L'allarme di Noi Allergici alla Regione: "Civitanova un'eccellenza, ma serve più personale"

5' di lettura 15/01/2021 - «Questo 2020 che si è da poco chiuso ha messo in evidenza in modo definitivo la grave carenza di medici specialisti nelle Marche e, più in generale, in tutta Italia. Un problema noto a tutti da tempo, che nasce ben prima del covid-19. E che non possiamo più permetterci. Il più grande auspicio per il 2021 è che si metta mano in modo importante a questo tema».

La riflessione di inizio anno è di Stefano Torresi, presidente dell’associazione dei pazienti allergici Noi Allergici Odv, con sede in Civitanova Marche, affiliata a livello nazionale alla Federasma e Allergie Onlus e nata per rappresentare la rilevanza delle patologie allergiche ed i bisogni dei pazienti allergici, per i quali quello della carenza di medici specialisti e della continuità diagnostico-terapeutica anche in tempi di emergenza è un tema dirimente. «Le allergie costituiscono un problema sempre più rilevante per un numero crescente di persone – dice Torresi – in Italia oltre il 30% della popolazione, una persona su tre, soffre di allergie che costituiscono la quarta causa di malattia cronica, alcune molto gravi ed impattanti nella qualità della vita dei pazienti. La provincia di Macerata può contare su un importante centro di eccellenza sanitario costituito dal Reparto di Allergologia diretto dal dottor Stefano Pucci presso l’ospedale di Civitanova Marche, a cui fanno capo gli ambulatori di Loreto e Camerino. Una centro specialistico che assicura oltre 25.000 prestazioni l’anno e che interviene a supporto di un sempre maggior numero di pazienti interessati da forme molto gravi di allergie, alcune delle quali estremamente gravi che determinano shock anafilattico provocato da alimenti, punture di insetti, farmaci. Ma i pazienti allergici necessitano di poter contare su un numero crescente di centri come quello diretto dal dottor Pucci, specializzati e competenti, e che la continuità diagnostica e terapeutica venga mantenuta, nonostante il periodo di emergenza. Altrimenti andiamo a sommare emergenze su emergenze. Continuità possibile in ottica futura con l’incremento di risorse professionali e, ancora più a monte, con l’accesso alla formazione professionale».

Le allergie, sia respiratorie che alimentari, sono in aumento non solo per l’inquinamento e per lo stile di vita poco sano, ma anche per il ritardo diagnostico e per la sempre più frequente banalizzazione dei sintomi da parte dei pazienti. In tale ottica risultano essere fondamentali i test diagnostici e un’adeguata formazione per l’attuazione di programmi di prevenzione, nonché l’avvio di tempestivi piani terapeutici. «Pur comprendendo ed apprezzando, infatti, il grande lavoro che si sta facendo in questi giorni per gestire la attuale crisi sanitaria, riteniamo che occorra avviare con immediatezza un processo di liberalizzazione ed ampliamento degli accessi alla formazione universitaria di medici ed infermieri (con il conseguente sostegno finanziario alle università) al fine di garantire un percorso formativo qualitativo, selettivo e meritocratico – continua Torresi – solo in questo modo si potrà riequilibrare entro i prossimi 10 anni il numero di tali professionisti con il fabbisogno reale degli stessi che deve essere quantificato in base alle reali esigenze del servizio sanitario e non da logiche di risparmio e compressione della spesa pubblica. Ogni anno migliaia di giovani studenti tentano di accedere al percorso universitario di medicina e di infermieristica e si trovano di fronte alla barriera costituita da discutibili test di ingresso finalizzati a mantenere in vita il “numero chiuso” che, alla luce di quanto sopra, appare inopportuna e del tutto sconsiderata visto l’impatto che ha ed avrà sul sistema sanitario nazionale, sui cittadini che ne fruiscono e sul futuro professionale ed il diritto allo studio dei giovani. Non si può attendere oltre ed appare essere già tardi. Con molta probabilità, non intervenendo, non si riuscirà a dare una risposta alla domanda che gli stessi medici e le loro associazioni stanno ponendo in evidenza da molto tempo: chi ci curerà nei prossimi anni? In tale ottica invitiamo e sensibilizziamo tutti i lettori, tutti i cittadini fruitori del servizio sanitario nazionale, tutti i pazienti delle diverse patologie ad intraprendere iniziative di supporto finalizzate a far sì che chi ci governa adotti i più opportuni provvedimenti finalizzati ad assicurare il servizio sanitario nazionale».

Recentemente l’associazione Noi Allergici Odv ha formulato alla Regione Marche la richiesta di urgente adozione di provvedimenti e di modiche normative finalizzate a dare soluzione alla grave e manifestata carenza di personale medico, medico specialistico ed infermieristico che l’attuale situazione emergenziale ha reso ancora più palese. «Tutti i giorni i mass media danno evidenza di quanto sia drammaticamente importante la mancanza di personale medico specializzato per ricercare il quale sono stati attivati anche spot tv – finisce Torresi – ma il problema della carenza dei medici specialisti è noto a tutti da tempo e nasce ben prima delCovid-19 che l’ha solo conclamato e portato all’attenzione pubblica. La Conferenza delle Regioni convocata il 21 marzo 2019 aveva chiaramente posto in evidenza la significativa carenza di medici specialisti (oltre 16.700 a livello nazionale entro 4 anni e intorno al migliaio nella nostra regione). Con piacere abbiamo preso atto dell’attenzione posta alla questione dalla Regione Marche e della delibera all’unanimità assunta il 24 novembre dal Consiglio regionale. A seguire congiuntamente alla Federasma e Allergie Onlus e le associazioni federate, abbiamo anche formalizzato una richiesta indirizzandola al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Sanità, al Ministro dell’Università e della ricerca ed al Ministro per gli affari regionali e le autonomie».

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2021 alle 17:42 sul giornale del 16 gennaio 2021 - 327 letture

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