Covid Hospital, Corvatta: "realizzazione fuori tempo massimo, ma ora ripensiamo tutto il futuro della nostra sanità"

3' di lettura 12/05/2020 - Nei prossimi giorni vedremo all’opera il Covid Hospital, struttura pensata nel pieno della bufera della pandemia e la cui realizzazione annunciata in appena dieci giorni si è trascinata sino ad ora, quando l’emergenza si è raffreddata. Sono molte le perplessità ed i dubbi, ma in questo momento mi vorrei concentrare su quello che accadrà, quello che dovrebbe accadere e quello che non dovrebbe accadere.

Quello che succederà nell’immediato è che finalmente il nostro ospedale ritornerà alla sua normalità, anche se è inaccettabile che trascorra ancora più di un mese quando già la prossima settimana la casa di cura Villa de Pini avvia il ripristino. Non è stato indifferente in questo periodo poter contare solo sull’accoglienza dell’ospedale di Macerata: ripercorro il film della mia professione in questi mesi e mi chiedo se quella tale persona sarebbe morta lo stesso se l’avessi potuta ricoverare, cosa che in queste condizioni non è stato possibile.

Con la trasformazione dell’ospedale di Civitanova in Covid hospital e la localizzazione di questa contestata struttura alla fiera, quello che dovrebbe succedere è che dovrebbe cambiare è il destino della sanità provinciale. Esiste un prima coronavirus ed un dopo coronavirus in cui è chiaro che l’ospedale e la posizione di Civitanova sono fondamentali per la salute di tutti i cittadini del territorio maceratese ed oltre. Questa è una evidenza che dobbiamo rivendicare e perseguire con forza.

Quello che invece non dovrebbe succedere è di ipotecare il futuro del Covid Hospital tanto da smentire decenni di progettazione sanitaria della regione! In tutto questo tempo la regione ha perseguito l’obiettivo di ridurre il numero degli ospedali per aumentare la qualità dell’assistenza e ridurre gli sprechi, fino ad arrivare a prevedere un unico grande ospedale per provincia, progetto che ho condiviso nelle sue grandi linee ma per il quale mi sono speso da sindaco e successivamente per correggerne i limiti e le pecche. La permanenza nel tempo oltre l’emergenza del Covid Hospital come struttura simil ospedaliera è quanto di più antieconomico ed irrazionale si possa immaginare in sanità e va contro il processo di accorpamento degli ospedali, processo difficile e doloroso per molti marchigiani. Se rimanesse a permanenza, ci ritroveremmo nell’arco di 15 chilometri il nostro ospedale, il Covid Hospital ed in futuro il nuovo ospedale di Fermo sulla Mezzina, con questa struttura intermedia dai costi esorbitanti e senza tutte quelle specialità e funzioni necessarie per dare una assistenza completa.

A questo punto che dovrebbero pensare a Recanati ed in tutte le altre città dove si sono chiusi gli ospedali, che per 20 anni abbiamo scherzato? No, non abbiamo scherzato per cui ora che questa struttura c’è, vediamo di farla funzionare al più presto per tornare a curare tutti gli altri ammalati come è giusto che sia, ma poi pensiamo ad una riconversione diversa da quella ventilata.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2020 alle 09:27 sul giornale del 13 maggio 2020 - 1106 letture

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