Civitanova: La protesta stavolta non scalda la piazza, Ciarapica: "Rispettare la legge, stanzieremo fondi a sostegno di chi è in difficoltà"

5' di lettura 30/10/2020 - «Ma quali applausi che siamo quattro gatti, un popolo di pecore!». C’è tutta la rabbia della difficoltà del momento e l’amarezza per una protesta che non sembra attecchire nelle parole di una delle poche centinaia di persone scese in piazza XX settembre nella serata di venerdì per la seconda manifestazione civitanovese contro il dpcm di domenica scorsa.

Sarà che il passare dei giorni fa sbollire gli ardori, sarà che il contagio cresce, sarà che dal primo evento in piazza sono passati solo tre giorni, ma stavolta di gente non se n’è vista più di tanta. Nonostante le forze dell’ordine a questo giro abbiano imposto il divieto di sosta in tutta la piazza e nei due vialetti, rispettare il distanziamento stavolta non è stato un problema.

I manifestanti sono stati ancora una volta rappresentanti di vari settori colpiti dal decreto del presidente Conte: palestre, associazioni sportive, lavoratori dello spettacolo, partite Iva, qualche commerciante, tutti riuniti sotto la sigla #NonCiStoPiù. «Reclamiamo con forza il diritto al lavoro che ci è stato tolto in maniera illegittima», ha sottolineato Alessio Storani, uno dei organizzatori della manifestazione, introducendo la serata e lasciando spazio ai vari oratori che hanno voluto lasciare la loro testimonianza. «Ho un’agenzia di spettacolo che è ferma da mesi e la ditta di mio marito allo stesso modo – ha tuonato Sonia Iacchelli, speaker radiofonica di Radio Studio 7 e rappresentante dei gruppi Spettacolo Viaggiante e Popolo della Lira – ho sei figli e tre nipoti, come facciamo ad andare avanti? Non vogliamo sussidi, vogliamo la dignità di poter lavorare, come stabilito dalla Costituzione. Non abbiamo più voce per cantare alla finestra».

Soffre duramente anche lo sport di base e tra le realtà che ha voluto far sentire la sua voce c’è il mondo del calcio amatoriale guidato da Emanuele Trementozzi. «Facciamo fatica con utenze, affitti, forniture e tutto il resto – ha evidenziato Trementozzi – ma soprattutto non riesco a dire ai miei ragazzini che lo sport è una attività non essenziale. Non mi rassegno a essere considerati non essenziali». Anche le palestre sono in ginocchio, come ha ribadito Simone Colombo di Metropolis. «Venerdì scorso ci sono arrivate le nuove direttive per dare ancora maggior sicurezza alle nostre palestre e domenica ci hanno imposto la chiusura – ha urlato Colombo – non abbiamo un contagio e eppure ci hanno etichettato come untori. Il nostro settore è andato in crisi già dopo il lockdown, ma in estate le iscrizioni scendono normalmente. Abbiamo investito comunque pur di poter lavorare, ma ora ci fanno chiudere lo stesso. E ci riconoscono solo il 20% di mancati incassi benché paghiamo un 60% di tasse. Noi abbiamo perso 100 mila euro col lockdown, più i mancati incassi. Non ci rialziamo più così».

Niente politica al microfono, ma in prima linea c’era Fratelli d’Italia, presente col coordinatore provinciale Massimo Belvederesi e il consigliere regionale Pierpaolo Borroni a sostenere l’intervento di Francesco Calderoni, intervenuto in rappresentanza dei pescatori. «La situazione è gravissima e già è tanto che ci sia gente che ha la forza di organizzare eventi del genere – ha sottolineato il consigliere comunale di maggioranza – la pesca fa parte dell’alimentare, per cui sarebbe un settore indispensabile. Ma se non lavorano i commercianti, non lavorano i grossisti e la gente non ha soldi per fare acquisti noi per chi andiamo in mare? Hanno vietato i licenziamenti ma è ovvio che sia un modo per far sì che le aziende debbano pagare i contributi dei dipendenti, diversamente sarebbe stato un problema per lo stato andare avanti. Ma così facendo mandano in difficoltà le aziende».

Il gruppo dei rivoltosi sta portando avanti la raccolta firme per chiedere agli enti pubblici di disapplicare il dpcm, ma il sindaco Fabrizio Ciarapica, presente in piazza insieme a buona parte della giunta, sembra prediligere altre strade. «Il Comune ha il dovere di sostenere le attività del territorio, ma deve farlo con atti concreti – ha evidenziato il sindaco a margine della manifestazione – nei prossimi giorni cercheremo di stanziare risorse nostre per finanziare degli interventi di sostegno, abbiamo iniziato con i voucher family e proseguiremo presto con altre iniziative. Disapplicare una legge non è possibile, non avrebbe alcun effetto farlo. La concretezza è questo: portare sui tavoli giusti le problematiche, come abbiamo fatto oggi in Prefettura, e proporre soluzioni».

Nei giorni scorsi alcuni commercianti avevano annunciato che nella giornata di sabato non avrebbero abbassato le saracinesche alle 18, ma Ciarapica crede nella responsabilità di tutti. «Il mio invito a tutti è a non farlo – ha chiuso perentoriamente il primo cittadino – lo hanno chiesto a gran voce anche prefetto e questore perché non vogliono essere costretti a far entrare in azione le forze dell’ordine. Non vogliamo intervenire in alcun modo, confidiamo nel buon senso di tutti».

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Questo è un articolo pubblicato il 30-10-2020 alle 21:09 sul giornale del 31 ottobre 2020 - 357 letture

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