Porto Recanati: modifica della legge elettorale regionale, l'affondo di Leonardi

3' di lettura 01/07/2020 - Il teatrino a cui abbiamo assistito ieri in consiglio regionale dimostra che ormai la sinistra e i pentastellati in Regione sono arrivati alla frutta. L’ulteriore ennesima prova della debolezza di questa maggioranza spaccata e in disaccordo che per evitare di essere battuta nel voto adotta la riforma della legge elettorale ma la fa valere fra cinque anni.

Conviene sottolinearlo, anche stavolta avevamo ragione noi a sostenere che cambiare le regole del gioco in corsa è inopportuno e fuori dalle corrette regole del confronto democratico, soprattutto quando ci sono già altri candidati che hanno scelto di scendere in campo contando su quelle regole. Una proposta, quella di escludere di fatto dalla corsa a consigliere anche un candidato presidente, che amputa la democrazia e il diritto sacrosanto alla pluralità che si deve garantire agli elettori chiamati al voto. Fa però molto sorridere che lo scorso novembre, per giustificare il blitz alla legge elettorale che ha aumentato dal 34% al 40% il premio di maggioranza, la sinistra si giustificò tirando fuori la carta della “maggiore rappresentatività”. Mentre adesso, seppure entrerà in vigore con la prossima legislatura, ha approvato di fatto una regola che azzoppa la democrazia e quella stessa rappresentatività perché scoraggia la competizione plurale.

Gravissime, invece, le parole del consigliere Gianni Maggi, che sta lavorando sotto traccia da mesi al favorire l’inciucio pre-elettorale con quel PD che per cinque anni ha accusato e contrastato in ogni maniera. Il capogruppo del M5S, tirando di mezzo i terremotati e la crisi causata dalla pandemia, ha affermato che “favorire il governo della destra nelle Marche sia una iattura peggiore del coronavirus”. Una vergognosa mancanza di rispetto nei confronti di tutte le vittime del Covid, di chi ha sofferto e di chi ha combattuto in prima linea per arginare il contagio, dalla quale mi aspetto che ci sia una forte presa di distanza da parte di tutte le forze politiche. La dimostrazione palese del disprezzo che il consigliere M5S ha ormai per la democrazia e per il volere dei cittadini marchigiani, in dissenso anche rispetto ad altri esponenti del suo stesso movimento. Quella democrazia di cui tanto, quando gli conveniva, si è riempito la bocca e che oggi invece gli fa così tanto paura.

Anche ieri abbiamo assistito al teatrino di chi cambia le proprie idee e i propri principi in base alla propria convenienza politica, una sinistra che in prorogatio a causa di una pandemia mondiale arriva alle ore 20 a discutere di cambiare una legge elettorale a due mesi dal voto. Con buona pace – conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia – del candidato del centrosinistra, Maurizio Mangialardi, che di facciata dichiara che sia sbagliato modificare le regole del gioco a ridosso delle urne, ma come emerso proprio ieri in aula, aveva dato mandato ai suoi di proseguire a cambiare la legge elettorale. E nel frattempo ancora tiene aperta la porta al M5S per tentare il tutto per tutto. Ma i marchigiani non vi credono più e ve lo dimostreranno.

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da Elena Leonardi
Consigliere regionale
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-07-2020 alle 15:06 sul giornale del 02 luglio 2020 - 423 letture

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