Montelupone: positivi al covid-19 a quota 37, ma Pecora attacca, "l'Asur non controlla, avrebbe fatto rientrare due positivi"

4' di lettura 24/11/2020 - Calano i numeri del covid-19 a Montelupone. In base ai dati comunicati dal sindaco Rolando Pecora, i positivi in città sono 37, 8 in meno dei 45 che si registravano il 16 novembre scorso (data dall’ultimo aggiornamento fornito dal primo cittadino). Di questi 37, sette sono ricoverati in ospedale, gli altri in isolamento domiciliare.

Scendono anche le persone in quarantena fiduciaria, che passano da 27 a 18. «Rimangono alcuni problemi – sottolinea Pecora – la recettività delle strutture ospedaliere, soprattutto per la carenza di personale, la gestione del tracciamento e quindi del contenimento del contagio, la disponibilità e la tempestività degli accertamenti diagnostici, ovvero quali esami, quanti, dove e in quali tempi. Sugli ospedali possiamo poco. Sul resto qualcosa di più».

Pecora racconta una esperienza legata al covid-19 vissuta in prima persona. «Alcune settimane orsono un mio congiunto, che chiamerò Mario, esegue un tampone molecolare presso un laboratorio privato accreditato con esito positivo comunicato dopo 48 ore – spiega il sindaco – l'esito viene comunicato al medico curante. Sia questi che il laboratorio hanno l'obbligo di comunicarlo all'Asur, e lo fanno. Mario vive con moglie e figli che frequentano le nostre scuole. Io dico loro, che non vengono contattati dall'Asur, di rimanere da subito a casa. Alcuni giorni dopo l'esito del tampone, non risultando ufficialmente la loro situazione, come sindaco scrivo richiedendo il rispetto e l'adozione della procedura necessaria, con isolamento e quarantena. È necessaria la comunicazione rapida tra enti interessati. Solo con questa si può effettuare il tempestivo isolamento e la tempestiva ricerca dei contatti stretti. Se la quarantena non l'avessi prescritta io, gli altri familiari di Mario sarebbero andati a lavoro o a scuola perché asintomatici. E tralascio il racconto dei passaggi in ospedale di Mario che nel frattempo aveva bisogno di ossigeno. I familiari continuano ad essere asintomatici e, dopo 14 giorni, potrebbero tornare a scuola. Attendono che l'Asur comunichi il da farsi. In assenza di comunicazione, sottopongo, a spese del Comune, i due minori, insieme ad altri alunni delle nostre scuole in analoga situazione, a tampone molecolare. In questa circostanza anche la moglie di Mario si paga il tampone. Risultato: la moglie di Mario e uno dei figli risultano positivi. Se non avessimo effettuato a nostre spese il controllo, un bambino positivo sarebbe rientrato a scuola e senza mascherina e una madre positiva sarebbe tornata a lavoro. Continueremo ad intervenire per casi analoghi».

Ma oltre al caso personale, Pecora denuncia situazioni da limare anche in altro senso. «Potrei raccontarvi di laboratori o medici che non comunicano all'Asur l'esito di tamponi positivi segnalati – aggiunge il sindaco – o di concittadini che non riescono a contattare gli uffici competenti e altro. Un ruolo fondamentale lo stanno svolgendo i medici di base, come sempre, che con la loro buona volontà cercano di mettere "pezze" alle falle del sistema. A questo proposito, parlando con dei medici di base dell'Asur Ancona, mi riferivano che da alcune settimane stanno facendo tamponi rapidi. Penso che queste iniziative dovrebbero essere svolte uniformemente nella Regione, anche perché la nostra Provincia è tra le maggiormente interessate. E da noi la tenda è pronta da un bel po'. Nonostante tutto, stiamo andando meglio: a Montelupone abbiamo "anticipato" il trend nazionale in miglioramento. Evidentemente la nostra comunità ha affrontato responsabilmente il problema facendosene carico con appropriatezza: vi ringrazio per il vostro impegno e la vostra collaborazione».

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Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2020 alle 16:44 sul giornale del 25 novembre 2020 - 217 letture

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