espressi a favore, dall’altro l’istituzione di un’IGP per i prodotti non alimentari trova l’opposizione di alcuni gruppi industriali, di cui andrebbe a ledere gli interessi.

Massimo sostegno all’iniziativa arriva dal primo cittadino Moira Canigola, che ha accolto e scelto di portare avanti una proposta di Germano Craia, uno dei suoi sfidanti alle ultime amministrative. “Ho raccolto volentieri questa proposta perché credo che la ripresa economica del territorio debba avvenire tramite vari aspetti; molte azioni sono state intraprese e vanno portate avanti, ma solo con un’azione congiunta e con azioni mirate si può pensare di riuscire a risollevare il distretto” ha dichiarato la Canigola; “credo che l’IGP sia un ulteriore passo rispetto a quanto fatto già, che potrà rappresentare molto, oltre che per il calzaturiero, anche per il territorio, arricchendolo e rendendolo più attrattivo anche dal punto di vista turistico”.

Per Giampiero Craia, imprenditore tra i primi sostenitori della proposta, questo è uno step imprescindibile per poter pensare a un futuro del calzaturiero; “ringrazio il Sindaco per aver deciso di affiancarci in questa battaglia per il riconoscimento del marchio IGP; una battaglia che politicamente abbiamo affidato, in altre municipalità del distretto, come Montegranaro, al partito Azione” ha affermato Craia; “crediamo fermamente che l’IGP renderà il nostro prodotto e il nostro territorio più attrattivi per gli investitori internazionali, rendendo giustizia al nostro know how e, soprattutto alla nostra storia e alla nostra tradizione”. A ispirare le convinzioni di Craia, il caso del settore vitivinicolo italiano, che proprio grazie all’introduzione del marchio IGP ha ricevuto lo slancio decisivo che lo ha portato, dalla crisi degli anni ‘80, a diventare oggi uno dei settori più importanti dell’economia italiana.

“Crediamo sia importante non lasciare questa possibilità intentata” ha chiuso il Sindaco, “vanno messe in atto tutte le possibilità che abbiamo di fronte, per questo abbiamo pensato fosse giusto inviare il nostro feedback all’Unione europea”.






Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2021 alle 09:21 sul giornale del 20 gennaio 2021 - 123 letture

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