Le associazioni diportistiche: "Tornare in mare in sicurezza"

3' di lettura 21/04/2020 - Le associazioni diportistiche Civitanovesi riunite nel “Madiere” aprono il dibattito sulla ripartenza del settore nautico che in città rappresenta una importante realtà economica e sociale: sette associazioni sportive che gestiscono altrettante basi nautiche con 622 soci e 501 posti barca.

Tra i settori più colpiti dall'emergenza coronavirus il diporto Nautico è certamente uno di quelli maggiormente penalizzati. Nella prima fase di contrasto alla diffusione del contagio, la tutela della salute mediante il confinamento ed il blocco di ogni attività legata alla nautica da diporto, sono stati inevitabili. “Questo fatto, per una città portuale come Civitanova,dove la tradizione marinara ed il diporto hanno una dimensione sociale di grande rilievo, ha rappresentato un ulteriore grave disagio – ha dichiarato il presidente Gianni Santori - Con l’avvicinarsi della “Fase 2”, che coincide anche con il periodo di avvio della stagione nautica 2020, è necessario definire una strategia di ripartenza che, mantenendo alta la guardia rispetto alla diffusione del virus, consenta ai diportisti di riprendere il mare”.

Il diporto nautico è per sua natura una attività che “isola”. Chi va per mare si allontana dai luoghi affollati, il più delle volte lo fa con la propria famiglia o addirittura da solo. Questi tipi di attività devono tornare ad essere consentite pur sempre all’interno di regole molto rigide, che garantiscano una protezione sicura dal contagio del coronavirus. Consentire al diporto di riprendere il mare, oltre ad avere una importante funzione sociale di attenuazione del disagio delle famiglie dopo questo lungo e forzato isolamento, è anche indispensabile a mantenere in vita le attività che sono legate alla nautica. La manutenzione delle basi nautiche (il controllo degli ormeggi e delle catenarie dei pontili galleggianti in un porto insicuro come il nostro), la cura delle unità da diporto (manutenzione dei motori e antivegetativo alle carene), il commercio dei prodotti necessari alla pratica del mare, il commercio di motori e imbarcazioni sono tutte attività che alimentano un importante settore economico e di lavoro, indispensabile alla nostra città. Se in tempi brevi i diportisti non potranno tornare in mare il rischio di “saltare una stagione” si fa sempre più concreto e per molte imprese il pericolo di chiusura potrebbe diventare concreto.

“Da parte nostra la disponibilità ad individuare norme di comportamento e di autodisciplina che consentano di riprendere il mare in totale sicurezza è assoluta – ha concluso Santori - La salute delle persone resta l’obiettivo prioritario da anteporre ad ogni altro interesse ma siamo convinti che le diverse esigenze possano essere rispettate garantendo soluzioni equilibrate e condivise. In questo senso nei prossimi giorni ci rivolgeremo alle varie autorità, ed in primis alla Regione Marche, per offrire il nostro contributo di idee e di impegno per la salvaguardia di un settore, il diporto nautico, che per la nostra città significa socialità e lavoro”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-04-2020 alle 18:46 sul giornale del 22 aprile 2020 - 236 letture

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