Crisi della calzatura, Morani dal Micam chiama Acquaroli: "Insieme per un progetto moda Marche"

3' di lettura 22/09/2020 - “Il cambiamento per ripartire”. Mai titolo fu più rispondente al momento attuale della politica regionale per il forum andato in scena al Micam e che ha visto come protagonista Alessia Morani. Il sottosegretario allo sviluppo economico ha subito teso la mano al nuovo governatore Francesco Acquaroli.

«Ci accingiamo a scrivere un progetto moda Marche, Regione che si candidi ad essere una smart green country: stiamo avviando una serie di incontri per focalizzare aspetti progettuali e tipo di risorse da intercettare – precisa Morani – per questo avremo bisogno del nuovo governatore Acquaroli, che invito fin d’ora ad essere con noi in questo progetto cruciale. Il nodo è la fiscalità, ribadiamo il nostro impegno per la decontribuzione a sostegno della competitività delle nostre imprese. Fondamentale anche la recezione dell’emendamento al decreto agosto nel senso dell’estensione delle misure previste per il Sud, anche alle imprese dell’area di crisi complessa e che rientrano nella zona colpita dal sisma. Centrale la questione della capitalizzazione per la quale, con i ministri Gualtieri e Patuanelli, abbiamo appena messo a punto una misura ad hoc. Con Camera Marche ragioneremo su come utilizzarla al meglio. E ancora il nostro impegno sarà nell’affrontare gli aspetti di burocrazia e giustizia, come pure quello delle infrastrutture, materiali e immateriali. E soprattutto: la formazione. Bisogna entrare con le scuole dentro le imprese».

Durante l’incontro, cui hanno partecipato anche il presidente del settore moda di Confindustria Macerata Matteo Pierfederici, il presidente della Camera di Commercio Marche Gino Sabatini e i rappresentanti delle altre associazioni di categoria del settore moda, sono stati presentati alcuni dati sul distretto fermano-maceratese.

Sono 4.112 le imprese marchigiane della fabbricazione di articoli in pelle e simili: 3.666 di esse rientrano nella classe di attività economica 15.2, vale a dire la fabbricazione di calzature. Nelle Marche si trovano 3 imprese su 10 di quelle italiane del comparto della fabbricazione di calzature (29,8% per l’esattezza). La provincia di Fermo conta infatti al termine del primo semestre dell’anno in corso 2.403 imprese calzaturiere, che rappresentano una quota di assoluto rilevo sul totale delle imprese provinciali, pari a ben l’11,7%. La fabbricazione di calzature è di notevole rilievo anche nella provincia di Macerata, in cui in cui tali imprese sono 1.013, vale a dire il 2,7% del totale provinciale. Va menzionata anche la provincia di Ascoli Piceno con 144 imprese e una quota dello 0,6%.

Quello calzaturiero rappresenta per le Marche un settore di punta delle esportazioni regionali, sebbene abbia subito un ridimensionamento. Nel 2019 esso ha ancora un’incidenza a doppia cifra, pari tuttavia al 10,6% del totale regionale, dato questo che rappresenta un unicum nel panorama nazionale. I primi sei mesi di quest’anno sono segnati da una forte contrazione delle vendite all’estero, in seguito al ridimensionamento del commercio mondiale per gli effetti economici dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da covid-19. I dati provvisori indicano una contrazione complessiva delle esportazioni italiane del -15,3%, la tendenza negativa accomuna quasi tutte le regioni italiane, comprese le Marche, la cui variazione risulta pari a -17,8%.

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Questo è un articolo pubblicato il 22-09-2020 alle 14:57 sul giornale del 23 settembre 2020 - 316 letture

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