Recanati: al Persiani la storia di Sacco e Vanzetti interpretata dai migranti

3' di lettura 24/09/2020 - Domenica 27 settembre il Teatro Persiani ospita l’esito del laboratorio condotto da Sonia Antinori “La felicità dei giochi”, realizzato nell’ambito dell’officina di formazione teatrale “Xsianixnoi”, un prezioso insieme di progetti di formazione del pubblico dedicato ai recanatesi che da 11 anni affianca la stagione del Persiani su iniziativa del Comune e dell’Amat offrendo ai curiosi di tutte le età, dai bambini della scuola dell’infanzia agli over 60, occasioni per mettersi in gioco sperimentando alcune tecniche proprie dello spettacolo dal vivo con l’obiettivo di aprire il teatro a tutti.

Nonostante l’interruzione dovuta all’emergenza sanitaria, anche quest’anno l’officina di formazione teatrale per adulti torna a sperimentare linguaggi artistici innovativi. Su espressa richiesta del gruppo dei partecipanti la compagnia si è aperta ad alcuni giovani migranti con la costituzione di un nucleo proveniente dall’Italia, ma anche da Mali, Costa d’Avorio, Nigeria e con età dai 20 agli 80 anni.

Punto di partenza del lavoro: la storia di Sacco e Vanzetti. Il film del 1971 e i materiali testimoniali sul noto caso giudiziario degli anni Venti, hanno costituito la base dialettica tra una generazione cresciuta su valori di uguaglianza oggi troppo spesso contraddetti e giovani richiedenti asilo. Con un paradossale rovesciamento di prospettive, i protagonisti Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, vengono qui interpretati da Abdoulaye Moussa Traore e Moussa Cissoko, che per età e vissuto informano le loro figure di nuova intensità. Tutt’attorno il coro dei testimoni e il teatrino della giustizia, dipinto nella sua grottesca configurazione. Lo spettacolo, gettando una luce sulle lotte per la libertà e la difesa dei diritti del lavoro nel primo ventennio del secolo scorso, diviene dispositivo di denuncia di una realtà in cui sfruttamento e disuguaglianza ancora oggi sono sotto gli occhi di tutti. Nell’appassionata autodifesa di Vanzetti, nella straziante lettera di Sacco al figlio risuonano parole di bellezza cristallina, che alludono alla fragilità della condizione umana. E il gioco scenico di questi attori non attori così diversi e tuttavia accomunati dallo stesso desiderio di felicità, trasfigura la caducità in gesto di forza.

Date le straordinarie contingenze, il percorso è stato interrotto a marzo ed è proseguito in estate in forma mista, dal vivo e in remoto, segnando l’estetica stessa dello spettacolo. In questa tessitura di presenza e apparizione affiorano le grandi contraddizioni delle nostre democrazie, l’ossessiva persistenza del soffocante apparato politico e burocratico a cui la vita non può e non vuole arrendersi.

La felicità dei giochi, testo e regia di Sonia Antinori, con Rossella Accattoli, Elisabetta Bernacchini, Simonetta Boriani, Moussa Cissoko, Yoro Coulibaly, Patrizia Dobrilla, Paolo Ferrara, Antonella Luminati, Marisa Maccarone, Paolo Magagnini, Mauro Maggini, Ernest Ojo, Paola Panzini, Emilio Romoli, Mariella Rossini, Abdoulaye Moussa Traore, Luana Trubbiani, Ivana Zannotti, Stefania Zepponi, movimenti scenici di Stefania Zepponi, video di Slate, in collaborazione con Malte, si ringrazia la Croce Gialla. Inizio ore 18. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria al numero 349 5549502.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-09-2020 alle 11:01 sul giornale del 25 settembre 2020 - 283 letture

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