"Bonus Ristorazione: troppa burocrazia blocca i contributi al settore", l'appello di Confartigianato

3' di lettura 23/11/2020 - Il prossimo 28 novembre scade il termine per la presentazione della domanda per ottenere il bonus ristorazione, previsto dal Decreto del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali del 27 ottobre 2020.

La misura rimborsa l’acquisto effettuato dopo il 14 agosto scorso di almeno tre prodotti appartenenti a categorie merceologiche diverse: nello specifico, saranno ammessi al rimborso prodotti provenienti da vendita diretta e quelli da filiera integralmente italiana (dalla materia prima al prodotto finito). È su tale ultima previsione che si registrano le maggiori criticità e dubbi delle categorie, stante la difficoltà ad ottenere una certificazione della tracciabilità “Made in Italy” dell’intero prodotto. L’esempio più lampante è quello di un prodotto dolciario locale, realizzato con una combinazione di materie prime tipicamente territoriali con altre di non nota provenienza (vedi il cacao). In tal caso, risulta difficile per l’impresa che vuole richiedere il bonus e che ha acquistato tale prodotto locale avere la certezza della derivazione italiana di tutte le sue componenti e di ottenere una certificazione in tal senso, risultando dunque dubbia la possibilità di chiedere il bonus.

«Se la misura vuole essere un aiuto concreto offerto alle imprese che operano nell’abito della ristorazione, questo bonus risulta inadeguato – il commendo del presidente Renzo Leonori – gli imprenditori hanno immagazzinato per mesi materie prime e prodotti, spesso di notevole entità economica, rimasti inutilizzati anche in grandi quantità. Ora si richiedono passaggi a ritroso complicati da realizzare in tempi rapidi e che non garantiranno in automatico quella tracciabilità richiesta dal decreto stesso. La procedura risulta, infatti, inutilmente laboriosa e poco efficace in questo periodo di semi-lockdown, e rischia di aggravare le imprese di passaggi burocratici eccessivi. Passaggi che, ribadiamo, non per forza porteranno al raggiungimento della certificazione e, quindi, al tanto atteso ristoro ultimo».

Prevedendo un’ampia affluenza di richieste e considerati i tempi necessari per la preparazione delle domande per le questioni predette, Confartigianto Imprese Macerata, Ascoli Piceno e Fermo ritiene fondamentale che venga disposta una proroga della misura in questione. La scadenza deve essere posticipata almeno al 14 gennaio, in conformità con l’altra misura alternativa al bonus ristorazione: cioè, il contributo a fondo perduro per le attività economiche e commerciali nei centri storici (Art. 59 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104). Inoltre, è fondamentale prevedere uno snellimento dell’iter della certificazione. Sarebbe più appropriata, infatti, soltanto una tracciabilità legata all’immediato acquisto effettuato dall’impresa, senza dover ripercorrere a ritroso ogni singolo passaggio che ha portato poi al prodotto finito. «In un momento di grande difficoltà come questo è necessario mettere in campo azioni che risultino realmente efficaci ed efficienti. Che aiutino concretamente le imprese a riprendere con fiducia le loro attività», conclude Leonori.

Anche di questo si parlerà mercoledì 25 novembre, alle ore 15, all’incontro online gratuito organizzato da Confartigianato con la Regione Marche, dedicato al settore della ristorazione e del pubblico esercizio. All’incontro parteciperà l’assessore regionale alle attività produttive Mirco Carloni, insieme al consigliere regionale presidente della commissione Sviluppo economico Andrea Putzu, il presidente territoriale e il segretario generale Renzo Leonori e Giorgio Menichelli. Le iscrizioni all’incontro online sono aperte su www.confartiginatoimprese.org.

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da Confartigianato Imprese
Macerata - Ascoli Piceno - Fermo





Questo è un articolo pubblicato il 23-11-2020 alle 13:44 sul giornale del 24 novembre 2020 - 230 letture

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