Scontro Centioni-Ciarapica, insorgono Anpi e Corvatta: "orrenda ostentazione del fascismo"

4' di lettura 05/08/2020 - Ha scatenato una bufera il commento su Facebook firmato da Francesco Centioni, uno dei fondatori di Vince Civitanova, all’indirizzo del sindaco Fabrizio Ciarapica. Centioni ha commentato al vetriolo la scelta di Ciarapica di entrare in Forza Italia, evocando le origini della nascita della lista civica cittadina tra nostalgie fasciste e saluti romani.

«Vederlo in Forza Italia ha sorpreso noi e tanti dei suoi camerati che oggi lui magari chiamerà compagni – ha ironizzato Centioni – vennero a cercarsi quando erano rimasti senza amici e finanziatori, prendemmo una sede nella quale il saluto romano era un obbligo piacevole per chi vi entrava, compreso il trasformista». Il post è ben più lungo e punta il dito sulle politiche e il cambio di casacca del candidato forzista alle regionali, ma è il retroscena dal gusto estremista ad accendere la polemica, cui si iscrive per prima il comitato provinciale Anpi di Macerata.

«Uno scambio di accuse che non ci sorprende per i toni ma che vogliamo denunciare per il linguaggio e per la rivendicazione di comportamenti che si richiamano in modo inoppugnabile al fascismo e che vengono evidentemente usati quale elemento identitario e caratterizzante l’amministrazione civitanovese – sottolinea l’associazione dei partigiani – l’Anpi ribadisce che certi soggetti politici dovrebbero essere tenuti lontani dalle istituzioni democratiche, che sono antifasciste, e sottolinea le responsabilità di quanti aprono ai neofascisti spazi di agibilità politica ed amministrativa. Come sempre auspichiamo che la campagna elettorale sia vissuta come un’occasione per praticare scelte capaci di promuovere a responsabilità istituzionali persone che garantiscano il funzionamento delle Istituzioni coerentemente con i valori costituzionali».

A rincarare la dose sono Tomasso Corvatta e Marsilio Marsili per conto del gruppo Articolo 1-Marche coraggiose (che l’ex sindaco miri ad un posto nelle liste per le regionali?). «Le affermazioni di Centioni sono inaccettabili per la maggior parte dei cittadini marchigiani e gettano luce su quello che una presunta coalizione di destra possa fare alla guida delle Marche – sottolineano i due – fa orrore assistere alla palese esaltazione dei simboli come il saluto romano appartenenti della dittatura fascista, regime che ha causato milioni di morti, promosso la discriminazione razziale ed ammazzato la democrazia ed i suoi sostenitori. Non a caso le nostre leggi vietano la ricostituzione del regime di Mussolini. Ora questi signori che sono parte integrante della destra che sostiene il candidato Acquaroli che ha avuto modo a sua volta di dimostrare le stesse simpatie fasciste, di fatto riconoscono il loro fallimento nell’aver affidato le loro intenzioni a Ciarapica, disastroso sindaco ma abile nel voltafaccia per assicurarsi di una comoda poltrona regionale. Eppure appena 4 anni fa Ciarapica sottoscriveva le parole di fuoco di Vince Civitanova che definivano la sua attuale casacca “vecchia politica… vecchio entourage un po’ spocchioso... mentre saltimbanchi e marionette giravano da un tavolo di trattative all’altro”. Ma allora Vince Civitanova lo candidava a sindaco e faceva comodo sputare nel piatto dove vuol mangiare ora. Questo è uno spaccato della destra che rivendica il governo della Regione: un’accozzaglia eterogenea che dove ha governato come a Civitanova ha dato pessima prova, tenuta assieme a malapena e pronta a sfaldarsi appena si presentino appetiti personali. Una accozzaglia all’interno della quale fanno la voce grossa quelli che disprezzano quei valori fondativi dello stato italiano come la democrazia, l’uguaglianza e la libertà di espressione, valori che tutti noi sosteniamo quando leggiamo un giornale, andiamo al cinema, ad un concerto od nel luogo di culto. Centioni ha reso evidente il pericolo che tutti siamo tenuti a scongiurare: che questa destra incapace e reazionaria ci tolga persino la speranza».

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Questo è un articolo pubblicato il 05-08-2020 alle 09:38 sul giornale del 06 agosto 2020 - 784 letture

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