Il comitato vince la battaglia: l'antenna a Santa Maria Apparente sarà spostata di 30 metri

2' di lettura 27/11/2020 - L’antenna della Iliad a Santa Maria Apparente sarà spostata di 30 metri, all’interno della rotatoria tra via Gobetti e via Corona. Lo ha disposto la giunta comunale, dopo che la scorsa estate il comitato costituitosi per dire no al ripetitore installato nel cuore della zona industriale aveva fatto partire proteste e anche una raccolta firme.

Alla fine il Comune ha trovato la quadra, proponendo all’azienda francese di spostare l’impianto all’interno della rotonda di proprietà comunale poco distante dalla location dove era stata montata.

L’ente, in realtà, aveva dato il suo assenso alla realizzazione della mega antenna dopo che Iliad nell’estate 2019 aveva avanzato richiesta di poter utilizzare quattro siti all’interno della città per realizzare degli impianti di trasmissione. Il Comune aveva detto no alle location di fronte al Cuore Adriatico e a quella di via Verga (gli impianti avrebbero interferito con la rete di gestione delle acque piovane), dando invece il proprio assenso a installazioni sia in via Gobetti che in via Aldo Moro. Quando, però, in pieno lockdown, sono partiti i lavori in via Corona molti cittadini e imprenditori si sono mobilitati costituendo il comitato “No antenna quartiere Santa Maria Apparente”, che il 10 giugno ha protocollato una richiesta di rimozione dell’impianto (che, assicura Iliad, non è sarà per trasmissioni in 5G) motivata da possibili conseguenze ambientali e di salute pubblica. Il Comune ha sposato la linea del comitato e ha avanzato a Iliad la proposta di traslare l’antenna all’interno della rotatoria all’incrocio tra via Gobetti e via Corona, che essendo più distante da abitazioni e capannoni potrebbe quindi rappresentare un buon compromesso.

Il problema stava però nel fatto che la compagnia telefonica aveva già sostenuto lavori per oltre 53 mila euro. Dopo mesi di trattative, alla fine le parti hanno trovato l’intesa: Iliad si accollerà la parte di spesa relativa alla struttura (23.197,15 euro), mentre i restanti 30 mila euro sono a carico del Comune, che li girerà all’azienda sotto forma di uno sconto di un terzo sul canone annuale di 10 mila euro (3.333,34 euro all’anno) per nove anni.

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Questo è un articolo pubblicato il 27-11-2020 alle 19:43 sul giornale del 28 novembre 2020 - 861 letture

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