Abusivi di nuovo nella villetta di viale Veneto, lo sfogo di Cognigni: "Senza il decreto Sicurezza siamo impotenti"

4' di lettura 07/10/2020 - Chi mi conosce, personalmente o indirettamente tramite il mio ruolo di assessore, sa che non amo la polemica, i fiumi di parole, i discorsi filosofeggianti che spesso si ancorano poco e male nel mondo reale. Tuttavia l'amarezza per quanto deciso dal governo centrale mi impone di fare alcune precisazioni.

A luglio, su segnalazioni di cittadini allarmati, avevo provveduto a far sgomberare una villetta ubicata in viale Vittorio Veneto. Proprio questa mattina sono stato nuovamente contattato per essere informato che alcuni dubbi personaggi si sono introdotti nella stessa proprietà, occupando questa volta un vecchio garage pericolante. Hanno rimosso i sigilli apposti per utilizzare illegalmente le forniture idrica ed elettrica, tenendo un comportamento di grande degrado facilmente immaginabile. La villetta si trova vicino ad un parco pubblico, frequentato da famiglie e bambini, ed a un nuovo hotel molto curato.

Comprendo perfettamente come la percezione del pericolo che tali individui suscitano risulti essere piuttosto alta. Purtroppo da questa notte siamo stati resi impotenti. Individui che arrivano senza documenti, che non hanno un regolare permesso di soggiorno, vivono in condizioni misere in cui in ogni caso nessun essere umano dovrebbe trovarsi, al margine della società, spesso al limite della legalità per poi fare il salto nelle braccia della malavita organizzata. Non è possibile conoscere il paese di origine, la fedina penale, eventuali pene pendenti. Non abbiamo modo di verificare se ci troviamo di fronte ad individui innocui oppure a persone pericolose, già macchiatesi di crimini minori o orrendi.

È passato questa notte, dai palazzi del potere a Roma, un messaggio molto rischioso. Il decreto Sicurezza che era stato approvato non senza resistenze e difficoltà è stato in pratica quasi totalmente abolito. Dalle loro comode poltrone, beati con i loro faraonici stipendi, e totalmente incuranti dei territori, i nostri politici al governo nazionale hanno voluto ribadire un principio pericolosissimo: in Italia si può fare ciò che si vuole, si possono infrangere leggi, ci si può far beffe di chi è preposto a farle rispettare, perché tanto non ci saranno conseguenze a tali comportamenti. Individui fermati anche 20 volte che i tutori della legge loro malgrado sono costretti a rilasciare, senza poter procedere oltre. E la sicurezza della gente comune, la loro incolumità e tranquillità, subisce una battura d' arresto vergognosa per fare un ignobile, importante passo indietro. Ci troviamo così con cittadini di serie A che possono beffarsi della legge a loro piacimento, e con cittadini di serie B che quelle leggi le rispettano senza venir tutelati.

Mi scuso, non con cittadini di serie A, perché in effetti questi individui non arrivano regolarmente, spostandosi e seguendo le regole, come chiunque di noi fa recandosi in un altro stato. Al contrario sono sconosciuti senza passato che raccontano ben indottrinati una favola strappalacrime, credendo di poter fare il loro comodo in casa nostra senza averne la minima conseguenza. Quando poi tentano di accedere regolarmente alla vita della comunità ed esibiscono documenti comprovanti la realtà emerge che quelle condizioni così strazianti erano menzogne. È giusto che una società dimostri compassione e generosità per chi lo merita. Non c' è giustizia nel penalizzare costantemente chi si comporta da buon cittadino a favore di qualcuno che ha solo in animo di depredare quella società che con benevolenza lo accoglie.

Giuseppe Cognigni

Assessore alla sicurezza

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-10-2020 alle 09:32 sul giornale del 08 ottobre 2020 - 722 letture

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