La lotta quotidiana dell'Anpi contro l'oblio: il ricordo di Attilio Lelli e Roberto Paci a 77 anni dall'eccidio di Colle San Marco

3' di lettura 05/10/2020 - Sono passati 77 anni dall’eccidio di Colle San Marco, sui monti che dominano Ascoli. Il 5 ottobre 1943 uno scontro tra partigiani e truppe nazifasciste finì con la cattura e l’uccisione da parte dei secondi di 26 persone. Tra questi c’erano anche due giovani civitanovesi, Attilio Lelli e Roberto Paci.

Il loro sacrificio per la libertà di una nazione intera è stato ricordato nel pomeriggio di lunedì dall’Anpi di Civitanova, che ha radunato le famiglie dei due partigiani (che poi, il caso ha voluto, si sono anche imparentate nel corso degli anni) per una piccola cerimonia in loro memoria al cimitero cittadino, davanti al memoriale che ricorda i partigiani civitanovesi. Una corona di cartapesta fatta a mano e un mazzo di fiori sono stati apposti al monumento a testimonianza di un ricordo che è costretto a combattere ogni giorno contro l’oblio del tempo che passa.

«Come Anpi cerchiamo ogni tanto di ricordare la memoria di questi eroi, altrimenti rischiamo di vederla morire – ha evidenziato Amedeo Regini a nome del coordinamento cittadino, che nelle prossime settimane sarà chiamato ad eleggere il nuovo presidente dopo la morte di Annita Pantanetti – morire in quell’epoca storica non era una casualità, ma una scelta precisa. E non possiamo permettere che venga cancellato quell’atto eroico. Attualmente ci stiamo dedicando alla scrittura delle memorie di un combattente civitanovese, ma più passa il tempo più è difficile reperire i materiali. Nei decenni passati era diverso, perché i reduci raccoglievano il materiale e lo presentavano per ricevere la pensione da combattente e l’Anpi svolgeva una funzione di patronato. Ora non è più così, per cui si fa sempre più dura, ma noi teniamo duro. Prossimamente vorremmo anche dare tessere dell’Anpi ad honorem ai familiari di ex partigiani, un altro modo per provare a tenere viva la memoria».

Anche nei familiari le testimonianze sbiadiscono col tempo. Attilio Lelli e Roberto Paci erano poco più che adolescenti quando, nei giorni successivi all’armistizio dell’8 settembre 1983, lasciarono Civitanova e, passando attraverso i colli del nostro entroterra, arrivarono fino a Colle San Marco per unirsi alla Resistenza ascolana. Il pianoro che domina la valle del Tronto divenne in quei mesi terribili un luogo di rifugio per numerosi volontari (militari e civili) che volevano organizzare la resistenza contro i nazisti. Questo primo tentativo si infranse, il 3 ottobre 1943, quando i militari tedeschi del III Battaglione, VI Reggimento della II Divisione paracadutisti accerchiarono il colle e attaccarono i partigiani. Ai caduti in combattimento, seguirono le esecuzioni dei prigionieri o la loro deportazione. Due giorni dopo, il 5 ottobre, era già tutto era finito. I caduti identificati furono 26, ma vi furono alcuni che rimasero ignoti, probabilmente ex prigionieri di guerra fuggiti dai campi di concentramento. Un cippo ricorda oggi sette partigiani caduti in vari luoghi del Colle San Marco, eccezion fatta per Emidio Rozzi, fucilato con altri sei compagni a Pagliericcio di Civitella del Tronto e altri due partigiani teramani. Assieme a Rozzi, in quel giorno funesto, furono uccisi anche i due giovani partigiani civitanovese, che feriti nel combattimento furono anch’essi fucilati.

È attivo il servizio di notizie in tempo reale tramite Whatsapp e Telegram di Vivere Civitanova.
Per Whatsapp aggiungere il numero 348.7699158 alla propria rubrica ed inviare allo stesso numero un messaggio.

Per Telegram cercare il canale @viverecivitanova o cliccare su t.me/viverecivitanova.

Sono attivi anche i nostri canali social: Facebook: facebook.com/viverecivitanova/ e Twitter: twitter.com/viv_civitanova.








Questo è un articolo pubblicato il 05-10-2020 alle 18:12 sul giornale del 06 ottobre 2020 - 270 letture

In questo articolo si parla di attualità, vivere civitanova, articolo, marco pagliariccio

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bxNH





logoEV