Il montecosarese Lorenzo Baccifava dal Giappone all’Italia, 14000 km in bici bloccato a Valea lui Mihai dalla pandemia

3' di lettura 21/04/2020 - Valea lui Mihai, Romania. La pandemia ha momentaneamente fermato anche l’avventura di Lorenzo Baccifava, trentenne montecosarese che sta compiendo, da quasi un anno, un’impresa piuttosto impegnativa: Giappone – Italia in sella alla sua bici.

L’amore di Lorenzo per il ciclismo nasce da quando aveva circa 10 anni.

Ragazzo dallo spirito avventuroso, carattere socievole che ben si adatta a vivere anche lontano dalle comodità di casa e non nuovo ad affrontare viaggi a due ruote, stavolta si è voluto superare.

Un viaggio questo difficile ed estremo, che si è sviluppato in 14.000 km attraverso Asia, Russia ed Europa.

Un progetto che lo ha visto allenarsi molto per tutto il periodo invernale prima della partenza per questa impresa iniziata il 9 giugno 2019.

"Per me questa è una grande avventura. Non è tanto una sfida quanto il mio modo per disconnettermi dalla vita quotidiana e andare alla scoperta di nuove emozioni" - racconta - Sono ormai fermo da due mesi e non appena qualcosa inizia a muoversi, conto di rimettermi subito in sella. Chiaramente la pandemia mi ha bloccato, ma fortunatamente è successo a pochi chilometri da casa".

Preparandosi a un’impresa di tale portata aveva messo in conto di poter incontrare degli ostacoli.

Dapprima ci sono state le interminabili piogge che ha incontrato lungo tutto il percorso poi il grande freddo della Russia.

Ma mai avrebbe potuto immaginare il terzo grande imprevisto ancora da abbattere, che lo sta tenendo bloccato, ovvero la pandemia in corso.

Quando gli chiediamo cosa gli manca di più ci sorprende rispondendo: "Onestamente l’unica cosa di cui ho sentito ogni tanto la mancanza è stato il nostro cibo italiano. Diciamo però che l’ho gestita benissimo grazie alle deliziose pietanze che mi sono state offerte dall’Asia alla Russia".

Un’avventura davvero non facile, in cui non sono assolutamente mancati anche momenti in cui ha pensato di non farcela.

Proprio da quei momenti, quando pensava di arrendersi che partiva per Lorenzo quella sensazione di sfida e la voglia di farcela che lo ha aiutato ad andare avanti e che lo accompagna anche adesso.

Viaggiare in bici è un modo sicuramente di ammirare il paesaggio in lentezza, permettendogli di conoscere la realtà dei luoghi che attraversa, di conoscere le persone e la cultura ed entrarci in sintonia.

Cosa si porterà Lorenzo dunque da questa esperienza?

"L'unica cosa che porto e porterò per sempre con me è la tanta voglia di continuare a viaggiare per scoprire nuove terre, popoli e culture e continuare a sfamare il corpo e la mente", conclude.








Questo è un articolo pubblicato il 21-04-2020 alle 21:32 sul giornale del 22 aprile 2020 - 2311 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Meri Desideri

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bj5l