Lavatrici, bici, addirittura un balcone: il problema rifiuti in mare nel progetto "AdriCleanFish"

3' di lettura 31/10/2020 - Non solo plastica, ma anche lavatrici, frigoriferi, biciclette, carcasse di animali morti, persino un balcone. I rifiuti in mare stanno diventando un problema anche nell’Adriatico, per questo i pescatori di Civitanova e Chioggia sono diventati protagonisti di un progetto delle università di Siena e Ca’ Foscari di Venezia volto a capire quali siano gli effetti prodotti da tali rifiuti dal titolo “AdriCleanFish”, presentato in mattinata con un evento digitale organizzato al Mercato ittico da Flag Marche Centro.

Il progetto, sviluppatosi nell’ultimo anno, si è tradotto in un documentario, proiettato in diretta Facebook, che ha mostrato le immagini dei pescatori in azione e di tutto il materiale che gli stessi, tra una triglia e uno scampo, fanno emergere dai fondali marini. E, come anticipato, c’è veramente di tutto. «Chi porti una lavatrice in mezzo al mare nemmeno noi ce lo sappiamo spiegare», racconta Maurizio Malaccari, pescatore civitanovese. «Una volta ho preso un balcone – ricorda il collega Angelo Gaetani – sicuramente lo avrà lasciato giù una nave passeggera. L’ho tirato su con la rete e ho dovuto perdere una giornata di pesca per liberarlo, non sapevo dove mettere le mani».

Per non parlare di come l’ingerimento di materiali plastici inquinanti interferisce con la qualità del pescato, il versante davvero preoccupante della questione e che ancora non ha una risposta univoca. Perché una singola imbarcazione può pescare qualcosa come 120 kg di rifiuti al mese, 70 kg di sola plastica, come evidenziato dai dati esposti nel documentario. E nell’Adriatico ci sono circa 1.100 imbarcazioni. Ma solo un centinaio sono coinvolte in attività legate alla raccolta dei rifiuti. Farlo costa tempo e risorse, ma è necessario diventi una regola.

«I pescatori civitanovesi sono in prima fila su questo fronte – assicura Giuseppe Micucci, vicepresidente di Fedagripesca Marche – oltre a partecipare ad AdriCleanFish, siamo pronti a partire con un’altra idea di Lebambiente e con chiunque voglia tenere il mare Adriatico pulito. Nessuno vuole lavorare in un ambiente sporco e questo porterà un innalzamento ulteriore del livello del pescato. Lavoriamo su freschezza, pulizia e un marchio di qualità che certifichi tutto questo».

Alla giornata hanno partecipato, collegati in videoconferenza, anche il vicepresidente della Regione Mirco Carloni, il contrammiraglio della Capitaneria di Porto di Ancona Enrico Moretti e il sindaco Fabrizio Ciarapica. E’ possibile rivedere il convegno sulla pagina Facebook di Flag Centro Marche.

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Questo è un articolo pubblicato il 31-10-2020 alle 12:01 sul giornale del 02 novembre 2020 - 268 letture

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