Renè Ciampa, l’artista senza mani lancia un appello alle industrie produttrici di materiale in lattice

2' di lettura 13/04/2020 - Civitanova Alta, chiusa in casa come tutti in questo periodo, anche Renè guarda al 04 maggio speranzosa. Ma, quasi con le lacrime agli occhi riflette sulla sua condizione e lancia un appello la sera di Pasqua in diretta Facebook sperando nella bontà e nella sensibilità dei suoi interlocutori.

Renè, per chi non la conosce, è nata con una disabilità fisica, conosciuta con il nome di “focomelia”, in sostanza una malformazione che non le ha permesso il corretto sviluppo degli arti superiori.

E’ proprio da qui che nasce la richiesta, non solo di Renè di cui lei si fa portavoce, ma comune ad altri come lei di poter avere dei guanti in lattice adatti.

Il probabile protocollo che verrà introdotto nella fase due dell’uscita dal lockdown sembra prevedere, oltre l’uso delle mascherine, appunto anche quello dei guanti: un problema non da poco per chi le mani non le ha.

L’esigenza dei guanti in lattice, considerata magari in passato non così prioritaria, sebbene già da tempo Renè la avvertisse, inizia a diventarlo adesso, visto che potrebbe fare la differenza tra uscire e stare in casa.

Renè vive sola con il marito Guido, che dovrà subire un intervento appena riapriranno le sale operatorie e si chiede come farà da sola a fare le piccole cose senza questi benedetti guanti.

In passato aveva già contattato un’azienda facendo presente questa mancanza e le era stato risposto che ci avrebbero pensato, ma ad oggi nessuno sembra averlo fatto.

La vita di persone con disabilità è già difficile nel normale vivere quotidiano ed oggi si accentua ancora di più.

Ci sono cose che per noi sembrano piccole cose ma di cui ci accorgiamo solo quando ne veniamo privati.

Pensiamo a questi giorni, a noi, quando abbiamo dovuto reperire le mascherine, il gel igienizzante o i guanti stessi.
Pensiamo a come ci siamo sentiti non trovandoli.

Pensiamo alla nostra difficoltà e immaginiamo che ci sono persone che da tutta una vita vivono di quelle privazioni che per noi invece non lo sono anzi, sembrano cose così scontate.

Ci sono tantissime persone nelle condizioni di Renè, tantissime di cui non conosciamo assolutamente le vere necessità, a volte semplicemente perché non ci fermiamo abbastanza da ascoltarle.

Proprio per questo ci sembra doveroso unirci e raccogliere il suo appello, al fine di farsì che la rete solidale che si sta muovendo in questo periodo non vada persa, che incontri le esigenze di tutti, e speriamo soprattutto di trovare da qualche parte qualcuno che possa aiutare questa donna, e tante altre persone come lei, a poter condurre una vita normale.






Questo è un articolo pubblicato il 13-04-2020 alle 01:53 sul giornale del 14 aprile 2020 - 1624 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Meri Desideri

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