Porto Recanati: quattro arresti all'Hotel House, avevano venduto sette chili di eroina

2' di lettura 02/07/2020 - Blitz alle prime luci dell’alba all’Hotel House. L’operazione della Guardia di Finanza ha consentito di assicurare alla giustizia diversi soggetti, di etnia italiana ed extracomunitaria, operativi nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti all’interno e nelle vicinanze del noto complesso multietnico di Porto Recanati.

Con un dispositivo che ha visto coinvolti tutti i reparti del Comando Provinciale di Macerata, con il supporto di un’aliquota di personale specializzato Antiterrorismo e Pronto Impiego di Ancona, è stata data esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere ed una ai domiciliari, emesse dal gip Domenico Potetti, a seguito delle richieste avanzate dal Procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio e dal sostituto procuratore Enrico Riccioni.

L’operazione, convenzionalmente denominata “Half Hand”, svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Macerata, è scaturita da un precedente controllo effettuato nel corso di un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, al quale sono seguite capillari indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, che hanno consentito di accertare un’intensa attività di compravendita di droghe pesanti, prevalentemente eroina, posta in essere presso l’Hotel House.

I complessi accertamenti, che si sono estrinsecati in attività sul campo (osservazione, pedinamenti, appostamenti), supportata da indagini tecniche, nonché dall’audizione di numerosi testimoni, hanno permesso di risalire all’identità dei responsabili e di ricostruire in maniera minuziosa tutte le cessioni di stupefacenti poste in essere dagli arrestati, ammontanti, per il solo anno 2019, a oltre 4.500, corrispondenti a circa 7 chilogrammi di eroina e che hanno consentito agli arrestati di incamerare illeciti profitti per oltre 210.000 euro. Nel corso delle investigazioni, è emerso, tra l’altro, come spesso fossero gli stessi pusher a contattare gli acquirenti, soprattutto allorquando cambiavano utenza telefonica per evitare di essere rintracciati, con lo scopo di garantire una pronta reperibilità.

L’operazione di servizio si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti approntato dal Corpo, da sempre impegnato nella salvaguardia della vita umana.

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Questo è un articolo pubblicato il 02-07-2020 alle 12:21 sul giornale del 03 luglio 2020 - 362 letture

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