Ente Fiera, come il coronavirus ha accelerato la trattativa Comune-Royal, chiusa con 57 mila euro

4' di lettura 10/04/2020 - Un effetto collaterale importante della scelta dell’Ente Fiera per ospitare gli ormai famigerati 100 posti di terapia intensiva anti coronavirus (in attesa di capire quando e come verranno realizzati) è stato quello di chiudere la partita tra Comune e la Royal Group per la gestione della struttura, passata in via definitiva all’ente comunale dopo una trattativa che si trascinava da anni.

Prima di poter concedere in comodato d’uso gratuito la struttura alla Regione, infatti, il Comune doveva prima tornare pienamente in possesso definendo la situazione con gestori. Al risultato si è arrivati venerdì 3 aprile con l’approvazione, nella medesima seduta di giunta, prima della delibera che sancisce l’accordo con la Royal e poi di quella che concede, per l’appunto, la struttura alla Regione per impiantarci il suo polo anti Covid-19. Un’operazione, la prima, che al Comune costerà poco più di 57 mila euro e che viene ricostruita dettagliatamente nella stessa delibera, pubblicata in data odierna nell’albo pretorio comunale.

La storia inizia sul finire del 2015, quando la Ati (associazione temporanea d'impresa) composta da Royal Group di Fermo e Service Promotion di San Severino si aggiudica la gestione della fiera per un canone di 52 mila euro l’anno e durata di 5 anni. Poco dopo, però, si scopre che la struttura non è stata ancora consegnata a causa di una serie di carenze e inconvenienti fatti rilevare dal concessionario, errori che diventano oggetto di azioni di rivendicazione dell’ente nei confronti del costruttore della struttura. Nel frattempo, si approvano i progetti che dovrebbero sanare la situazione ma di fatto non vengono mai portati a termine. Passano gli anni, nel frattempo alla fiera si svolgono eventi e la Protezione Civile vi trova la sua sede, ma i lavori non arrivano mai al termine. Alla fine, il 15 gennaio scorso, il sindaco Ciarapica, dopo vari incontri con la Royal, chiede formalmente alla stessa di arrivare a una risoluzione consensuale del contratto, facendo sì che il Comune potesse riprendersi la gestione della struttura. Dopo un ulteriore incontro, la Royal invia al Comune il conto dei soldi che ha investito sulla struttura e che chiede le vengano rimborsati: costi per la partecipazione al bando, costi sostenuti per la gestione delle criticità riscontrate al padiglione, costi per la messa in funzione dello stesso, il tutto per un totale di circa 178 mila euro. Il Comune risponde che, a suo avviso, siano dovuti solo 37 mila euro derivanti da varie spese per la messa in funzione del padiglione, più un indennizzo di 10 mila euro per il mancato utilizzo.

Nel frattempo, però, scoppia la pandemia, il discorso resta in sospeso ma torna d’attualità quando la Regione individua l’Ente Fiera come la struttura più adatta ad ospitare una terapia intensiva da 100 posti per combattere il contagio da Covid-19. E allora bisogna arrivare a una soluzione. La Royal è pronta ad accettare la richiesta del Comune se, oltre ai 47 mila euro prospettati un mese prima, se ne aggiungono altri 10 come indennizzo per l’impossibilità di realizzare due eventi già programmati per l’estate 2020. Insomma, chiudere la partita con poco più di 57 mila euro anziché 178. E la giunta comunale ha detto sì firmando la delibera di venerdì 3 aprile: il Comune versa 57.452 euro alla Royal che, da parte sua, riconsegna immediatamente lo stabile senza nessun’altra rivendicazione.

La ratifica dell’accordo avverrà col prossimo consiglio comunale, visto che le imputazioni di spesa dovranno essere inserite nel bilancio di previsione 2020 che dovrà essere approvato la prossima settimana.

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Questo è un articolo pubblicato il 10-04-2020 alle 16:35 sul giornale del 11 aprile 2020 - 875 letture

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